“Abbiamo quasi esaurito il tempo a disposizione per salvare Julian Assange”. A dirlo è stato il deputato indipendente Andrew Wilkie presentando al parlamento australiano la mozione per sollecitare Regno Unito e Stati Uniti a lasciare che il giornalista Julian Assange faccia ritorno nel suo Paese d’origine: l’Australia.
La mozione è stata approvata con 86 voti a favore e 42 contrari, in quella che è stata definita “una dimostrazione di sostegno politico senza precedenti per il signor Assange da parte del Parlamento australiano”. Tra i favorevoli vi sono anche il premier australiano Anthony Albanese e i membri del suo gabinetto.
Assange dal 2019 si trova detenuto nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, nel cuore di Londra. Tra il 20 ed il 21 febbraio l’Alta Corte di Giustizia di Londra si riunirà per decidere in merito all’istanza d’appello presentata dai legali del fondatore di Wikileaks per scongiurare la sua estradizione negli Stati Uniti in cui lo attendono 175 anni di carcere, solo per aver fatto il suo lavoro di giornalista. Da anni gli Stati Uniti vogliono mettere le mani su di lui per aver svelato al mondo, con la sua piattaforma, crimini di guerra, torture, corruzioni e migliaia di documenti riservati in cui erano documentate le trame oscure sia delle democrazie, sia delle democrature.
La mozione è stata appoggiata da parlamentari laburisti, da quelli indipendenti e dai Verdi. Il deputato laburista Wilson, favorevole anche lui, ha sottolineato come le informazioni diffuse da Assange siano state “pubblicate senza conseguenze legali da organizzazioni mediatiche negli USA”. Contrario, invece, il leader dell’opposizione, Peter Dutton. Il parlamento australiano ha dunque ufficialmente richiesto a Regno Unito e Stati Uniti di rilasciare il giornalista e di permettere il suo rientro a casa, in Australia, dalla sua famiglia. Solamente pochi mesi fa, si era palesata la possibilità di un patteggiamento.. “Ci sono persone che detestano quest’uomo, altre che lo venerano, ma quasi tutti concordano sul fatto che questa vicenda si sia protratta troppo a lungo. A prescindere da ciò che si pensa di Assange, in questo caso non è stata fatta giustizia”, ha dichiarato Wilkie.
Il “Day X” è ormai prossimo. Se venisse confermata l’estradizione ai legali di Julian Assange resta solo una chance: appellarsi alla CEDU. Anche se quest’ultima può ben poco.
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- Jamil El Sadi
