Nell'ultimo anno, in Russia si sono susseguite esplosioni misteriose contro depositi di carburante, ferrovie e uffici di arruolamento militare
Funzionari anonimi dei servizi segreti statunitensi hanno recentemente dichiarato alla CNN di essere convinti che l’attacco di maggio al Cremlino sia partito dall’interno del paese, e che ad aver fatto partire i droni siano stati gruppi di agenti filo-ucraini presenti in Russia, inoltre i funzionari ritengono che a fornire i droni usati nell’attacco sia stata l'Ucraina stessa, dato che non vi sono prove che dimostrino la costruzione statunitense dei droni.
Un funzionario dell’intelligence europea presume che le componenti dei droni raggiungano la Russia attraverso determinati canali di contrabbando al confine tra l’Ucraina e la Russia, e che una volta acquisite le componenti, i gruppi filo-ucraini procederebbero al montaggio dei droni direttamente nella loro area operativa.
Dietro questi traffici, secondo i funzionari USA, ci sarebbero i servizi di intelligence dell’Ucraina, che non sono completamente vincolati dai dettami di Zelensky.
Il capo del servizio di sicurezza ucraino, Vasyl Malyuk, ha suggerito alla CNN che gli attacchi all’interno del territorio russo continueranno, aggiungendo che i commenti sugli attacchi verranno rilasciati solo dopo la vittoria Ucraina nel conflitto.
Nell'ultimo anno, in Russia si sono susseguiti incendi ed esplosioni misteriose che hanno preso di mira depositi di petrolio e carburante, ferrovie, uffici di arruolamento militare, magazzini e oleodotti.
Ma nelle ultime settimane i funzionari hanno notato un'impennata di questi attacchi sul territorio russo, a partire da quello all'edificio del Cremlino, che secondo loro rappresenterebbe il culmine di mesi di sforzi da parte degli ucraini per creare un’infrastruttura capace di compiere questo tipo di sabotaggio.
Un’altra fonte anonima riferisce che la volontà di compiere questo tipo di attacchi c’è sempre stata ai livelli alti, ma la sfida è sempre stata quella di avere la capacità di attuarli concretamente.
Il capo dell'intelligence militare Ucraina, Kyrylo Budanov, ha costantemente proposto alcuni dei piani più sfacciati per operazioni contro la Russia e atti simbolici di valore, hanno dichiarato funzionari statunitensi alla CNN.
Dai documenti del Pentagono trapelati ad inizio anno si legge chiaramente come la CIA ha sempre esortato Budanov a “rimandare” gli attacchi contro la Russia nell’anniversario dell’invasione dell’Ucraina, mentre un altro rapporto trapelato afferma che Zelensky alla fine di febbraio "ha suggerito di colpire le postazioni di schieramento russe nell'Oblast' di Rostov" utilizzando i droni, poiché l'Ucraina non dispone di armi a lungo raggio in grado di raggiungere quella distanza; la Russia ha attribuito questi attacchi alle forze armate ucraine dato il fatto che le strutture petrolifere nell'Oblast di Rostov hanno preso fuoco dopo essere state colpite da droni sospetti diverse volte già nell'ultimo anno.
"Tutto ciò che commenterò è che abbiamo ucciso dei russi", ha detto Budanov a Yahoo News il mese scorso, quando gli è stato chiesto dell'attentato a Daria Dugina, giornalista figlia del filosofo russo Alexander Dugin, Budanov ha poi aggiunto che "continueremo a uccidere russi ovunque sulla faccia del mondo fino alla completa vittoria dell'Ucraina".
La comunità di intelligence statunitense ha valutato che quell'operazione è stata autorizzata da elementi del governo ucraino.
Pubblicamente gli alti ufficiali militari statunitensi condannano gli attacchi in territorio russo, perché provocano una maggior escalation della guerra, ma in privato ammettono che questo tipo di attacchi “interni” siano una strategia militare intelligente, che spinge i russi a dirottare le risorse verso i propri territori e che conseguentemente va ad intaccare la risposta russa alla grande controffensiva Ucraina.
Martedì scorso il ministro degli esteri britannico si è pronunciato sul tema degli attacchi ucraini in territorio russo, sostenendo che l’Ucraina "ha il diritto di proiettare la forza oltre i propri confini per minare la capacità della Russia di proiettare la forza all'interno dell'Ucraina stessa", aggiungendo poi che attaccare gli obiettivi militari al di là dei propri confini è riconosciuto a livello internazionale come un atto di autodifesa di una nazione in guerra.
Il vice ammiraglio francese Nicolas Vaujour ha dichiarato che gli attacchi alla Russia sono semplicemente “parte della guerra” e che offrono un’opportunità di inviare un messaggio alla popolazione russa: "C'è una guerra lì e potrebbe preoccuparvi [l'opinione pubblica russa] in futuro", riferendosi agli attacchi ha aggiunto che “è un buon modo per gli ucraini di inviare un messaggio non solo a Vladimir Putin, ma anche alla popolazione russa", finendo per giustificare anche gli attentati a persone singole all’interno della Russia, affermando che non è “proibito” per l’Ucraina pensare di eseguire questo tipo di operazioni.
Fonti ucraine hanno confidato alla CNN che continuano ad orchestrare attacchi interni alla Russia perché sono una buona tattica di distrazione per i militari, che devono riallocare risorse per mantenere la sicurezza all’interno del loro paese; gli effetti di questa strategia Ucraina sarebbero confermati anche in un aggiornamento dell’intelligence britannica, in cui il ministro della difesa ha confermato che, a seguito degli attacchi con droni nella regione di Belgorod, la Russia è stata costretta a stanziare una grande potenza di fuoco sul proprio territorio, aggiungendo che i comandanti russi si troverebbero in un grande dilemma: rafforzare le difese delle regioni di confine oppure continuare a rafforzare il fronte in Ucraina.
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