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Da giorni sulla spianata delle moschee di Al Aqsa forze di occupazione e coloni arrestano, attaccano e brutalizzano fedeli

La scorsa notte le forze aeree israeliane hanno aperto il fuoco contro un obiettivo nella Striscia di Gaza in risposta al lancio di un razzo dall'enclave palestinese. A riportarlo è l'esercito di Tel Aviv su Twitter, precisando che è stato preso di mira un sito usato da Hamas per la produzione di armi. Secondo un portavoce di Hamas, tuttavia, il raid israeliano è "fallito" in quanto l'edificio colpito era vuoto e nessuno è stato ferito. Alla notizia di un possibile bombardamento i Gazawi (gli abitanti di Gaza) hanno smontato le finestre per evitare che si frantumassero a causa delle vibrazioni, per limitare il minimo dei possibili danni.

A mezzanotte gli aerei israeliani hanno lanciato almeno quattro missili in un luogo a ovest della città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, provocando l'esplosione di un incendio nel sito.

Il razzo, che non è stato rivendicato da nessun movimento paramilitare della Striscia, è stato lanciato dopo che venerdì mattina le forze di occupazione israeliane hanno preso d’assalto il complesso della moschea di Al-Aqsa nella Gerusalemme occupata, attaccando i fedeli con proiettili di gomma, gas lacrimogeni e proiettili veri, provocando il ferimento di oltre 150 palestinesi e l’arresto di almeno altri 400.

Migliaia di palestinesi si erano radunati alla moschea la mattina presto per le preghiere del fajjr (alba), quando truppe armate israeliane hanno preso d’assalto il complesso e hanno iniziato ad attaccare i fedeli. Video che sono diventati virali in poche ore nel web mostrano le forze israeliane che sparano bombe sonore, proiettili d’acciaio rivestiti di gomma e gas lacrimogeni all’interno del complesso e della moschea, che è il terzo luogo più sacro dell’Islam.

I filmati mostrano dozzine di fedeli che si riparano nella moschea mentre granate sonore e altre armi esplodono all’interno della sala di preghiera.

Altri video mostrano la polizia israeliana che picchia i fedeli all’interno della moschea, così come i giornalisti che stavano seguendo gli eventi all’interno del complesso. Secondo quanto riferito, una giornalista palestinese, identificata come Nasreen Salem, è stata ferita dopo essere stata colpita alla testa con un proiettile di gomma. Ferito e brutalizzato anche il fotoreporter palestinese Rami al-Khatib.

Secondo la Palestine Red Crescent Society, 152 fedeli feriti sono stati trasferiti dalla moschea agli ospedali vicini, mentre dozzine di altre persone ferite sono state curate sul campo. Secondo PRCS, le ferite erano dovute a proiettili di gomma, granate sonore e aggressioni.

I giovani palestinesi hanno risposto agli attacchi lanciando pietre contro le forze armate.

Altri video mostrano le forze israeliane arrestare dozzine di uomini e giovani palestinesi all’interno della moschea, stendendoli a pancia in giù e legando loro le mani dietro la schiena con fascette.

Immagini mostrano infine file di centinaia di detenuti palestinesi caricati su autobus fuori dalla Città Vecchia. Secondo il Comitato delle famiglie dei prigionieri di Gerusalemme, si tratta di almeno 400 fedeli di Al-Aqsa arrestati.

I ministeri degli Esteri palestinese, turco e giordano hanno condannato gli attacchi e hanno invitato Israele a fermare le sue escalation.

I raid e gli attacchi di venerdì sono simili a quelli che Israele ha condotto durante il Ramadan lo scorso anno. Le aggressioni del maggio 2021, insieme agli attacchi israeliani e alle espulsioni a Sheikh Jarrah, avevano scatenato proteste diffuse da parte dei palestinesi in Israele e nel territorio occupato, e alla fine si giunse all’offensiva israeliana su Gaza, che uccise 256 palestinesi, inclusi 66 bambini.

Foto: it.depositphotos.com

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