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Accusato di corruzione, sparizione forzata e omicidio, il politico è stato catturato insieme ad altri due sospetti

Domenica pomeriggio, le autorità statali hanno arrestato il sindaco facente funzione di Frontera Comalapa (Messico), José Antonio Villatoro, con l’accusa di corruzione, rapimento, omicidio ed estorsione aggravata. L’operazione è stata condotta dalla Procura statale in collaborazione con il Segretariato della Sicurezza, portando anche al fermo di altri due individui sospettati di far parte della stessa rete criminale. Durante l’arresto sono stati sequestrati un veicolo Volkswagen Amarok e due fucili carichi. Il sindaco e i suoi complici sono stati trasferiti in carcere e posti a disposizione del giudice competente. Questo arresto rappresenta il primo caso di un dirigente politico fermato nel 2025 e si inserisce in una più ampia strategia di sicurezza promossa dal governatore del Chiapas, Eduardo Ramírez, per ristabilire l’ordine nella regione. Frontera Comalapa, cittadina di circa 80.000 abitanti situata al confine con il Guatemala, è un territorio strategico per il commercio e un punto nevralgico per il crimine organizzato. Villatoro era stato nominato sindaco facente funzione nell’ottobre 2024, dopo il rapimento del sindaco eletto, Aníbal Roblero, avvenuto a Tuxtla, capitale del Chiapas. Il sequestro, attribuito a un gruppo criminale, ha lasciato la città in balia dell’insicurezza. Le località limitrofe, come Chicomuselo e Bellavista, condividono lo stesso destino, con gruppi armati che controllano le strade e impongono la loro legge. Contro questa situazione, il governatore Ramírez ha lanciato una serie di operazioni mirate. Una delle azioni più significative si è svolta a dicembre, con l’arresto di 92 agenti di polizia accusati di collusione con il crimine organizzato e di 13 presunti narcotrafficanti.
   
Foto by Fiscalía de Chiapas
 

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