Ricevendo in Vaticano una delegazione di avvocati provenienti da Paesi membri del Consiglio d'Europa firmatari dell'Appello di Vienna - Summit Internazionale dei Popoli per la Pace in Ucraina che si è svolto lo scorso 10-11 giugno nella capitale austriaca -, Papa Francesco è tornato stamane a definire "insensata" la guerra in Ucraina. Si tratta di una delle crisi internazionali che contribuiscono, insieme alle tensioni sociali, che sono da affrontare, a scuotere le democrazie e lo Stato di diritto. L'Appello di Vienna, ha spiegato il pontefice, "si colloca nel contesto europeo attuale, difficile sotto molti aspetti, a motivo, tra l'altro, della guerra insensata in Ucraina". "Vi ringrazio per il contributo importante che offrite alla promozione della democrazia e del rispetto della libertà e della dignità umana - ha proseguito -. I tempi di crisi sociale, economica, identitaria e di sicurezza sfidano le democrazie occidentali a rispondervi efficacemente, rimanendo però sempre fedeli ai loro principi; principi da riconquistare continuamente e la cui difesa richiede una grande vigilanza". "La paura di disordini e violenze, la prospettiva di rivolgimenti degli equilibri stabiliti, la necessita' di agire con efficacia davanti alle urgenze possono indurre nella tentazione di fare eccezioni, di limitare - almeno provvisoriamente - lo Stato di diritto nella ricerca di soluzioni facili e immediate - ha aggiunto -. Mi sembra dunque importante che voi reclamiate, in una delle vostre proposizioni, che ‘lo Stato di diritto’ non sia fatto mai oggetto della minima eccezione, anche in tempo di crisi. La ragione è che lo Stato di diritto è al servizio della persona umana e mira a tutelarne la dignità, e ciò non ammette alcuna eccezione".
Foto © Imagoeconomica
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