Pressing in aumento affinché il principe rinunci a titolo di Duca di York
Pago per chiudere il caso. È quanto ha fatto il principe Andrea nel caso che lo vede coinvolto con Virginia Giuffre, la donna che lo stava trascinando alla sbarra con l'accusa di molestie sessuali. Il terzogenito della regina nei giorni scorsi ha raggiunto un accordo finanziario per mettere fine ad una vicenda che ha messo in profondo imbarazzo la Corte inglese, e che lo vedeva accusato di abusi su una ragazza allora minorenne con la complicità di Jeffrey Epstein. I dettagli del patteggiamento non sono stati resi noti: la cifra dell'intesa resta “confidenziale”, anche se nei mesi scorsi alcuni tabloid si erano spinti a ipotizzare, nel caso di un accordo extragiudiziale, una cifra tra i 5 e i 10 milioni di dollari.
L’intesa è messa nero su bianco in un documento depositato alla corte di New York che si limita a parlare di una "sostanziale donazione" all'associazione di beneficenza di Giuffre a sostegno delle vittime di violenze sessuali. Con l'accordo Andrea non ammette nessuna delle accuse mosse nei suoi confronti dalla donna che, comunque, "loda per il coraggio" di essersi fatta avanti. Ha "sofferto come vittima di abuso e anche di ingiusti attacchi pubblici. È noto che Jeffrey Epstein ha portato avanti per anni il traffico di giovani ragazze. Il principe Andrea si rammarica delle sue relazioni con Epstein" e si impegna "a dimostrare il suo rimorso", sostenendo la battaglia contro gli abusi e le vittime.
Nessun commento giunto da Buckingam Palace che preferisce tacere davanti a tutto ciò. Anche se, secondo indiscrezioni, dietro l'accordo ci sarebbe proprio il pressing della famiglia reale intenzionata a evitare un nuovo scandalo. Il patteggiamento scongiura, infatti, un processo pubblico estremamente imbarazzante per la corte britannica e per quel figlio - da molti indicato come il prediletto - della quasi 96enne Elisabetta, già sospeso in questi mesi da ogni incarico ufficiale di rappresentanza della dinastia dei Windsor e privato di recente di titoli, patronati e onori militari.
La decisione della sovrana era arrivata qualche settimana fa con poche righe in cui si assicurava che il duca di York si sarebbe dovuto difendere come un qualsiasi cittadino comune nell'imbarazzante battaglia legale. Battaglia ora scongiurata grazie a quella “sostanziale donazione” che, appunto, verserà alla Giuffre. Una cifra che rimane top secret ma cui probabilmente il Principe dovrà far fronte con i suoi mezzi. La madre e il fratello Carlo avevano infatti lasciato intendere nei mesi scorsi che non avrebbero versato una sterlina per le spese legali legate al caso, attingendo dai fondi dell'appannaggio reale. E si era diffusa la notizia, rilanciata dai tabloid, che Andrea sarebbe stato costretto a vendere il prestigioso chalet sulle Alpi della Svizzera, amato dall'ex moglie Sarah e dalle figlie Beatrice ed Eugenia, dal valore di circa 20 milioni di euro.
Questa intesa ora consente al principe Andrea di voltare pagina rispetto a uno scandalo che lo ha travolto, anche se l'onta non è destinata a sparire. Le frequentazioni con il faccendiere Epstein è infatti un marchio quasi indelebile, anche alla luce del possibile nuovo processo di Ghislaine Maxwell, la complice del milionario morto suicida in carcere e la custode dei suoi segreti, con la quale Andrea ha negato - nonostante le molte foto insieme - una stretta amicizia.
Tutto ciò però non ha smorzato il pressing che, al contrario, è aumentato nelle ultime ore. Crescono infatti le pressioni dopo l'annuncio dell'accordo extragiudiziale tra il principe Andrea e Virginia Giuffre. Tali pressioni sono volte affinché il figlio della Regina rinunci al titolo di Duca di York. E la deputata laburista eletta a York Rachael Maskell sta anche valutando un percorso legislativo ai Comuni per costringere Andrea a farlo, nel caso non lo faccia volontariamente.
L’eventualità di una discussione in Parlamento di un progetto di legge per revocare al principe l'ultimo titolo regale che gli è rimasto (gli sono stati revocati tutti gli altri titoli ed incarichi), rischierebbe quindi di continuare a gettare l'ombra dell'imbarazzante vicenda sui festeggiamenti del giubileo di platino della regina, con cui a giugno verranno celebrati i 70 anni di regno di Elisabetta. Un effetto contrario a quello auspicato negli ambienti reali con l'accordo extragiudiziale annunciato ieri a sorpresa, con cui il principe si impegna a versare un consistente indennizzo - 12 milioni di sterline secondo i media britannici - a Giuffre per evitare il processo.
Nell'accordo, pur non facendo nessuna ammissione di colpa, il principe esprime il suo "rammarico" per i legami con il finanziere morto suicida nel carcere di New York dove attendeva nel 2019 il giudizio per il traffico di minorenni. E "riconosce" che Giuffre è "vittima di abusi sessuali e attacchi pubblici ingiustificati".
Per un membro del consiglio cittadino di York tali accuse di violenze sessuali al duca di York sono "una macchia sulla reputazione della città". "Abbiamo bisogno che la casa reale ed il parlamento consideri questa cosa seriamente. Siamo una città conosciuta in tutto il mondo, con fantastiche università, ma la sua immagine è ovviamente rovinata da tutto questo”, ha detto Darryl Smalley.
Foto © Titanic Belfast
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