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Nell'ultima settimana si sono formate quattro carovane di migranti partite dal comune di Chiapas - situato nello Stato del Tapachula al confine con il Guatemala - con l'intento di arrivare alla frontiera nord del Paese nell'ambito di quella che viene considerata la più grande ondata migratoria della storia messicana.

Infatti a prova di questo lo scorso luglio gli Stati Uniti hanno arrestato 212.672 immigrati clandestini al confine meridionale, il numero più alto in 20 anni.

I migranti - soprattutto donne e bambini - impegnati in una marcia che sembra non avere fine, provengono da Paesi come Honduras, Guatemala, El Salvador, Venezuela, Haiti o Cuba. Dopo aver camminato per diversi chilometri sono stati dispersi dagli agenti dell'immigrazione e della sicurezza compromettendo gravemente già le precarie condizioni di molte donne e bambini.

Fortunatamente a sostegno dei migranti è intervenuta la Ong "Medici senza frontiere" la quale ha fornito assistenza medica, psicologica e sociale ai componenti delle carovane curando le ferite ai piedi, causate dai chilometri percorsi, e provvedendo alla distribuzione di acqua.

Inoltre Msf, secondo un bollettino da loro pubblicato, ha avviato nelle scorse settimane un intervento di emergenza nella città di Tapachula dove "circa 40.000 persone sono intrappolate dal fallimento del sistema di asilo" che ha provocato una situazione di "estrema vulnerabilità, sovraffollamento" e la totale mancanza di "accesso ai servizi medici e sociali".

"Queste persone si trovano con poche alternative di rifugio. O sono sovraffollate o per strada con condizioni sanitarie precarie e rischio di contagio da covid-19", ha affermato Christoph Jankhöfer, coordinatore del progetto migranti di Msf in Messico. Inoltre, l'organizzazione ha anche denunciato l'esclusione e l'abbandono di 2mila migranti nella città di confine di Reynosa, nel nord del Paese. "Dato che sono fuggiti dai loro paesi di origine, l'unica opzione che hanno avuto è quella di cercare di richiedere asilo da qui e aspettare indefinitamente che venga approvato, mentre sopravvivono in condizioni deplorevoli", ha affermato infine Anayeli Flores, responsabile degli affari umanitari di Msf a Reynosa.

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