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È stato il giorno che la cultura razzista ha denominato

"Giorno della Scoperta dell'America"

Lo scorso martedì 12 ottobre 2021, il presidente Sebastián Piñera ha dichiarato lo Stato di Emergenza per la Macrozona Sud, nello specifico per le province di Malleco e Cautín nella Regione de La Araucanía e per quelle di Biobío e Arauco, nella Regione del Biobío per "grave alterazione dell'ordine pubblico".
Questa decisione è stata presa a seguito degli ultimi fatti di violenza registrati nella zona, e anche dopo che la Contraloría (Ufficio di controllo) aveva dichiarato illegale un decreto firmato dal presidente a fine settembre, che intendeva autorizzare le Forze Armate a cooperare nel lavoro di prevenzione dei delitti in quelle province.
Il vero interesse del governo e dello Stato è stato ed è difendere l'imprenditoria, il che dimostra lo scarso o nullo interesse nel dare risposte alle rivendicazioni storiche del popolo mapuche.
Lo sciopero dei camionisti della scorsa settimana nel sud del paese, insieme al l'insistenza dei partiti (di destra) di ‘Vamos por Cile’, ha portato il Governo a dichiarare lo stato di emergenza nella macrozona sud, in seguito agli incendi e agli attacchi armati avvenuti negli ultimi mesi.
Questo significa la destinazione di altre e maggiori risorse e forze di polizia verso le regioni di Biobío ed Araucanía, territori dove si verificano la maggior parte di queste azioni, e permette, con tale provvedimento, di superare la Dichiarazione dell'ufficio di Controllo Generale, in cui veniva dichiarato che le Forze Armate non possono prestare appoggio di nessun tipo ai Carabineros o al PDI.
La domanda che ci facciamo in molti è: con quale argomentazione un governo finito e senza appoggio alcuno, senza un'agenda e senza idee e che ogni giorno con le sue azioni si seppellisce sempre più, adotta questo tipo di misure? Potrebbe essere che lo fa per attirare un pò l'attenzione dei Pandora Papers e abbassare i riflettori sull'accusa costituzionale che riguarda Piñera in persona, affinché ci si dimentichi della sua posizione di imputato nei confronti della Procura che sta investigando?
Ancora una volta per il popolo mapuche, Natividad Llanquileo, questa è la dimostrazione dell'interesse del Governo di difendere gli interessi imprenditoriali, dando una risposta così immediata alla Mobilitazione dei camionisti, mentre il popolo mapuche aspetta da anni una soluzione alle sue richieste.
"Si parla dell'incapacità dei diversi governi nel dare risposte alle domande storiche e legittime del popolo mapuche, incapacità segnalata e denunciata molte volte. Da parte del popolo mapuche c'è sempre stata una disponibilità al dialogo per trovare le soluzioni alle varie problematiche, specialmente quelle riguardanti le terre, ma purtroppo non hanno ancora avuto riposte" ha dichiarato Llanquileo.
Il rappresentante ha ricordato che l'anno scorso la CONADI "non ha risolto i problemi delle terre e ha restituito i fondi. Quindi si ha a che fare con un tema che si ripete e qui si vede il reale interesse che hanno sempre avuto i governi nel non dare soluzioni e, ciò che realmente proteggono ovvero le imprese e non la popolazione in generale".
A tutto ciò si aggiunge anche il "non voler dare risposta ad una situazione che è in divenire, cioè la giudiarizzazione dei casi e la grande quantità di prigionieri politici ai quali non si è voluto dare una risposta".
Per Llanquileo queste decisioni finiscono per danneggiare la popolazione, soprattutto i bambini che vengono continuamente esposti alla violenza e molte volte alla repressione diretta nelle loro comunità e nelle loro scuole.
"Una gran parte della gioventù mapuche è cresciuta in un clima di militarizzazione, di violenza costante da parte dello Stato, situazione che purtroppo continua a ripetersi fino ad oggi. Lo abbiamo denunciato una marea di volte ma non vi è mai stata risposta. Lo stato è stato installato semplicemente per proteggere l'imprenditoria, le società forestali e, senza considerare il danno in termini ambientali, tutte le società estrattive”.
Llanquileo ha sottolineato la responsabilità della polizia nel caso di aumento del narcotraffico nella macrozona sud, argomento vissuto come problema nella regione e che spiegherebbe, a questo punto, la presenza di armamenti ad alto potenziale di fuoco negli ultimi attacchi.
"Se ciò esiste, è perché viene permesso dallo stesso governo. Perché la militarizzazione non è nata ieri ma viene da molto lontano. C'è un alto controllo da parte della polizia nelle comunità, nelle strade, come in Arauco, Malleco, Cautín, una presenza della polizia molto importante. Quindi quello che non si vuole dire è che: se ciò esiste è perché la polizia non sta facendo il suo lavoro", ha segnalato.
Rispetto alla convocazione dei rettori dell'università situate in Araucanía e lo sviluppo dei dialoghi del Centro Nansen Llanquileo ha indicato che " a quanto pare non vi sono progressi".
Ha ricordato che questa mancanza di risultati, senza dubbio, non è esclusiva di questa ente con base in Norvegia, ma si tratta di un vero e proprio blocco nel trovare soluzioni ai conflitti.
"Qui sono venute anche altre organizzazioni che difendono i diritti umani per cercare di trovare una soluzione, soprattutto per quel che riguarda i metodi utilizzati dallo Stato, richieste che non hanno avuto risposta. Ricordiamo che alcune delle organizzazioni per i diritti umani che hanno partecipato allo sciopero dei prigionieri politici lo scorso anno, sono organismi abbastanza importanti ma nonostante tutto il Governo fa orecchie da mercante e non ha soluzioni", ha sottolineato.
Llanquileo ha aggiunto a riguardo che "si può vedere che non solo questo governo ma tutti i governi vanno ripetendo la stessa cosa e non si riesce ad andare oltre. Perché non si vuole avanzare? Semplicemente perché non lo si vuole fare se consideriamo gli strumenti che hanno per poterlo fare".

Dichiarazione della comunità Mapuche Autonoma di Temucuicui
Alcuni portavoce della Comunità Mapuche Autonoma di Temucuicui, di fronte alla dichiarazione dello "stato di emergenza " nel Wallmapu, hanno fatto una dichiarazione pubblica :
"Oggi è un giorno storico per l'agire razzista e terrorista dello Stato cileno e del governo del criminale Sebastián Piñera; è esattamente il giorno in cui si dà continuità e rinnovo al genocidio e alla distruzione del fattore ambientale, giorno che la cultura razzista ha denominato 'scoperta dell' America '; è dichiarata l' offensiva al popolo mapuche attraverso la dichiarazione dello 'stato di emergenza' che prevede, per un lasso di tempo di 15 giorni, l'utilizzo delle FFAA per aumentare, indurire la militarizzazione, la repressione ed il contenimento della resistenza mapuche".
"Questo fatto dimostra il totale fallimento dello Stato, la mancanza di volontà politica e la violazione dei diritti umani, garantiti dalle norme del diritto internazionale. Inoltre è la dimostrazione oggettiva del fallimento della Convenzione Costituzionale e delle sue crepe, in cui la lotta storica del popolo mapuche è stata relativizzata e ridotta ad un astrazione di 'popoli''; ora in piena discussione e proclamazione dello Stato plurinazionale, è stata ufficialmente dichiarata la militarizzazione e la continuazione del genocidio del quale il popolo mapuche è stato vittima in modo storico".
"Siamo in presenza di uno Stato coloniale; con tutta la sua struttura razzista, cede alle pressioni dei latifondisti e degli imprenditori che mantengono il loro potere economico radicato nel nostro territorio antico; di coloro che hanno distrutto il nostro Wallmapu ed ottengono l'intervento delle FFAA. Oggi tutte le garanzie processuali e costituzionali si mettono a disposizione dei delinquenti, della polizia, gli stessi che hanno inventato le prove nell'operazione huracán, istituzioni, che insieme ai suoi generali, hanno rubato le risorse pubbliche e che godono di tutte le libertà. Di contro, a noi mapuche, si applica il diritto penale d'autore, come a dire siamo colpevoli per il solo fatto di essere mapuche".
"Di fronte a questo scenario bisogna ricordare che il nostro territorio è stato oggetto di azioni terroristiche effettuate dall'Esercito del Cile durante il 1986, in piena dittatura civico-militare, quando fu realizzata una mega operazione da parte dei servizi segreti della dittatura, con l'appoggio di un grande contingente di militari, che entrarono violentemente in cerca di ipotetiche armi e leaders del territorio di Temucuicui, Trikauko, Ancapi ñancucheo e Chacaico. Momenti duri di distruzione di abitazioni, torture e terrore che è rimasto nella memoria ribelle di Temucuicui, e per quanto ci hanno spaventati non riusciranno a farlo ancora".
"Concludendo avvisiamo che continueremo, denunciando e resistendo, per restituire la vita al nostro Wallmapu, proteggeremo l’‘itxofimogen’, come raccomandano i nostri antenati e, lanciamo l'appello a tutti i territori in lotta ed in Resistenza a restare in piedi e non in ginocchio; il nostro popolo ha lottato sin dall'arrivo dei padroni spagnoli e questa non sarà l'eccezione. È evidente che le vittime che potrebbero cadere saranno solo responsabilità dello Stato cileno. Per questo manterremo il nostro controllo territoriale e continueremo con il recupero del territorio antico, anche se ci dovesse costare la vita".
"Tutti siamo il popolo mapuche. Bisogna denunciare la militarizzazione.
Fuori i militari dal territorio mapuche. Comunità Mapuche Autonoma del Territorio di Temucuicui".

Foto di copertina: radiouniversidaddechile.com

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