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È successo nella località Paso del Rey

Sono stati trovati uffici e documenti di società argentine ed uruguaiane ora sotto indagine

La pista da seguire si è palesata nel quadro delle 29 perquisizioni realizzate a Buenos Aires, in Argentina, dove la polizia ha effettuato numerose operazioni antidroga. A capo del progetto investigativo vi sono sia il Dipartimento di Giustizia di Morón sia quello di Giustizia Federale che hanno effettuato le indagini. Quando a maggio di quest'anno "El Rengo", Javier Alejandro Pacheco, di 47 anni, è stato catturato insieme a sua moglie e suo figlio, il dipartimento di Giustizia ha infatti ottenuto le informazioni che indicavano che vi era molto più di quanto si potesse immaginare. Ma molto di più...
Le intercettazioni telefoniche hanno portato gli investigatori della Delegazione Dipartimentale per le Indagini sul Traffico Illecito Ezeira a perquisire nuovamente l'abitazione del criminale. Nonostante non sia stato trovato né denaro né stupefacenti, dopo un attento controllo dei locali dell'abitazione, situata nella località Paso del Rey, hanno trovato una consistente documentazione riguardante società commerciali argentine ed uruguaiane, tutte a nome di Pacheco, uno dei narcotrafficanti di maggior rilievo nel Dipartimento di San Martín.
Una delle casseforti ritrovate, murata nella parete di uno dei bagni della casa, conteneva una importante quantità di pratiche commerciali.
Ma la sorpresa più grande è stata quando gli agenti della polizia hanno scoperto che sotto una casetta dei giochi per bambini, situata nel giardino, cinque metri sotto terra, si nascondeva l'entrata di un bunker. Aprendo una porta semi incastrata e servendosi di una scala di ferro murata ad una parete interna, gli agenti sono riusciti a scendere. Il locale sotterraneo, costruito in cemento, conteneva due uffici con tanto di sedie, tavoli, due cassette di sicurezza ed un impianto di ventilazione.
Si pensa che la casa situata in via Zapiola 1036, funzionasse come centro operativo della banda con la quale collaborava il noto narcotrafficante. In base a quanto dichiarato dalle TV locali, la scoperta è collegata al clan dei Monos, che opera nella città di Rosario, poiché già nel 2014 si era scoperto che realizzava i suoi illeciti attraverso un sistema interconnesso di tunnel sotterranei, situato sotto il quartiere La Grana della città.
Grazie al ritrovamento di questo bunker (in una sorta di baia sullo stesso stile di Pablo Escobar in Colombia) le indagini sul territorio argentino daranno sicuramente luogo ad altri ritrovamenti; ma l'aspetto più saliente dell'operazione investigativa è il fatto che, ritrovando documenti di società commerciali uruguaiane, gli investigatori rivolgeranno la loro attenzione su Montevideo. In questo contesto è già un dato di fatto che, sia a livello giuridico che a livello di polizia, si stanno disponendo azioni congiunte; ciò rappresenterebbe il punto di partenza per lo smantellamento di un'organizzazione criminale dedita al narcotraffico, su grande scala, con la partecipazione di elementi coinvolti in vari settori imprenditoriali - presenti su entrambe le sponde del Rio de la Plata - che non sarebbero estranei a reati come il "lavaggio" di attività, frodi, riciclaggio ed altri atti illeciti.
Il ministro del Dipartimento di Sicurezza, Sergio Berni, è stato informato della scoperta.
(18 Giugno 2021)

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