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La Procura generale del Messico ha comunicato che sta conducendo un'indagine sull'ex presidente Enrique Peña Nieto, accusato di riciclaggio di denaro, reati elettorali e arricchimento illecito. Il primo caso che il pm ha aperto nei confronti dell'ex presidente parte da diverse denunce che riguardano l'impresa di costruzioni spagnola Ohl, per reati di carattere elettorale e patrimoniale. "In questa indagine, i progressi permetteranno ulteriori passi giudiziari nei prossimi mesi", assicura la Procura in un comunicato. Secondo le indagini, i permessi a questa azienda non avrebbero dovuto essere emessi da autorità statali, essendo di competenza federale. Un altro caso parte dalle denunce delle autorità fiscali e riguarderebbe reati di riciclaggio e trasferimenti internazionali illegali di capitale. L'Unità di Intelligence Finanziaria (Uif) ha rilevato uno schema per il quale Peña Nieto avrebbe ricevuto 1,25 mln di euro attraverso trasferimenti finanziari dal Messico alla Spagna, secondo il giornale El Universal. Esiste anche un'indagine per arricchimento illecito, nella quale sono impegnate le istituzioni messicane e periti specializzati. "Quando si otterranno risultati, dei quali si possa dare notizia in base alla legge, lo si farà immediatamente", assicura la Procura. Il 7 luglio scorso la Procura ha annunciato l'apertura di una procedura contro Peña Nieto per aver asseritamente ricevuto trasferimenti irregolari di denaro dalla Spagna. L'attuale presidente Andrés Manuel Lòpez Obrador ha assicurato che l'indagine del pubblico ministero non è una rappresaglia. "I nostri avversari, che sono bravi a inventare cose, parlano di patti e accordi. Allora vorrebbero che nascondessimo le informazioni, per dire che stiamo proteggendo l'ex presidente Peña Nieto", ha detto. Peña Nieto, del Partido Revolucionario Institucional, è stato presidente del Messico dal 2012 al 2018, portando avanti una politica all'insegna delle privatizzazioni, anche nel settore petrolifero.

Foto © Imagoeconomica

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