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Sono già 63 i leader sociali uccisi nel 2021

L'orrore e la morte che si vivono in Colombia in questo momento non sono da attribuire solamente alla repressione smisurata del governo di Iván Duque contro la popolazione, che ha già provocato centinaia di morti, feriti, violazioni e sparizione di persone, in piena "democrazia". Lo scorso 12 maggio è stato trovato il corpo dell'attivista per i diritti umani Cecilia Valderrama, nella località del Chaparral, a Tolima puledri della località di Querceto, in Tolima. Con la sua morte sono già 63 gli attivisti uccisi solo nel 2021. Secondo fonti della polizia, l’omicidio risalirebbe al giorno precedente, quando fu denunciata la sua scomparsa.
Valderrama era attivista per i diritti umani a Cañón de las Hermosas e faceva parte anche di Mujeres de la Vereda El Escobal (ASMUES). È stato l’Istituto degli Studi per lo Sviluppo e la Pace (Indepaz) a informare sul ritrovamento del corpo.
L'ONU, nella persona di Juliette di Rivero, rappresentante per i diritti umani dell'organismo in Colombia, ha condannato l'assassinio sollecitando che i responsabili del fatto di sangue siano trovati e processati, manifestando allo stesso tempo la sua solidarietà verso i familiari e compagne delle Associazioni di cui Valderrama faceva parte.
Dalla firma dell'Accordo di Pace in Colombia, nel 2016, sono stati assassinati circa 1200 attivisti sociali.

Foto di copertina: www.vivanicaragua.com.ni

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