Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Gli agenti della Polizia di Stato, in stretta collaborazione con la DEA (Drug Enforcement Agency) hanno arrestato - intorno alle 21:15 di questo giovedì - in un'abitazione di Madrid - il latitante venezuelano Hugo Armando Carvajal Barrios detto “El Pollo” su cui era già in vigore un provvedimento giudiziario emesso dalla Corte Nazionale americana. L'uomo è considerato dalle autorità statunitensi come uno dei narcotrafficanti più pericolosi in circolazione.
L'indagine per localizzare il latitante è iniziata dopo la sua fuga nel 2019 e a seguito di uno stretto scambio di informazioni operative nel campo della cooperazione internazionale di polizia, insieme all'intero compendio di intelligence ottenuto in anni di lavoro, è stata individuata l'abitazione del latitante nella capitale spagnola.
Le forze dell'ordine, dopo aver sfondato la porta, hanno trovato il latitante nell'ultima delle stanze della casa dove si era rinchiuso nel disperato tentativo di evitare l'arresto della polizia.
Ma chi era veramente "El Pollo"?
L'uomo è una miniera di segreti. E, cosa ancor più importante, potrebbe essere usato da qualcuno per far cadere l'attuale presidente del Venezuela Maduro, già accusato assieme alla cupola di Caracas per narcotraffico.
Figura di primissimo piano nel mondo dell’intelligence sia di Hugo Chávez sia di Nicolás Maduro, Hugo Armando Carvajal Barrios, 60 anni, era un ex generale la cui carriera era stata costruita all’ombra del leader chavista. Il suo caso era già stato portato agli onori della cronaca il 15 giugno del 2021 sul quotidiano 'La repubblica'. "El Pollo" era stato chiamato a dirigere l’intelligence militare del Venezuela per oltre 7 anni, dal luglio del 2004 al dicembre 2011, e poi ancora richiamato in servizio dall’attuale presidente venezuelano tra l’aprile del 2013 fino al gennaio del 2014 per riformare l’apparato e creare un ufficio del tutto nuovo: il Controspionaggio militare. Carvajal è stato accusato di narcotraffico e di crimine organizzato dal Dipartimento del Tesoro Usa nel 2008. Secondo i giornalisti e i blogger venezuelani, Hugo Armando aveva capito che era stato mollato dai suoi sodali con cui aveva formato il Cartello de Los Soles, potente gruppo di trafficanti di droga venezuelani che si riconoscono dai soli sulle mostrine dei militari che si erano dedicati al narcotraffico consentendo il transito di montagne di cocaina dal Venezuela, fornendo armi e documenti ufficiali a esponenti delle Farc per varcare indisturbati confini con la Colombia, chiudendo un occhio sulle partite di polvere bianca che poi passavano ai messicani per farle arrivare negli Usa.
Secondo i giornalisti venezuelani l’uccisione del suo referente colombiano, Wilber Varela, capo del cartello del Norte in Colombia, aveva fatto precipitare le cose. Carvajal era stato mandato prima ad  Aruba come ambasciatore. Ma prima di ottenere le credenziali olandesi era stato arrestato in esecuzione dell’ordine di cattura internazionale statunitense. I suoi vecchi amici nel mentre facevano quadrato e, premendo su L’Aja, erano riusciti ad ottenere la sua liberazione. Il generale infine era tornato a Caracas dove Maduro gli aveva poi assegnato di nuovo la direzione dell’Intelligence militare. Carvajal si era successivamente candidato anche per il Psuv, il partito al potere. Per quattro anni è all’Assemblea nazionale ma alla fine lascia per andare in pensione. Tuttavia era poi stato richiamato ancora una volta da Maduro per terminare il suo lavoro di riforma dei Servizi. In conclusione, a febbraio 2019, dopo l’appoggio a Guaidó e l’invito al regime a far passare gli aiuti internazionali che giacciono in Colombia aveva deciso di fuggire in Spagna, a Madrid, dove però lo ha inseguito fino ad oggi lo stesso ordine di cattura firmato Usa. Per due volte aveva ricorso contro la richiesta di estradizione che gli viene concessa l’8 novembre scorso del 2019 dall’Audiencia Nacional. Qualcuno però lo avvisa due giorni prima. Gli dice che il verdetto è favorevole, sarà consegnato agli americani. Carvajal fa perdere le sue tracce, fino ad oggi. 

TAGS:

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy