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Oltre 120 persone appartenenti al mondo della politica, dei media e dell'arte tedeschi hanno invitato il loro cancelliere a difendere il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, durante un incontro imminente con Joe Biden.
Inoltre hanno avanzato la richiesta di discutere con il presidente americano sulla possibile estradizione di Assange negli Stati Uniti.
L'invito è stato mandato tramite una lettera datata 11 luglio e tra coloro che si sono appellati alla Merkel in vista di quello che sarà il suo ultimo incontro con Biden come cancelliere ci sono Dietmar Bartsch, presidente del partito Die Linke (La Sinistra); Wolfgang Kubicki, vicepresidente del Bundestag; Serap Guler, segretario di stato per l'integrazione della Renania settentrionale-Vestfalia; e numerosi parlamentari di tutto lo spettro politico tedesco. Tra i firmatari anche giornalisti e persone del mondo dell'arte, tra cui il pluripremiato regista e giornalista Lutz Hachmeister.
Gli autori hanno affermato nel testo che la persecuzione di Julian Assange è "un attacco alla libertà di stampa e di espressione" aggiungendo che la sua persecuzione "deve essere respinta con ogni determinazione" sottolineando inoltre i rapporti del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, il prof. Nils Melzer (anch'esso firmatario) secondo cui Assange mostra evidenti sintomi di "tortura psicologica" e che dovrebbe essere immediatamente rilasciato. Fa eco a queste parole anche la fidanzata di Assange, Stella Moris, secondo cui la sua prigionia lo ha portato a "profonda depressione e disperazione". La cancelliera Merkel può, secondo i firmatari, "contribuire a garantire che Julian Assange non debba più rimanere in detenzione" suggerendo che la sua insistenza sulla questione può fornire una "soluzione umanitaria per Julian Assange e una soluzione salva-faccia per il presidente degli Stati Uniti".
Inoltre gli autori hanno invitato la Merkel a sottolineare il suo impegno a sostenere la libertà di stampa sollevando la questione alla presenza del presidente degli Stati Uniti, che secondo loro è, in ultima analisi, responsabile della continua detenzione di Assange nel Regno Unito. Hanno aggiunto che un tale atto fornirebbe anche l'opportunità di lasciarsi completamente alle spalle l'era turbolenta dell'ex presidente Donald Trump.
A giugno, la fidanzata di Assange ha detto che il suo compagno "reggeva a malapena" aggiungendo che è confinato in una piccola cella per 22 ore al giorno.

Foto © Imagoeconomica

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