L'ONU invita alla calma e al dialogo
Due sostenitori di un ministro ivoriano sono stati uccisi in Costa d'Avorio in uno scontro vicino alla sua abitazione nella città di Toumodi, nella parte centrale del Paese. L'episodio, riportato da fonti governative, segue la rielezione del presidente Alassane Ouattara (in foto) per il controverso terzo mandato. "Due giovani della cerchia del ministro che volevano aiutarne il fratello sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco", ha detto ieri notte Mamadou Tourè, portavoce del partito di governo ivoriano Rhdp. Le tensioni nel Paese sono cresciute dopo la dichiarazione della vittoria di Ouattara, con le forze di sicurezza che hanno circondato le case dei suoi principali rivali dopo che l'opposizione ha respinto le elezioni, promettendo di istituire un "governo di transizione". L'Onu ha fatto un appello per il dialogo a seguito delle violenze elettorali in cui sono morte più di 40 persone ed esplose lo scorso agosto, quando il presidente ha detto che si sarebbe ricandidato. In un comunicato stampa il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha esortato "il presidente e i principali leader dell'opposizione a impegnarsi in un dialogo costruttivo e inclusivo al fine di trovare una soluzione alla crisi attuale e di lavorare insieme per raggiungere un consenso a favore della coesione nazionale". L'ONU ha invitato inoltre "tutti gli attori politici a rispettare l'ordine costituzionale del paese e i principi dello stato di diritto", mentre l'opposizione ha creato un "Consiglio nazionale di transizione" che dovrebbe dar vita a un governo alternativo. Alassane Ouattara, 78 anni, è stato rieletto col 94,27% dei voti al primo turno, secondo i risultati provvisori delle elezioni presidenziali di sabato proclamate dalla Commissione elettorale indipendente (Cei). L'opposizione, che ha boicottato il ballottaggio, ha ritenuto "incostituzionale" il suo terzo mandato e ha invitato i propri sostenitori a una campagna di "disobbedienza civile". La polizia ha impedito l'accesso alle abitazioni dei principali avversari di Ouattara, Henri Konan Bedie e Pascal Affi N'Guessan, dopo che i funzionari hanno accusato l'opposizione di complotto e atti sovversivi.
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