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Il colpo di pistola dell'assessore e quel razzismo sullo sfondo

Era il 21 luglio quando Yuns El Boussettaoui, marocchino 39enne, ha perso la vita per mano di Massimo Adriatici, assessore comunale alla sicurezza del Comune oltrepadano, appartenente alla Lega.
Un colpo di pistola improvviso, in piazza Meardi, dopo una lite tra i due, avvenuta davanti a un bar. Il ferito è stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale, ma non c'è stato nulla da fare.
La morte dello straniero, conosciuto in città per i disturbi frequenti arrecati ai cittadini, è avvenuta dopo una lite che ha visto Adriatici, anch’esso noto in città per gli atteggiamenti che assumeva nei confronti degli stranieri, esplodere il colpo di pistola con un'arma regolarmente in suo possesso.
Secondo la sua versione, è stato spinto da El Boussettaoui e il colpo è partito accidentalmente. Finito ai domiciliari con l’accusa di omicidio volontario, l’ipotesi è stata modifica poi dalla procura di Pavia in “eccesso colposo in legittima difesa”.
Ciò, però, non giustifica il gravissimo atto.
Così ieri sentimenti di dissenso ed opposizione sono stati espressi a Palermo da diverse associazioni antirazziste in una manifestazione che si è svolta in Piazza Verdi.
Ed anche noi, come Our Voice, abbiamo voluto esprimerci.
L’attivista Thierno Mbengue (in foto di copertina), seppur di fronte ad una piazza vuota, ha espresso il proprio sgomento per un fatto che, in attesa che siano definitivamente compiuti tutti gli accertamenti, lascia attoniti.
“Invito tutti voi, Palermitani e non, chi è in vacanza e chi invece sta passeggiando per le strade, a fermarsi, a fare un attimo di attenzione a quello che è avvenuto, perché poteva avvenire a vostro fratello, poteva avvenire ai vostri genitori o ai vostri figli" ha ribadito con forza.


20210722 manifestazione anti razzismo palermo


Perché così come era avvenuto in altre occasioni, come il caso di Willy (seppur con i dovuti distinguo), c'è un'Italia che molto spesso resta indifferente e che non si indigna di fronte ad atteggiamenti a sfondo razzista posti in essere da esponenti politici della propria nazione.
E come Willy tanti altri cittadini italiani, seppur di origine straniera, sono stati criminalizzati o discriminati per la propria provenienza o per il colore della pelle.
Ed i fatti di Voghera si aggiungono alla casistica.
Le domande da porsi sono molteplici e all'assessore di Voghera andrebbe chiesto perché andasse in giro per il Paese con una pistola carica.
E soprattutto perché era necessario tenerla in mano, così come da lui stesso raccontato.
“Stavo passeggiando in piazza Meardi quando ho notato quell’uomo infastidire i clienti di un bar”, ha dichiarato Adriatici, ex funzionario di polizia, parlando al magistrato. “Mi sono avvicinato, l’ho redarguito invitandolo ad andarsene e a quel punto ho chiamato la polizia - ha aggiunto - Sentendo la mia telefonata, mi ha spinto facendomi cadere. È stato a quel punto che dalla pistola già impugnata è partito il colpo”.
Al di là delle intenzioni che possono aver mosso l'assessore, sia vero o meno che El Boussettaoui avesse iniziato a importunare i presenti al bar, non è accettabile che si arrivi alla morte con così rapida facilità. Ed ancor meno accettabile è l'indifferenza.
Tra gli accertamenti che chiediamo con forza vi sono anche quelli se quello sparo possa essere stato il frutto di pregiudizi. E non un semplice incidente.
In Italia il pregiudizio ha già ucciso in altre occasioni e il razzismo non è più negabile. E diverse affermazioni di politici appartenenti alla Lega o vicini quelle frange di estrema destra, tutt'altro che sopite nel tempo, gettano l'allarme su un clima discriminatorio, già presente in Italia.


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Non vorremmo che dopo Voghera si arrivi a legittimare interventi diretti dei cittadini italiani nei casi in cui si sentono “disturbati” da cittadini stranieri.
Perché è questo il pericolo. Che si arrivi ad un intervento senza prima chiamare le forze dell’ordine il cui lavoro è proprio quello di riportare l’ordine.
A Voghera è morto un 39enne.
E' vero, c'è un video che circola in rete, in cui Yuns sembra aver aggredito l’esponente della Lega con un pugno. Ovviamente nessuna violenza è giustificabile. Ma ugualmente è ingiustificabile che si arrivi ai colpi di pistola laddove la "legittima difesa" sembra essere particolarmente lontana.

Foto © Our Voice

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