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Il bilancio è di almeno un morto, 23 feriti e 10 arresti quello provocato questa domenica dai forti scontri tra le forze antisommossa dei Carabineros e gli attivisti delle comunità mapuche nel centro di Santiago, capitale del Cile.

Le marcia è stata organizzata alla vigilia della Giornata Nazionale dei Popoli Indigeni che si celebrerà domani. I Mapuche chiedono da tempo il riconoscimento del loro diritto all'autodeterminazione e la restituzione delle loro terre, prese da tempo con la forza dai grandi  consorzi privati e da aziende forestali.

Gli scontri, riferiscono i media locali, sono avvenuti nell'ambito della Marcia della Resistenza Indigena in Plaza Baquedano - popolarmente conosciuta come Plaza Italia - dove circa un migliaio di manifestanti si sono mobilitati e marciando anche in alcune delle vie principali vie della città. Dopo le interruzioni del traffico nella zona, mentre la folla si muoveva lungo Alameda Avenue, la Polizia ha cercato di disperdere i partecipanti usando anche camion idranti e gas lacrimogeni. I manifestanti, dopo alcuni momenti concitati hanno riposto alla presenza della forza pubblica con bastoni e pietre. 

Intorno alle 14:30 ora locale, i Carabineros hanno riferito che la situazione in piazza Baquedano è stata "normalizzata" e hanno segnalato "una donna ferita dai fuochi d'artificio". Successivamente, la stampa cilena ha riportato la sua morte mentre era in cura in un centro sanitario, dove era stata curata al pronto soccorso a causa della gravità delle ferite.

Il quotidiano locale La Tercera, citando l'Università Academia de Humanismo Cristiano, ha spiegato che la vittima era una studentessa di giurisprudenza di quell'istituto, identificata come Denisse Cortés Saavedra, di 43 anni. La donna aveva lavorato come avvocato per l'Ufficio del difensore popolare e aveva fatto parte dell'assistenza legale durante la marcia di oggi.

Inoltre i Carabineros hanno diffuso un video che corrisponde al momento esatto in cui la donna è rimasta ferita. Radio Bío Bío ha avuto accesso alla registrazione audiovisiva rilasciata dalla polizia in cui si osserva che Denisse Cortés era arrivata dove si trovava la polizia per parlare, accompagnata da un uomo. In quel momento si sente un forte boato, poi la donna cada a terra e l'area si riempie di fumo. 

Su quanto accaduto, il capo dei Carabineros, il generale Enrique Monrás, ha scritto nel suo rapporto che la morte della donna è avvenuta a causa dei fuochi pirotecnici sparati dai manifestanti, uno dei quali ha colpito la donna.

Nelle ultime ore, il generale Álvarez, ha rivelato che 23 soldati sono rimasti feriti, di cui 20 hanno riportato ferite gravi, aggiungendo che è stato eseguito l'arresto di 10 persone, accusate a vario titolo di disordini pubblici e porto di arma ad aria compressa.

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