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L’ex presidente a Houston torna a difendere il secondo emendamento e lancia la sua ricandidatura

Ovazioni calorose e patriottiche hanno accompagnato l’intervento di Donald Trump al grande raduno della più grande lobby delle armi statunitensi, la National Rifle Association a Houston.
U-S-A, U-S-A, U-S-A!” urlavano le 50mila persone che si sono riunite a celebrare i rispettivi idoli di vario calibro e potenza di fuoco, accompagnati dallo show di Donald Trump, che ha trasformato l’evento in un vero e proprio comizio in vista di una sua nuova corsa per il 2024.
"Non c'è niente di più pericoloso di una zona 'libera dalle armi’”, ha affermato l’ex presidente dopo aver chiesto un minuto di silenzio per le vittime della recente strage di Uvalde, in cui 19 bambini e due insegnanti sono stati uccisi dal 18 Salvador Ramos.
Un massacro odioso”, compiuto da un “mostro” che è l’incarnazione del “male assoluto” ha affermato Donald Trump, attaccando quei “politici cinici che cercano di sfruttare il dolore delle famiglie delle vittime” per mettere in discussione importanti diritti costituzionali per i cittadini statunitensi.  Primo fra tutti appunto, la sacra libertà a detenere armi.
Un diritto che si è trasformato oggi nella prima causa di morte negli Stati Uniti: secondo i dati di Nathan Yau di FlowingData a partire dal 2017 i decessi causati dalle armi da fuoco hanno sorpassato quelli per incidenti stradali.
Dal 2000 al 2020, il numero di morti legate alle armi da fuoco nella fascia di età da uno a 24 anni è aumentato da 7,3 a 10,28 per 100.000 persone, secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi. Nel frattempo, il numero di sparatorie annue segnalate dall’FBI è balzato da 30 nel 2019 a 40 nel 2020 e 61 nel 2021.
Tuttavia secondo Trump “l’esistenza del male nel nostro mondo non è un motivo per disarmare i cittadini rispettosi della legge: è una delle ragioni migliori per armarli”, e ha rilanciato la proposta di armare gli insegnanti e sostenendo che “non c’è niente di più pericoloso di una zona ‘libera dalle armi'”.
Dobbiamo difendere il secondo emendamento”, ha ribadito anche la governatrice del South Dakota, Kristi Noem, data come possibile candidata repubblicana alle elezioni del 2024 o come braccio destro dello stesso Trump. “Nel nostro Stato anche le nonne sono armate”, ha affermato, ricordando di “essere cresciuta in una fattoria circondata da migliaia di armi”.
Insomma nel paese dove l’ennesima strage falcidia giovani vite a colpi d’arma da fuoco, i fautori del suprematismo americano non trovano migliori soluzioni che glorificare i templi del complesso militare-industriale chiedendo agli americani di “armarsi come fratelli”.

Foto © Imagoeconomica

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