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In 4 mesi almeno 5 attivisti sono stati uccisi ad Oaxaca

Cinque giorni di assoluto silenzio da parte della giustizia messicana dopo lo spargimento del sangue di un altro attivista che si opponeva alla costruzione di una centrale idroelettrica di proprietà della società Enersi S. A., nella città di Oaxaca. Ad oggi non c'è nessuna indagine avviata per individuare i colpevoli dell'omicidio di Jaime Jiménez Ruiz (avvenuto nella regione di Rio Verde, nel municipio di Santiago Jamiltepec, zona indigena ricca di di miniere di oro ed argento) commesso domenica 28 Marzo. La società intendeva costruire una diga sul Rio Verde, progetto al quale la popolazione ed i difensori del fiume si sono sempre opposti. Questa situazione è costata la vita a Jiménez, così come ad altri attivisti che hanno tentato di opporsi a questo tipo di produzioni contaminanti. E purtroppo la giustizia chiude gli occhi per la quinta volta su quel che succede nel 2021. Nonostante le dichiarazioni del presidente messicano Manuel López Obrador, nel gennaio 2020, in cui affermava che "non si sarebbero costruite nuove dighe, che non si sarebbe realizzata la diga Paso de la Reina in Oaxaca", gli attivisti hanno continuato a denunciare l'avanzamento di queste costruzioni. Ed il silenzio omertoso dell'impunità resta come una grande mano che soffoca, che non fa respirare, che fa tacere per sempre. La denuncia delle popolazioni di Paso de la Reina è attiva e costante da diversi anni poiché sono costantemente minacciati dall'espropriazione dei loro territori e dall'inquinamento delle sorgenti di acqua e della terra, causati dall'installazione di questo tipo di industrie. Educa, un organismo operante per l'Educazione Alternativa della regione, aveva già denunciato due assassini commessi in epoca anteriore contro alcuni membri dello popolazione stessa. "Non ci sono condizioni che garantiscono l'esercizio dei diritti", ha dichiarato. Essere ambientalista, attivistia, giornalista o difensore dei diritti umani in Messico è estremamente pericoloso. La libertà di espressione dei popoli è condizionata dal crimine organizzato, a causa della connivenza di queste organizzazioni criminali con le società straniere che pretendono di installarsi nei territori ricchi di materie prime per estrarre e divorare tutto quello che trovano sul loro cammino, anche a costo della vita di coloro che vi abitano. Migliaia di persone muoiono assassinate ogni giorno per aver affrontato le ingiuste condizioni di vita a loro imposte, per il loro essere attivisti, per aver difeso il loro popolo dalla devastazione. La morte in Messico per queste persone purtroppo è una pandemia che nessun governo è riuscito a fermare.

Foto tratta da educaoaxaca.org

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