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Con oltre il 75% dei voti inizierà il suo quarto mandato consecutivo

Daniel Ortega, in testa alla lista Frente Sandinista, ha vinto nuovamente le elezioni presidenziali e, sebbene i risultati fossero prevedibili, la stabilità sociale e politica del paese centroamericano è incerta. Ortega consegue la sua quarta presidenza. Ha già governato nel periodo 1985-1990 ma è al vertice del potere dal 1981, quando guidò la Giunta del Governo di Ricostruzione Nazionale del Nicaragua, dopo che la rivoluzione Sandinista aveva rovesciato il regime di Somoza.

Dal 2018 si è instaurato un clima di tensione a livello politico. Dopo una serie di proteste, a cui si è aggiunta la dissidenza di alcuni settori politici verso il governo e sostenuti dalla politica estera degli Stati Uniti, Ortega ordinò la repressione, che portò all'arresto di oltre 150 oppositori, tra politici, studenti, attivisti sociali e comunicatori. La maggior parte sono detenuti con l'accusa di "terrorismo" e alterazione dell'ordine. Questa situazione di instabilità politica è stata denunciata attraverso un rapporto della Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH), che ritiene che in Nicaragua vi sia "Concentrazione di potere ed indebolimento dello Stato di Diritto".

Nello stesso anno Donald Trump, allora Presidente degli Stati Uniti, firmava un ordine esecutivo in cui indicava il Nicaragua come una "minaccia inusuale e straordinaria alla sicurezza nazionale".

Dopo le elezioni, sia gli Stati Uniti che i membri dell'Unione Europea, considerano illegittimi i risultati, considerando i divieti di oltre 30 candidati. Inoltre, prevedono misure disciplinari in materia economica, che andrebbero ad aggravare la già delicata situazione sociale in cui si trova il Nicaragua, soprattutto considerando l'emergenza sanitaria.

Da sottolineare che, in questo quasi fine anno, sono arrivati al governo circa 900 milioni di dollari in prestiti, per lo più concessi dal Fondo Monetario Internazionale. Il FMI è arrivato in Nicaragua nel 2006 per mano dello stesso Ortega.

Il paese si basa su un modello di agro esportazione, che favorisce la concentrazione di ricchezza. Dei 6.5 milioni di abitanti, 1.6 milioni sono al di sotto della soglia della povertà. La precarietà lavorativa e le restrizioni del Covid sottopongono la maggior parte della popolazione a un' economia di sussistenza, che genera, tra le altre conseguenze, una forte emigrazione. Più di 100.000 persone sono emigrate dal Nicaragua, dal 2018, secondo i dati della CIDH.

Foto © Cancillería Ecuador

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