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di Giorgio Bongiovanni e Karim El Sadi

Il pontefice si racconta e attacca la corruzione in Vaticano: “E’ un male antico, va avanti da secoli

Lo abbiamo scritto più volte, Jorge Maria Bergoglio è un Papa che fa la differenza. Rispetto ai suoi predecessori incarna pienamente quei valori che la sua figura di padre della chiesa dovrebbe rappresentare: onestà, coraggio, sensibilità e trasparenza. Lo ha dimostrato quando ha allontanato preti, sacerdoti e vescovi accusati di pedofilia. Lo ha dimostrato quando ha scomunicato i mafiosi, lasciandosi letteralmente prendere per mano da un sacerdote esemplare come don Luigi Ciotti. E lo ha dimostrato ieri con un’intervista-colloquio molto intima all’AdnKronos in cui il pontefice ha denunciato la corruzione strisciante nella Santa Sede. Al giornalista Gian Marco Chiocci il pontefice lo ha detto chiaramente: “La corruzione nella Chiesa è un male antico che si tramanda e si trasforma nei secoli”. “E’ una storia ciclica, si ripete, poi arriva qualcuno che pulisce e rassetta, e di nuovo si ricomincia in attesa che arrivi qualcun altro a metter fine a questa degenerazione". Il papa, come si suol dire, vuole “lavare i panni sporchi in casa”, con un processo di rivoluzione della Chiesa che parta proprio dalla lotta alla corruzione. “E’ una battaglia che devo fare, sono stato chiamato a farla”, ha affermato. “Poi sarà il Signore a dire se ho fatto bene o se ho fatto male. Sinceramente non sono molto ottimista - ha detto confessando che il tema della corruzione è un problema secolare - però confido in Dio e negli uomini fedeli a Dio''. 'Non credo possa esserci una sola persona, dentro e fuori di qui, contraria ad estirpare la malapianta della corruzione”, ha aggiunto il Vescovo di Roma.

Non ci sono strategie particolari, lo schema è banale, semplice, andare avanti e non fermarsi, bisogna fare passi piccoli ma concreti. - ha spiegato - Per arrivare ai risultati di oggi siamo partiti da una riunione di cinque anni fa su come aggiornare il sistema giudiziario, poi con le prime indagini ho dovuto rimuovere posizioni e resistenze, si è andati a scavare nelle finanze, abbiamo nuovi vertici allo Ior, insomma ho dovuto cambiare tante cose e tante molto presto cambieranno''. marcinkus paul
Ma questi cambiamenti, confessa Papa Francesco con quell’umiltà che lo contraddistingue, altro non sono che la continuazione di un lavoro iniziato dal suo predecessore, Benedetto XVI. “All'inizio del mio pontificato - ha ricordato - andai a trovare Benedetto. Nel passare le consegne mi diede una scatola grande: "Qui dentro c'è tutto - disse -, ci sono gli atti con le situazioni più difficili, io sono arrivato fino a qua, sono intervenuto in questa situazione, ho allontanato queste persone e adesso… tocca a te". Ecco, io non ho fatto altro che raccogliere il testimone di Papa Benedetto, ho continuato la sua opera". "Benedetto per me è un padre e un fratello, per lettera gli scrivo 'filialmente e fraternamente'”, ha dichiarato allontanando quelle voci che li descrivono come in freddi rapporti. Bergoglio si rifà a Sant'Ambrogio, vescovo, teologo e santo romano, per sintetizzare la sua linea guida: "La Chiesa è stata sempre una casta meretrix, una peccatrice. Diciamo meglio: una parte di essa, perché la stragrande maggioranza va in senso contrario, persegue la giusta via. Però è innegabile che personaggi di vario tipo e spessore, ecclesiastici e tanti finti amici laici della Chiesa, hanno contribuito a dissipare il patrimonio mobile e immobile non del Vaticano ma dei fedeli”. Col suo agire Papa Francesco sa di calpestare piedi di uomini potenti della chiesa, e non. Ne è cosciente ma non si fa scrupoli a denunciare, a rimuovere il marciume e alla domanda sulla paura risponde: "Non temo conseguenze contro di me, non temo nulla, agisco in nome e per conto di nostro Signore. Mi guida l'istinto e lo Spirito Santo, mi guida l'amore del mio meraviglioso popolo che segue Gesù Cristo”.

A me - ha continuato Bergoglio - colpisce il Vangelo quando il Signore chiede di scegliere: o segui Dio o segui il denaro. Lo ha detto Gesù, non è possibile andare dietro a entrambi". Si tratta di un insegnamento cardine nel Vangelo di cui Papa Francesco fa tesoro. Come fa tesoro di un altro insegnamento cristico: il discernimento, al quale fa appello quando viene criticato.
sindona micheleIl Papa le critiche le ascolta tutte dopodiché esercita il discernimento, capire cosa è a fin di bene e cosa no. Discernimento che è la linea guida del mio percorso, su tutto, su tutti. E qui - ha aggiunto il Santo Padre - sarebbe importante una comunicazione onesta per raccontare la verità sul quel che sta succedendo all'interno della Chiesa. E' vero poi se nella critica devo trovare ispirazione per fare meglio, non posso certo lasciarmi trascinare da ogni cosa che di poco positivo scrivono sul Papa".

In questo senso, durante l’intervista, Papa Francesco ha risposto a una domanda sulla sua solitudine. "Sarà quel che il Signore vuole che sia. Se sono solo? Ci ho pensato. E sono arrivato alla conclusione che esistono due livelli di solitudine: uno può dire, mi sento solo perché chi dovrebbe collaborare non collabora, perché chi si dovrebbe sporcare le mani per il prossimo non lo fa, perché non seguono la mia linea o cose così, e questa è una solitudine diciamo… funzionale.
Poi c'è una solitudine sostanziale, che non provo, perché ho trovato tantissima gente che rischia per me, mette la sua vita in gioco, che si batte con convinzione perché sa che siamo nel giusto e che la strada intrapresa, pur fra mille ostacoli e naturali resistenze, è quella giusta
”. Anche noi riteniamo che la strada intrapresa da Papa Francesco, quella di voler riportare la Chiesa alle sue origini, sia quella giusta. E speriamo che questo obiettivo possa presto essere raggiunto.

Sappiamo anche che il coraggio che esprime questo Papa potrebbe costargli la vita, così come è accaduto a Papa Luciani (Giovanni Paolo I), ucciso dopo appena 33 giorni di pontificato. Erano i tempi di cardinal Marcincuks, di Sindona, della P2 e dei faccendieri mafiosi che riciclavano migliaia di miliardi di lire nella banca vaticana dello “Ior”. Auguri a Francesco. Cristo lo assista!
(31 ottobre 2020)

Foto di copertina © Imagoeconomica

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