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Argentina, Santa Fe, Rosario nel mirino per detenzione di materiale e sfruttamento sessuale infantile

"In ogni fotografa, in ogni video, c’è un'aggressione sessuale, una violenza esercitata e una violazione dei diritti dei bambini e delle bambine", queste le parole della responsabile di Programmi del Comitato Spagnolo Unicef (2019), Blanca Carazo. E ha sottolineato inoltre che dal 1996, l'IWF (Internet Watch Foundation), ha cancellato oltre 250.000 pagine con contenuto pedofilo. Molti preavvisi di allerta giungono dalla polizia di tutto il mondo e provengono dal Centro Nazionale per Bambini Scomparsi e Sfruttati (NCMEC, sigla in inglese), con base negli USA, che si affidano ad un servizio chiamato CyberTipline, mediante il quale i fornitori di servizi elettronici (ESP), e le imprese Tecnologiche che hanno base negli Stati Uniti (Microsoft, Facebook, Twitter, Google, TikTok, tra altre), dovranno riferire per legge gli abusi rilevati contro i minori in tutto il mondo. A marzo del 2020, in piena pandemia, il NCMEC ha ricevuto oltre due milioni di notificazioni di questo tipo di documenti, più del doppio dello stesso mese nel 2019.
"È un incremento drammatico!", ha commentato alla catena BBC Mundo John Shehan, vicepresidente di NCMEC.
Addentrandoci in questa realtà, in ambito locale, tre dei quattro uomini arrestati recentemente a Rosario sono stati accusati di far parte di una rete internazionale dedita al possesso di materiale pornografico e al favoreggiamento della pornografia infantile. Il giudice di primo grado, María Trinidad Chiabrera, ha disposto la custodia cautelare preventiva di 90 giorni, a seguito di una lunga e accurata udienza in Tribunale, dopo la segnalazione del giudice Alejandra Raigal, avversa all’Unidad de Delitos Contra la Integridad Sexual. Il tutto si è svolto nell’ambito dell’Operazione "Luz de Infancia” (Luce di Infanzia), fondata in Brasile nel 2017 e che ha portato a 8 perquisizioni nella provincia argentina, cinque a Rosario, dove sono stati arrestati Leandro Andrés G., Mariano Emanuel E., Germán Fabio A., e Cristian Eduardo A.
Il pubblico ministero ha accusato i detenuti di "favoreggiamento della pornografia infantile aggravato, trattandosi di rappresentazioni di bambini minori di 13 anni e detenzione di materiale pornografico infantile con fini inequivocabili di distribuzione aggravata appunto dalla minore età degli autori”.
Leandro G. è stato imputato di essere in possesso di materiale di sfruttamento sessuale infantile ai fini inequivocabili di distribuzione e di avere ceduto 305 archivi di sfruttamento sessuale infantile. La strategia utilizzata era quella di scaricare attraverso una rete P2P identificata e mettere il materiale a disposizione di altri utenti, per essere a sua volta nuovamente scaricato attraverso la stessa rete, tramite il server del Software Emule. Questo avveniva in diverse occasioni, tra il 15 agosto 2019 e lo scorso 13 febbraio. Prove simili sono state riscontrate a carico di Cristian A. e Mariano E.
Il pubblico ministero ha anche precisato che i quattro accusati: "Hanno esperienza informatica per avere accesso a detto materiale, per poi, successivamente, condividerlo e diffonderlo" e ha chiesto al giudice la custodia cautelare per tutti. Tuttavia solo tre di loro sono in arresto, mentre nei confronti di Mariano Emanuel E. è stata disposta la libertà vigilata.
L’operazione “Luz de Infancia VIII” è iniziata alle 6 del mattino con un ampio spiegamento di forze. Cinque perquisizioni a Rosario; due nella città di Santa Fe ed uno nella località di Villa Constitución.
L’operazione che ha come obiettivo "smantellare una rete attiva a livello internazionale", è stata eseguita nella provincia di Santa Fe, da parte del personale dell’AIC (Dirección de Trata de la Agencia de Investigación Criminal), con forze intervenute in tre città.
A Santa Fe ci sono stati casi di altri due detenuti, di circa 40 anni di età, ai quali sono stati sequestrati elementi informatici già sottoposti a perizia preliminare e ne seguiranno altri. Al contempo, ci sono state perquisizioni anche a Buenos Aires, ha riferito l’AIC.
L’Operazione "Luz de Infancia" (che interessa paesi come Stati Uniti, Ecuador, Colombia ed Argentina, e alcuni notiziari hanno citato anche Paraguay e Panama), ha iniziato la sua attività in Brasile, nell’ottobre del 2017, quando la Senasp, perseguendo delitti legati alla pedofilia e la pornografia infantile, ha emesso 157 ordini di perquisizione e tratto in arresto 108 persone. L'indagine ha coinvolto anche l'Argentina, il 22 novembre del 2018, quando la Senasp e la Homeland Security Investigations degli Stati Uniti hanno informato il Ministero Pubblico di Buenos Aires, riguardo attività di traffico di pornografia infantile. Era la fase 3 dell'operazione, che venne resa nota pubblicamente e portò un caso che fece molto rumore, che passò in mano al giudice dell’Unità Specializzata in Reati Informatici (UFEDyCI), Daniela Dupuy. L’indagine portò all’arresto a maggio del 2019 del medico Ricardo Russo, pediatra dell'Ospedale Garrahan della Città di Buenos Aires, che fu condannato alla detenzione per aver consumato e divulgato immagini di sfruttamento sessuale.
Per individuare questi crimini viene utilizzato un software chiamato "Child Pornography System (CPS)", prodotto dall’ONG statunitense, senza scopo di lucro: "Child Rescue Coalition (CRC)", con sede in Florida. Il programma scopre utenti di piattaforme P2P (Peer to Peer) che permettono agli utenti Internet collegarsi tra sé e condividere archivi che hanno nei loro computer. Ogni utente svolge funzioni di fornitore e cliente e possono scaricare archivi dai propri computer. Alcuni di questi programmi possono essere eMule, Soulseek, E-donkey, Gnutella, Ares o BitTorrent, nella generazione più avanzata. Così il programma riesce ad identificare il numero di IP di un computer, che permette di stabilire la cronologia dei download dell'utente con molta precisione. Oltre a scansionare reti P2P, il Sistema di Protezione Infantile monitora anche le chat room, che le persone usano per scambiare materiale illegale e consigli per evitare di essere scoperti.
In questo modo, il programma permette agli investigatori di trovare riscontri in ogni paese, stato, provincia o città e mostra una lista classificata degli indirizzi Internet, che scaricano gli archivi più problematici o sospetti. Il software cerca immagini che siano state denunciate o sequestrate dalla polizia e classificate come materiale che riguarda minori di 12 anni. Allo scopo di collaborare, questo strumento è offerto in modo gratuito agli organismi incaricati di fare rispettare la legge, inoltre, è utilizzato in 95 paesi. Anche Child Rescue Coalition sta cercando associazioni con piattaforme on-line focalizzate sul consumatore, come Facebook e altro, per verificare se le persone che stanno scaricando immagini illegali, stiano cercando di contattare o coinvolgere minori.
Ogni immagine, da quel micromondo, dove l’indicibile si fonde con la quotidianità, rispecchia i patimenti di alcune delle piccole vite di questo globo. Nessuna punizione o atto di giustizia potrà mai saldare il debito ancestrale di una popolazione estranea al dolore delle giovani generazioni.

Foto di copertina: www.elojoweb.com

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