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Erano accusati della morte sotto tortura di Luis Batalla nel 1972; un anno prima dell’instaurazione della dittatura

Nel maggio del 1972, Luis Batalla moriva a Treinta y Tres (Dipartimento di Uruguay), a causa delle torture inflitte dai militari che lo avevano rapito in un quartiere della regione 4. E nonostante il suo caso fosse stato aperto nel 1986, solo adesso, 50 anni dopo la sua morte, sono stati processati e condannati al carcere il capitano Héctor Rombys ed il maggiore Arquímedes Maciel.
La giustizia rappresentata dal giudice a latere del 27° turno, María Sol Bellomo, ha condannato al carcere per omicidio pluriaggravato Rombys e Maciel, in reale reiterazione con reati di abuso d'autorità, accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio inoltrata dal procuratore Specializzato in Reati di Lesa Umanità, Ricardo Perciballe, il quale presentò l’accusa nel 2019. Batalla morì sotto tortura. La sua viene considerata la prima morte avvenuta sotto tortura in un quartier generale clandestino delle forze dello Stato, ancor prima che le Camere fossero sciolte e l'esercito prendesse il controllo del Paese.
Batalla militava nel Partito Democratico Cristiano. Muratore, di 32 anni, fu catturato il 21 maggio del ‘72, e trasferito al Battaglione di Fanteria n° 10, dove morì a causa delle torture. Quattro giorni dopo la sua scomparsa, la famiglia è stata informata della sua morte da un gruppo di soldati, che hanno consegnato il corpo in un cassetto chiuso a chiave. La spiegazione della sua morte fu un arresto cardiaco. Ma grazie agli sforzi dell'avvocato Daniel Sosa, che era un deputato dello stesso partito a cui partecipava Batalla e che si recò al Dipartimento di Treinta y Tres per parlare con la Questura, riuscì a fare intervenire Helguera García, un giudice che dispose l'autopsia del corpo. A quel punto l'analisi forense determinò che era deceduto a causa delle torture.
Per la risoluzione del caso, è stata fondamentale la testimonianza di Aldo Miraballes, un caporale che a quel tempo si trovava sul luogo dei fatti. Nella sua descrizione, ha raccontato il trattamento subito da Batalla durante il sequestro: “Lo portavano fuori alla ‘macchina’ ogni ora / ora e mezza e lo riportavano distrutto”. “Il capitano Héctor Rombys era l’incaricato a dirigere la tortura. Lui indicava il detenuto da torturare, cosa chiedergli, ecc. Ma partecipava anche alle torture, utilizzando perfino un’arma”, ha dichiarato alla giustizia.
“Io li vedo che lo portano fuori dalla Compagnia e lo conducono al ‘Casinò de Tropas’ che a quel tempo era la sala di tortura del Battaglione. Lo portano incappucciato ed ammanettato. È lì che realmente incomincia la tortura”, ha raccontato. “La tortura iniziava il pomeriggio e continuava fino a notte”, ha ricordato Miraballes.
E ha aggiunto: "Sentivo le grida di disperazione di Batalla".
Rombys era responsabile delle detenzioni e degli interrogatori ai cittadini e cittadine, e inoltre era anche il collegamento con l’Intelligence (S2). Da parte sua, il maggiore Arquímedes Maciel era responsabile della regione 4 a Treinta y Tres, all'interno della quale c'era la caserma dove Batalla fu torturato e ucciso.

Foto di copertina: elmuertoquehabla.blogspot.com

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