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E questo non ci sorprende

Il procuratore Federale argentino Ramiro González, inizierà le indagini per confermare l'accusa di arricchimento illecito basata sulla omissione intenzionale di partecipazione azionaria nella società AGRO G. S. A. da parte di Macri.
Tutto è partito dalla denuncia presentata tempo fa dall'Ufficio Anticorruzione (OA) argentino, coordinato da Ricardo Nissen. L'accusa è stata formulata partendo dal rapporto stilato dall'Ufficio di Ispezione Generale di Giustizia (IGJ) nel quale Mauricio Macri viene accusato di effettuare movimenti azionari tra società fittizie e soci inesistenti. Le manovre finanziarie avevano come obiettivo di "legalizzare" fondi di dubbia provenienza.
Nella dichiarazione giurata presentata da Mauricio Macri nel 2015, in cui parlava dell'istituzione di un "blind trust" creato per evitare sospetti di conflitto di interessi, ha omesso maliziosamente, secondo l'accusa, di menzionare un pacchetto di azioni preferenziali a nome della società AGRO GUAYQUIRARÓ S. A. (AGRO G. S. A.), azioni che gli permettevano di ottenere guadagni riconducibili ad altre società, nelle quali la compagnia aveva partecipazione.
Una di queste società, appartenente al settore dei biocombustibili, era la LATIN BIO, della quale la AGRO G. S. A. deteneva il 20,75% in azioni, mentre un altro 20,25% appartenevano a Juliana Awada, ex first Lady e moglie di Mauricio Macri. Nella società impegnata nei biocombustibili occupavano incarichi dirigenziali Pablo Clusellas, ex segretario legale e tecnico della presidenza durante la gestione di Macri; Alejandro Jaime Braun Peña e Luz Braun Peña, parenti diretti dell'ex capo di gabinetto di Macri, Marcos Peña.
Ma al di là della "maliziosa" omissione, il rapporto DELL'IGJ sostiene che Mauricio Macri era l'unico ad incassare i dividendi della AGRO G. S. A., anche in quelle attività commerciali in cui la società registrava delle perdite. Ciò induce a pensare che gli altri soci erano fittizi.
Le manovre sospette includono una serie di trasferimenti di denaro per una somma superiore ai 54 milioni di pesos che la LATIN BIO ha effettuato verso la AGRO G. S. A., inoltre, parte dei prelievi realizzati sistematicamente sono stati assorbiti dal "blind trust" che lo stesso Macri aveva appositamente confezionato e che la stessa IGJ ha recentemente dichiarato inesistente.
"Si configura il sospetto che Mauricio Macri abbia trasferito a sé stesso 54.286.824 di pesos tra il 2017 ed il 2020, e questi movimenti costituiscono un’attività di riciclaggio di utili nata in seguito all'acquisto con denaro non dichiarato di azioni preferenziali della AGRO G. S. A., cita il rapporto della OA".
Se vengono confermati i crimini per i quali il procuratore accusa Macri il tribunale, diretto dalla giudice Maria Servini, potrebbe emettere una condanna che non preveda solo la reclusione ma anche la interdizione ad occupare cariche pubbliche, sentenza che rappresenterebbe la battuta di arresto della carriera politica dell'imprenditore.
In definitiva, queste procedure, tipiche di un sistema finanziario viziato, sono una costante di un modello economico che schiva costantemente il fisco e lo Stato. Lo stesso Stato dal quale dipendono numerose compagnie, imprenditori e famiglie di imprenditori quando devono realizzare i loro affari in contratti pubblici; lo stesso Stato che, inspiegabilmente, corre, di qua e di là, a salvare le imprese che falliscono in maniera fraudolenta, nel migliore dei casi, o irresponsabilmente, nel peggiore dei casi, quando abbandonano la loro funzione "imprenditoriale" per dedicarsi alla speculazione finanziaria. La cosa triste è che è proprio lo Stato, partecipante necessario, il responsabile di questa sistematica attitudine predatoria dell'imprenditoria argentina.
Inoltre, la mancanza di controlli, le lobbies politiche ed il lassismo di un sistema giudiziario che ha abbandonato la sua indipendenza sono le componenti fondamentali di una corruzione strutturale che, a questo punto della partita, non ci sorprende più.

Foto © G20 Argentina is licensed under CC BY 2.0

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