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All'interno dell'istituto abusi e stupri sui figli degli indigeni. La loro colpa? Essere diversi

Fa tremare ancora i polsi la notizia del ritrovamento dei resti di 215 bambini (di età di appena tre anni) trovati sepolti vicino a quella che un tempo era la Kamloops Indian Residential School - nella British Columbia, Canada - un istituto appartenente al gruppo delle cosiddette 'Indian residential schools', una rete di scuole canadesi fondate dal governo e amministrate dalla Chiesa Cattolica, chiusa nel 1978.
Il Papa in occasione dell'Angelus ha spronato le autorità locali ad andare fino in fondo e scoprire i colpevoli del massacro: “seguo con dolore le notizie che giungono dal Canada circa la sconvolgente scoperta dei resti di 215 bambini della Kamloops Indian Residential School nella provincia della Columbia britannica - ha detto il pontefice - Mi unisco alla chiesa cattolica del Canada nell’esprimere vicinanza al popolo canadese traumatizzato dalla scioccante notizia. Questa triste scoperta accresce la consapevolezza dei dolori e delle sofferenze del passato. Le autorità politiche e religiose continuino a collaborare con determinazione per fare luce su questa triste vicenda e per impegnarsi in un cammino di guarigione” e poi ancora “questi momenti difficili rappresentano un forte richiamo per allontanarci dal modello colonizzatore e delle colonizzazioni ideologiche di oggi e camminare a fianco nel dialogo, nel rispetto e nel riconoscimento di diritti e valori culturali”.
Una strage silenziosa avvenuta negli anni '80 in cui si sono concentrati orrori, efferati omicidi, torture con scosse elettriche, stupri e frustate. Inoltre secondo un report realizzato dal dottor Peter Bryce, riportato dal Washington Post, la maggior parte dei bambini nativi è morta di tubercolosi: una volta infettati i bimbi non venivano curati, ma lasciati morire volontariamente dagli operatori dell'istituto.
Anche il primo ministro Canadese ha fatto eco al Pontefice esortando la Chiesa cattolica ad “assumersi le responsabilità” e a pubblicare i documenti riguardanti le scuole residenziali indigene sotto la direzione Vaticana. Trudeau ha inoltre avvertito che il suo governo è pronto a prendere “misure dure”, comprese quelle legali, per ottenere i documenti richiesti dalle famiglie delle vittime se la Chiesa non collaborerà.
“Come cattolico, sono profondamente deluso dalla posizione che la Chiesa cattolica ha assunto ora e negli ultimi anni”, ha detto il primo ministro in una conferenza stampa, ricordando anche un suo viaggio in Vaticano del maggio 2017 durante il quale chiese scuse formali al Papa per gli abusi sugli studenti, nonché l’accesso ai registri della chiesa per aiutare a rendere conto di oltre 4.100 studenti che si ritiene siano morti a causa di malattie o malnutrizione. Tuttavia i riscontri da parte della chiesa romana sono stati pochi, “stiamo ancora assistendo alla resistenza della Chiesa”, ha detto Trudeau.
Infatti le autorità ecclesiastiche hanno da sempre nascosto i loro delitti riparandosi dietro la croce e alle mura inaccessibili delle loro strutture come la Kamloops Indian Residential School.
La funzione di questa 'scuola' era, secondo un servizio riportato il 29 maggio dalla CNN, di 'rimuovere' i figli degli indigeni dalla loro casa, dalla loro famiglia e dalla loro cultura per 'istruirli' nel mondo 'civile'. Alcuni di loro purtroppo sparivano nel nulla.
Ad oggi con l’aiuto di uno specialista di radar, le autorità hanno potuto confermare che i 215 bambini sepolti nei pressi della scuola appartenevano agli studenti “scomparsi e morti senza documenti”, come confermato dal capo della comunità Tk’emlups te Secwépemc, Rosanne Casimir. Un ex studente della scuola, Harvey McLeod, in una recente intervista ha ribadito la terribile realtà dietro questi istituti: “È stato molto doloroso avere la conferma di quello che temevano fosse accaduto. A volte le persone non tornavano, eravamo felici per loro, pensavamo che scappassero. Poi si è iniziato a dire che potevano essere morti”.
Il tutto secondo la legge, poiché il sistema canadese trattava i nativi come esseri 'inferiori' come riportato dal Federal Indian Act del 1874, tutt'ora in vigore. Mentre la Gradual Civilization Act del 1857 obbligava le famiglie a firmare un documento che trasferiva alle scuole residenziali cristiane i diritti di tutela dei loro figli e dei beni dei deceduti.
Un sistema colonialista che permetteva alle scuole anche di lucrare sui terreni che ottenevano con le eredità e se qualcuno tentava di opporsi immediatamente scattavano le manette o importanti sanzioni economiche. Inoltre, nella Columbia Britannica, nel 1933, è stata approvata una norma, tutt’ora in vigore chiamata Sterilization Law, che ha consentito di far sterilizzare in maniera massiccia e sistematica qualsiasi ospite nativo delle scuole residenziali. Le sterilizzazioni avvenivano anche su interi gruppi di bambini con la totale complicità del governo canadese, il quale pagava fior di dollari l'istituto per ogni donna e bambino sterilizzato.
Un meccanismo paragonabile alle grandi purghe perpetrate dai regimi totalitari come quello nazista o sovietico e che ha causato nel tempo il quasi totale annientamento di un popolo.
(Prima pubblicazione: 6 Giugno 2021)

Foto © Imagoeconomica

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