Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

“Questione va affrontata a livello europeo”

"Vogliamo verità e giustizia. Fino in fondo. Non possiamo più permetterci ambiguità nei rapporti con l'Egitto. Le risposte più recenti della Procura generale del Cairo rasentano la provocazione, e offendono la nostra intelligenza". Ad affermarlo, in un’intervista a Repubblica è il presidente della Camera Roberto Fico in merito al caso di Giulio Regeni di cui ieri si è ricordato il quinto anno dalla sua scomparsa. "L'impegno di tutti è non far scivolare mai, con il trascorrere del tempo, la questione Regeni verso il dimenticatoio”, ha detto. “A tenerla sempre in cima, viva nella nostra mente, affinché orienti le nostre azioni. Mi riferisco chiaramente ai rappresentanti delle istituzioni, e a tutta la società civile. Proprio di questo ho parlato con la comunità italiana al Cairo quando sono andato in Egitto nel settembre di due anni fa: ricordare cosa è successo a Giulio significa ricordare i rischi che tutti corriamo in Paesi dove i diritti fondamentali non vengono rispettati". "Bisogna partire proprio dalle ambiguità di alcuni Paesi europei, ma per farlo serve una strategia complessiva di rafforzamento della politica estera europea. Nei colloqui con i miei omologhi ho spesso affrontato la questione, perché sono convinto che debba essere considerata a livello europeo. L'Europa deve iniziare a ragionare ed agire come una vera comunità, solidale anche su vicende come questa. Deve fare di più e deve essere più coesa".
Roberto Fico ha parlato anche del capitolo dei rapporti commerciali e economici con il Cairo. "La vendita di armi all'Egitto è stata un'immagine che non avremmo voluto vedere. Rispetto alla violazione della legge che definisce i criteri per la vendita di armamenti sarà la magistratura a valutare. Personalmente comunque sarei per una revisione della legge, inserendo paletti più rigidi!”. Alla ricerca di una verità politica è al lavoro anche la commissione parlamentare d'inchiesta. "Da poche settimane - ha ricordato infine il presidente della Camera - abbiamo prorogato la commissione, che potrà lavorare fino a ottobre. Il presidente Palazzotto e tutte le forze politiche stanno svolgendo un compito delicato con grande serietà e impegno. Credo che nei prossimi mesi inizierà il lavoro di stesura della relazione conclusiva”.

Foto © Imagoeconomica

ARTICOLI CORRELATI

Regeni, la famiglia: ''Istituzioni facciano pressione per far interrogare indagati''

Caso Regeni, Mattarella: ''Attendiamo risposte da autorità egiziane''

Giustizia per Regeni: fino a quando l'Italia svenderà la dignità ad altri interessi?

Caso Regeni: la famiglia denuncia il governo per le armi vendute ad Al Sisi

Caso Regeni, quando gli affari vengono prima della ricerca della verità

Caso Regeni, i genitori: ''Questo Governo ci ha traditi''

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy