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Ergastolo ai due poliziotti che assassinarono il giovane di 12 anni a Tucumán

Uccidere un bambino è un crimine imperdonabile. Che ciò avvenga durante un’operazione di polizia è imperdonabile. E se lo guardiamo con occhi umani è doppiamente imperdonabile. E se rimaniamo agli antipodi della destra continua ad essere imperdonabile. Ed anche in base alla maggior parte delle dottrine religiose è imperdonabile. Non ci sono scuse; se si appartiene ad un corpo destinato alla sicurezza non esiste che sia scappato un colpo, che c'è stato un errore, che era buio, che c'era confusione, che si era sotto effetto di sostanze stupefacenti, ecc., ecc.
Al di là del nostro giudizio se volessimo essere comprensivi con questi personaggi, non potremmo lasciare da parte la tremenda cattiveria, l'insensibilità e l'odio che hanno contraddistinto le loro azioni. Mauro Gabriel Díaz Cáceres e Nicolás Javier González Montes de Oca, come poliziotti, sapevano ed erano coscienti di quello che stavano facendo e per questo sono stati condannati all'ergastolo per l'uccisione di Facundo Ferreira, un innocente di appena 12 anni.
Il terribile fatto è accaduto l'8 marzo del 2018. Il governo provinciale all'epoca aveva sostenuto la versione della polizia in base alla quale c'era stato un conflitto a fuoco in cui i ragazzi avevano iniziato a sparare costringendo i poliziotti a sparare a sua volta per legittima difesa. Il ministro per la Sicurezza provinciale, Claudio Maley, è stata la voce narrante di questa versione, versione che contrastava con le testimonianze e con le prove, dichiarando che "non si è trattato di un caso di grilletto facile dato che gli agenti hanno reagito contro un chiaro attacco e contro un'aggressione; come è loro dovere ed obbligo".

Maley ha fatto una piccola dichiarazione insieme all’allora ministra della Sicurezza Patricia Bullrich, la quale disegnò per i media una versione di minorenni armati e violenti per giustificare la violenza della polizia e poter imporre così la sua tanto amata "dottrina Chocobar" (giustificare l'eccesso di legittima difesa da parte delle autorità, ndr.). Intanto le immagini delle telecamere di sicurezza mostrano un'altra realtà. Sugli schermi si vede come i poliziotti hanno modificato la scena del crimine mentre il povero ragazzino agonizzava senza che nessuno lo aiutasse.
Durante il processo le prove hanno mostrato la condotta demenziale degli agenti. Sono state mostrate le prove che i due poliziotti hanno informato le autorità un'ora e mezza dopo il fatto e che il povero ragazzino era stato ricoverato in ospedale con un nome falso, sottolineando (con un'enfasi particolare) che fu registrato come maggiorenne. Le indagini hanno confermato che gli spari provenivano dal luogo dove si trovavano i poliziotti; in seguito è emerso che Díaz Cáceres ha sparato sei colpi a distanza ravvicinata mentre Montes de Oca tre. ferreira facundo
Dobbiamo sottolineare che la massima autorità provinciale, l'allora governatore Juan Manzur, non ha mai parlato pubblicamente del caso, mentre gli avvocati dei poliziotti continuano ad essere sovvenzionati dal suo governo. Il giudice Facundo Maggio, nominato da Manzur, pur essendo un avvocato specializzato in genocidi, ha negato il carcere preventivo cosicché Díaz Cáceres ha potuto continuare a svolgere altre mansioni al 911 mentre Montes de Oca è stato arrestato solo dopo aver rubato un portafoglio.
Di fronte a tanta impunità, nel febbraio del 2020, Malvina Ferreira, zia di Facundo, ha così denunciato che "il governatore vuole farci tacere con regalie, regalandoci una panetteria" e durante il processo Mercedes, la nonna di Facundo, ha confermato tale offerta fatta durante una riunione con Maley.
"Il tribunale ha concluso che per un poliziotto sparare alle spalle è uno dei crimini più gravi del Codice Penale" ha dichiarato la segretaria dei Diritti Umani della Nazione, la quale ha accompagnato i familiari del ragazzo durante tutto il corso del processo partecipando come osservatore.
Con la sentenza è stato deciso il carcere preventivo per entrambi gli agenti per un periodo di 6 mesi o fino alla conferma della sentenza. La Corte ha considerato entrambi gli autori del delitto colpevoli di omicidio aggravato da premeditazione e di esercizio abusivo della funzione di membri delle forze di sicurezza, aggravato dall'uso di armi da fuoco e di inosservanza dei doveri di pubblico ufficiale.
D'altro canto il tribunale ha rifiutato di dar luogo ad un'indagine per insabbiamento a carico di Diego Dario Lesano. L'allora ufficiale, oggi vice commissario, è stato denunciato per essere colui a manovrare e alterare la scena del crimine. Il pubblico ministero aveva chiesto per lui la pena massima.
Al termine dell'udienza i famigliari dei poliziotti hanno cercato di prendersela con la mamma e la nonna del ragazzo. Pochi minuti dopo l'emissione della sentenza la famiglia è stata minacciata di morte. Bautista González Montes de Oca, fratello di uno dei due poliziotti condannati, ha detto a Rita Ferreira, zia di Facundo: "Mio fratello è in carcere, ma uscirà presto. Facundo è sotto tre metri di terra e non esce più. E a voi vi sparer un colpo in fronte".
Malvina, un'altra sua zia, alla fine ha dichiarato che "hanno un po’ di pace dopo tre anni e mezzo, alla fine é stata fatta giustizia. È stato un incubo. Abbiamo perso Facundo e abbiamo dovuto sopportare le minacce della polizia, le estorsioni del governo e le diffamazioni sul nostro piccolo ragazzo". La mamma Romina ha ricordato che: "Hanno sparato a bruciapelo ad un piccolino che non aveva commesso nessun delitto e continuano ad infangare il suo nome". E ha denunciato: "Il fratello di Montes de Oca ha minacciato mia sorella in piena sentenza e tutti si sono girati dall'altra parte".
Siamo ancora testimoni di come la dottrina Chocobar continua ad infettare tutti, gli operatori della "sicurezza", i loro famigliari, l'opinione pubblica, parte della stampa che non denuncia, voi cari lettori che che vi nascondete nel beneficio del dubbio, come se vi passasse per la testa che esiste un esercito di ragazzini che in questo momento sta attaccando la repubblica con le armi, minacciando la democrazia.
No signori miei. Al di là di quello che è stato diffuso il giorno del suo assassinio, Facundo era disarmato e nemmeno mille condanne saranno sufficienti a ripagare la sua vita.

*Foto di copertina: laizquierdadiario.com
*Foto 2: tiempoargentino.com

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