La nave da guerra più avanzata della Marina militare degli Stati Uniti, il cacciatorpediniere stealth Uss Zumwalt, è stata inviata nel Pacifico in una missione che potrebbe "gettare le basi per lo spiegamento di missili ipersonici statunitensi nella regione". Lo scrive l'emittente televisiva "Cnn", secondo cui la nave è arrivata in Giappone lunedì dopo una sosta a Guam. L'invio della Zumwalt nel Pacifico Occidentale è stato confermato dal portavoce della Settima flotta Usa, tenente Mark Langford. La Zumwalt è la prima in una classe di tre cacciatorpediniere lanciamissili multiruolo stealth. Un rapporto pubblicato il mese scorso dall'US Naval Institute afferma che il prossimo anno proprio la Zumwalt verrà modificata per consentirle di stivare e utilizzare il Common Hypersonic Glide Body (C-Hgb), un sistema d'arma ipersonico sviluppato su richiesta del Pentagono.
Del resto le Forze armate di Stati Uniti e Corea del Sud, così come annunciato dal ministero della Difesa sudcoreano, hanno intrapreso lunedì un programma di esercitazioni navali congiunte al largo di Busan.
"Questa esercitazione è stata preparata per dimostrare la forte determinazione dell'alleanza tra Corea del Sud e Stati Uniti a rispondere alle provocazioni della Corea del Nord", è scritto in un comunicato diffuso lunedì mattina dalla marina militare sudcoreana. Alle manovre prende parte anche la portaerei a propulsione nucleare Uss Ronald Reagan della Marina militare degli Stati Uniti, arrivata a Busan la scorsa settimana. L'arrivo della portaerei segue di pochi giorni la promessa degli Stati Uniti a Seul di mettere a disposizione la loro deterrenza strategica in risposta alle provocazioni della Corea del Nord: questo mese Pyongyang ha infatti approvato misure relative all'impiego condizionato delle sue armi atomiche, auto attribuendosi lo status di potenza nucleare.
L'avvio delle esercitazioni è stato preceduto domenica dal lancio in mare di un missile balistico da parte della Corea del Nord. Il lancio ha anticipato anche la visita nella regione della vice presidente Usa Kamala Harris. Secondo lo Stato maggiore congiunto di Seul, il lancio "è un atto di grave provocazione, che minaccia la pace e la sicurezza della Penisola coreana e la comunità internazionale".
Nelle ultime settimane gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno espresso forte preoccupazione per la recente evoluzione delle minacce militari provenienti dalla Corea del Nord, che recentemente ha approvato una politica che regola il ricorso preventivo alle armi atomiche in caso di minaccia diretta alla leadership di Pyongyang.





E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta pubblicata al termine della viceministeriale del Gruppo consultivo per la deterrenza strategica estesa (Edscg) che si è tenuta questo mese a Washington, con la partecipazione del sottosegretario alla Difesa Usa Colin Kahl; della sottosegretaria di Stato per il controllo degli armamenti, Bonnie Jenkins; e dei viceministri degli Esteri e della Difesa sudcoreani, Cho Hyundong e Shin Beomchul. Durante la riunione, le parti hanno ribadito l'impegno a utilizzare tutti gli strumenti diplomatici, informativi, militari ed economici a propria disposizione per rafforzare la deterrenza contro la minaccia nordcoreana. I presenti hanno anche ribadito che qualsiasi tentativo di ricorso alle armi atomiche da parte di Pyongyang porterebbe ad una risposta "decisa e travolgente". Le due delegazioni hanno quindi ribadito l'importanza del coordinamento bilaterale per la sicurezza della regione, aggiungendo che continueranno a valutare nuove opportunità per rafforzare ulteriormente l'alleanza strategica tra i due Paesi, soprattutto a livello militare.
Secondo alcune indiscrezioni dell'agenzia di stampa "Yonhap" l'agenzia di intelligence nazionale della Corea del Sud avrebbe individuato tra il 16 ottobre e il 7 novembre prossimi il periodo in cui la Corea del Nord potrebbe condurre il suo settimo test nucleare. Le due date coincidono con il 20mo Congresso del Partito comunista cinese e con le prossime elezioni di medio termine negli Stati Uniti. Pyongyang ha completato da mesi i preparativi in vista di un test presso il sito di collaudo di Punggye-ri. Secondo la stampa sudcoreana, il Korea Institute for Defense Analyses, un istituto di ricerca finanziato dal governo sudcoreano, ritiene che Pyongyang disti almeno quattro test nucleari dalla capacità di assemblare armi nucleari tattiche o di associare testate nucleari a veicoli di rientro multipli. Il rapporto, i cui contenuti non sono stati divulgati pubblicamente, stimerebbe in 1,6 miliardi di dollari le risorse destinate da Pyongyang al suo programma nucleare dagli anni Settanta del secolo scorso.
Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha ribadito questo mese che il Paese non intende rinunciare per nessun motivo ai suoi deterrenti balistico e nucleare, che ha definito necessari per far fronte a eventuali aggressioni da parte degli Stati Uniti.
Kim ha tenuto giovedì 8 settembre un discorso di fronte all'Assemblea popolare suprema, il parlamento nordcoreano con funzioni di ratifica. Proprio la scorsa settimana, l'Assemblea ha dato la propria autorizzazione formale a un disegno di legge che autorizza le forze armate a effettuare attacchi nucleari "automatici" in caso di minaccia diretta alla leadership nordcoreana. Così facendo aumenta la tensione in tutta la Penisola Coreana.

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