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La seconda udienza del processo a Patrick Zaki si è svolta presso il tribunale di Mansura ed è durata solo due minuti durante i quali, come hanno riferito fonti del collegio di difesa, la sua legale Hoda Nasrallah ha chiesto un rinvio per poter studiare gli atti. La legale ha chiesto inoltre una copia autenticata del fascicolo dato che finora vi ha avuto accesso solo in consultazione presso uffici giudiziari, senza dunque poterlo studiare adeguatamente. Il giudice monocratico si e' ritirato per decidere sulla richiesta, hanno precisato le fonti sintetizzando quanto detto da Nasrallah a ridosso del banco del giudice. Patrick non ha preso la parola durante l'udienza. Per giustificare la richiesta di rinvio, Hoda ha sostenuto che è stato lo stesso Zaki a chiederlo in quanto "non è soddisfatto" della difesa dato che lei ha potuto leggere gli atti in Procura solo "in fretta", ha riferito un avvocato presente in aula che ha preferito restare anonimo. Alle 13.45 il giudice doveva ancora rientrare in aula. 
Intanto sui social è il portavoce di Amnesty International in Italia, Riccardo Noury, a farsi sentire sottolineando su Twitter il trattamento riservato al ricercatore e studente dell'Università Alma Mater di Bologna. "Portato ammanettato nella gabbia degli imputati, come un pericoloso criminale. Patrick Zaki è tutto il contrario" ha commentato.

Foto © Egyptian Initiative for Personal Rights

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