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Popolo chiede le dimissioni

La polizia reprime manifestazione cittadina nel centro della città di Asunción

Una grande manifestazione cittadina, di condanna della corruzione del Governo (esigendo inoltre le dimissioni del presidente Mario Abdo Benítez, per la sua negligenza, inefficienza e soprattutto per il collasso sanitario che tanto dolore e sofferenza ha causato a centinaia di famiglie), si è realizzata in questi giorni nel centro di Asunción. Molti dei manifestanti erano persone disperate che, di fronte alla mancanza di medicine e altri strumenti necessari di qualità e in quantità sufficienti negli ospedali, sono dovute ricorrere all’organizzazione di lotterie e alla vendita dei pochi beni che possiedono.
La manifestazione si è svolta pacificamente nella Plaza de las Armas della capitale paraguaiana e lungo le strade adiacenti, con l'attiva partecipazione, per la maggior parte, di giovani, studenti, e lavoratori, scesi in strada per manifestare il proprio malcontento di fronte a tanta inoperosità e staticità del Governo nell’affrontare il Coronavirus. Da sottolineare che, pur avendo ottenuto un prestito di oltre 1600 milioni di dollari, questo sembra essere stato dilapidato senza corretti investimenti nella salute pubblica, provocando un inevitabile collasso sanitario, una grave crisi politica che ha messo il Governo di Abdo Benítez sull'orlo dell’impeachment, cosa che potrebbe benissimo portare alla sua destituzione.
Durante la manifestazione pacifica è sopraggiunta la repressione della polizia con gas lacrimogeni e spari con pallini di gomma, che ha causato la dispersione e la fuga di chi si trovava in strada.
"All’improvviso c’è stata una forte repressione da parte degli agenti antisommossa che hanno sparato decine di pallini di gomma e lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti chi si trovavano in forma pacifica nelle vicinanze del Congresso Nazionale", ha dichiarato un testimone oculare.
Centinaia di cittadini, tra cui donne e bambini, sono scappati impauriti per proteggersi dall'attacco delle forze di polizia. In risposta all'attacco degli agenti alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre contro i repressori.
Tuttavia, la polizia ha giustificato la propria azione segnalando che un gruppo di 20 persone (barrabravas, inadaptados - degli ultras violenti, ndr.) aveva iniziato a lanciare oggetti contro la polizia prendendo a calci e spintoni la recinzione attorno al Congreso Nacional, facendo esplodere addirittura dei petardi sul posto.
La polizia ha agito in maniera spropositata e abusando delle proprie funzioni, ha usato la forza contro tutti i manifestanti senza fare distinzioni. Il commissario Silvino Leguizamón ha dato notizia di una persona ferita gravemente e trasportata in un pronto soccorso, la persona si sarebbe trovata in prima linea nella manifestazione. Altri sette manifestanti presentavano ferite di diversa entità, provocate dai pallini di gomma. Da fonti filogovernative, si è appresso che dodici poliziotti sono stati portati all'ospedale Rigoberto Caballero, ma non erano gravi.
Il commissario Silvino Leguizamón è intervenuto in modo che la polizia e i manifestanti arrivassero ad una tregua per poter continuare con le proteste nelle vicinanze del Congresso, in modo pacifico, come erano iniziate.
Un gruppo di manifestanti è rimasto nel centro della capitale, per proseguire il presidio richiedendo le dimissioni del presidente Mario Abdo Benítez.
In queste ore, la permanenza nel Governo di Mario Abdo Benítez, dipende dall'appoggio dell'ex presidente Horacio Cartes. Se quest’ultimo decidesse di rompere il patto denominato "cicatriz” (cicatrice), siglato con Abdo per sostenerlo al potere, quasi sicuramente potrebbe concretizzarsi la sua uscita della presidenza, attraverso un impeachment.

Foto © Fernando Calistro

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