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a cura di Carlotta Becchi
Nel mese in cui ho vissuto a Tokyo, mentre ero volontaria in un’associazione per i senzatetto nel quartiere di Sanya, ho avuto l’opportunità di conoscere un ex membro della Yakuza, la mafia giapponese. Un omone grande e grosso che, a prima vista, appare minaccioso e incute non poca paura e soggezione, ma in realtà dimostra di essere quello che si suole chiamare un “gigante buono’’.

Non potevo non cogliere l’occasione di intervistarlo, così mi sono presentata e gli ho parlato del movimento e dei valori di Our Voice. Lui si è mostrato molto disponibile a rispondere alle mie domande a patto che, ovviamente, non venisse riportato il suo vero nome. Ecco perché, dopo vari tentativi di scegliere un nickname, abbiamo deciso insieme che si sarebbe chiamato "Totoro", come il personaggio del film d’animazione di Hayao Miyazaki: "Il mio vicino Totoro", uno spirito guardiano della foresta con le sembianze di un grosso animale calmo e bonario. Ci tengo a fare una premessa, prima di parlarvi dell’intervista: Totoro non era ai vertici del suo clan mafioso, era soltanto uno dei tantissimi esecutori. Le informazioni che mi ha fornito potrebbero essere, in alcuni casi, di poco spessore o poco esaustive, poiché la conoscenza delle attività mafiose più segrete e riservate spesso è limitata solo a chi è molto più in alto di quanto fosse Totoro nella gerarchia mafiosa.

Che cos'è la Yakuza? Puoi raccontarmi brevemente la tua storia?

La Yakuza è un’organizzazione criminale a stampo mafioso, nata durante lo shogunato Tokugawa (1603 - 1868) dall’unione di due gruppi separati di emarginati. I primi erano i Tekiya, venditori ambulanti che viaggiavano di villaggio in villaggio vendendo merci di bassa qualità a festival e mercati. I secondi erano i Bakuto, giocatori d'azzardo (attività severamente proibita oggi, come ai tempi di Tokugawa) che sfoggiavano tatuaggi colorati su tutto il corpo; un’abitudine ancora diffusa tra i membri della Yakuza contemporanea. Proprio da un gioco d’azzardo chiamato hanafuda (“giochi di fiori”) prende il nome la Yakuza: in questo gioco di carte la combinazione perdente era otto-nove-tre che, letta di fila, forma la parola Ya-Ku-Sa. Il gruppo Bakuto, con il passare del tempo, ha ottenuto maggiore influenza, passando dall’attività principale di giocatori d'azzardo a strozzinaggio e altre attività illegali. I cavalieri della Yakuza erano i giocatori d'azzardo professionisti del periodo Edo, i Kyookaku (侠客, "Persone che proteggono i più deboli"), solitamente persone alte e forti, capaci di vincere facilmente una battaglia.
Nel primo periodo ci sono stati molti scontri tra bande armate di Tekiya e Kyookaku, assoldate dai cittadini che temevano per la loro sicurezza. Con il passare del tempo, però, le bande si sono fuse assimilandosi in gruppi sempre più grandi fino a formare la Yakuza.

Che tipo di persone fanno parte della Yakuza?

Non è affatto facile dire che tipo di persone facciano parte della Yakuza, non esiste una linea chiara e distinta da tracciare come confine. Alcuni membri della Yakuza vanno in giro in bande con motociclette molto rumorose, altri sono e sembrano semplicemente uomini d'affari, che in realtà pagano la Yakuza per proteggersi e/o ne sono membri. Un esempio potrebbe essere l'azienda Kigyo Shatei (企業舎弟, "Società dei Fratelli”/“Company Brothers”) che non è altro che una copertura: una falsa società creata dalla Yakuza per apparire legittima e avere così i vantaggi dalla legalità, mentre in realtà si occupa di attività e affari illegali.
Ci sono, inoltre, moltissimi giovani organizzati in bande utilizzati dalla Yakuza e per questo motivo sono chiamati Kouseiin (構成員, “membri”), tuttavia non sempre ne sono veramente membri. Spesso, la Yakuza recluta i liceali più violenti e irrispettosi delle regole promettendo loro fama, successo, soldi, auto di lusso e donne. Cercano ragazzi intelligenti, specialmente chi è bravo con i computer e la tecnologia, in modo da poterli usare come hacker. In questi casi, solitamente, si presentano come uomini d'affari per evitare di rivelare la loro appartenenza alla Yakuza.
Infine, ci sono quelle persone che hanno perso il lavoro e non sono in grado di trovarne un altro perché troppo vecchie o non accettate dalla società, in quanto reietti (Burakumin, 部落民). L’unica speranza che vedono è quella di unirsi alla Yakuza, ma se qualcuno offrisse loro un buon lavoro, probabilmente preferirebbero lavorare onestamente. Penso che tutti meritino di essere accettati e di avere un lavoro decente, quindi spero che la società, in futuro, sia più completa e generosa con loro.

Come si riconosce un membro della Yakuza?
Spesso, i membri della Yakuza possono essere riconosciuti dalle spille del loro gruppo di appartenenza che indossano sul collo della giacca, soprattutto durante le riunioni. Ad esempio, un altro modo per riconoscere un membro è vedere se dietro alla sua figura ci sono i Company Brothers.
Un famoso simbolo della Yakuza è costituito dai tatuaggi (chiamati Irezumi, 文身). Sono stati usati per la prima volta nel periodo Edo (ma la loro origine potrebbe essere più vecchia) dai Kyookaku per mostrare alla gente la loro forza e appartenenza, in modo da scoraggiare chiunque osasse affrontarli. All'inizio erano semplici tatuaggi, ma poi, grazie ad artisti professionisti, sono diventati più complessi ed elaborati. In alcuni casi hanno connessioni con la cultura religiosa buddista, religione di molti Kyookaku. Dalla metà del periodo Edo i tatuaggi sono divenuti parte della cultura della Yakuza.
Infine, un altro segno per riconoscere un membro della Yakuza è la mancanza di una parte del corpo: di solito è solo un dito, ma potrebbe essere anche una mano o un braccio. Amputarsi una parte del proprio corpo è un metodo di compensazione. Partendo dal mignolo, ogni falange vale e quindi compensa una certa somma di denaro: le falangi del dito medio valgono 100.000 yen (circa 800 euro) ciascuna, le falangi dell'anulare valgono 200.000 yen (1.600 euro) e così via fino a dieci milioni di yen (80.000 euro) e oltre. Quando ero membro della Yakuza il mio compito era assistere a queste amputazioni, in realtà dovevo essere io a farle, ho dovuto tagliare il dito di uno dei miei fratelli. Ero spaventatissimo e non volevo, ma ho dovuto farlo. Tuttavia, questa pratica si verificava più nel passato, poiché al giorno d’oggi, solitamente, si preferisce compensare con il solo denaro.
Inoltre, c’è un modo per riconoscere i membri delle posizioni più alte: non escono mai da soli, specialmente il Kumicho che è sempre scortato da almeno tre persone per essere protetto dagli avversari, pronti ad aggredirlo e ucciderlo. Solitamente la sua macchina è a prova di proiettile.

Come è strutturata la Yakuza?
La Yakuza è un complesso di organizzazioni in sviluppo verticale che riflettono la caratteristica patrilineare della società giapponese.


• In alto troviamo il leader/padre, l'Oyabun (親分), al quale tutti devono obbedienza e rispetto. Quello che dice è legge e non può essere messo in discussione. Se decide di indicare una persona come cattiva, anche se in realtà è brava, tutti la vedranno come cattiva. I suoi subordinati si chiamano Kobun (子分).

• Il capo generale è il Kumicho (組長). Il Daikou (代行) è colui che ha il compito di prendere il comando nel caso in cui il Kumicho sia arrestato e si trovi in prigione.

• Poi c'è il Saiko-komon (最高顧問): una sorta di consulente senior e il So-honbucho che è il capo della sede centrale, entrambi direttamente sotto il Kumicho.

• I Waka-gashira (若頭) sono i giovani leader a sostegno del Kumicho, responsabili della gestione di un certo numero di bande in una regione.

• Ogni banda ha a capo uno Shatei-gashira (舎弟頭) che guida i membri di basso rango. Gli Shingiiin (審議委員) gestiscono gli affari legali dei loro gruppi, mentre il Kaikei (会計) lavora come contabile.

• Poi ci sono i Komon (顧問) che sono incaricati di negoziare con altri gruppi mafiosi. Se, ad esempio, ci fosse un conflitto con dei morti, il loro compito sarebbe trovare un accordo e pagare il prezzo concordato per la morte dei membri dell'altro gruppo, risolvendo e regolando le varie questioni.

• Alla fine ci sono i Kyodai (兄弟, "fratelli maggiori") che controllano gerarchicamente i Shatei (舎弟, "fratelli minori").


yakuza la mafia giapponese int benci


Il governo giapponese ha riconosciuto e identificato moltissimi gruppi di Yakuza da piccole realtà locali a quelle di grandi dimensioni. I dieci gruppi principali sono: Yamaguchi-gumi (六代目山口組 Rokudaime Yamaguchi-gumi), Sumiyoshi-kai (住吉会), Inagawa-kai (稲川会), Aizu-Kotetsu-kai (六代目 会津小鉄会), Kud ō -kai (五代目工藤會), Kyokury ū -kai (旭琉會), Ky ō sei-kai (五代目共政会), Sakaume-gumi (九代目酒梅組), Asano-gumi (五代目浅野組) e Kozakura-ikka (四代目小桜一家).
La struttura che ho descritto è quella di un normale gruppo di Yakuza, ma quando è più ampio la struttura è un po' diversa. Ad esempio, Yamaguchi-gumi (山口組), il più grande gruppo in Giappone, ha come affiliati molti gruppi più piccoli. Quindi, se in un gruppo più piccolo c'è un solo uomo per ogni ruolo (ad eccezione dei "fratelli"), nella Yamaguchi-gumi o in un grande gruppo un ruolo può essere occupato da più persone.

La Yakuza può essere paragonata ad altre mafie come quella italiana?
Credo proprio di sì. La Yakuza è chiamata ''Mafia giapponese''', quindi può essere paragonata ad altre mafie. Molti boss della Yakuza hanno visto film come “Il Padrino” e hanno detto che questi tipi di film legati alla mafia sono molto simili alla realtà mafiosa in Giappone.

In quali rami opera la Yakuza e quali sono i peggiori crimini da essa commessi?
Come le mafie di ogni parte del mondo, la Yakuza ha interessi in diversi settori dell’illegalità: dall'estorsione alla gestione della prostituzione e dei casinò, dal riciclaggio di denaro sporco all'industria alberghiera. Poi c'è il mercato nero: in Giappone, tutto ciò che non può essere acquistato legalmente, come la droga, le armi, il contrabbando di tabacco, etc. è venduto dalla Yakuza. Essa è anche interessata a controllare terreni da cui può trarre molto profitto, pertanto se ci fossero piccole case su un terreno che la Yakuza considera edificabile, i proprietari sarebbero minacciati, convinti a trasferirsi e a consegnare il terreno. La Yakuza si occupa anche di strozzinaggio, prestando denaro a coloro che hanno problemi o a chi si trova in difficoltà.
A mio parere, il crimine peggiore è il traffico di droga, soprattutto lo spaccio agli studenti. Nonostante la Yamaguchi-gumi neghi di vendere loro la droga, alcuni gruppi di basso rango che ci lavorano, in realtà, spacciano stupefacenti anche agli studenti.

La Yakuza è supportata da qualcuno? C'è un patto tra Stato e Yakuza? Quanto influisce la Yakuza sullo Stato?
Per quanto ne so, finanziariamente parlando, la Yakuza è sicuramente autosufficiente perché può ottenere molti soldi dai vari settori illegali in cui è coinvolta. Riguardo il legame tra Stato e Yakuza, vorrei dire che non c'è, ma in realtà l’influenza è innegabile.
(n.d.a. Secondo il criminologo Kenji Ino, la Yakuza riesce ad eleggere un terzo dei parlamentari nazionali. L'ex primo ministro, Nobusuke Kishi, nonno dell'attuale primo ministro, Shinzo Abe, aveva avuto rapporti con la Yakuza e nel 2008 lo stesso Abe è stato fotografato in compagnia di un affiliato, anche se ha sempre negato qualsiasi sostegno).*

Può parlarmi del patto di non belligeranza con la polizia?
Quando un giudice ordina un raid della polizia, se possibile, quest’ultima chiama la Yakuza il giorno prima. Una cortesia che evita di trovare qualcosa di compromettente e di finire in uno scontro a fuoco. Non è un accordo scritto, ma esiste.

Qual è l'atteggiamento dei cittadini nei confronti della Yakuza? Quanto sono realmente informati su questa realtà? Ci sono attività che svolgono per combattere la Yakuza?

In passato, qui nel distretto di Sanya, c'erano alcuni gruppi di Yakuza e quindi anche alcune persone che combattevano contro di essa. Ventisette anni fa c’è stato l'ultimo scontro. Oggi è diverso, la gente preferisce ignorare ed evitare la Yakuza. A volte alcuni membri vengono qui nel distretto e cercano di fare i prepotenti perché se vedono che sei debole e spaventato, cercano di approfittarne. Cercano di coinvolgere le persone proponendo loro accordi apparentemente fruttuosi per farle aderire alla Yakuza. L'importante è mostrare di non aver paura, dire loro con le buone maniere che potrebbero mettere in difficoltà altre persone e quindi è meglio che se ne vadano. Se propongono accordi e così via bisogna analizzare sempre da dove viene il profitto che offrono, se è legale o meno. Se non lo fosse, è importante dire no e fare sempre le cose in modo giusto. A volte, vedo anche persone anziane, le chiamiamo Oji-san (叔父さん, “zii”) che, essendo ormai vecchie, un po' deboli e senza protezione, decidono di unirsi alla Yakuza per sentirsi più forti, protette e così si comportano in modo prepotente con gli altri. Penso che abbiano solo qualcosa da dire, ma nessuno che le ascolti. Gli anziani hanno problemi, si sentono traditi dalla società, ma non riescono a trovare aiuto o una via d'uscita, così decidono di unirsi alla Yakuza. Lo fanno alcuni studenti che non vanno molto bene a scuola e non riescono a vedere un futuro luminoso davanti a loro o un modo per avere successo nella vita.

Cosa ti ha fatto entrare nella Yakuza e quanti anni avevi?
Ho iniziato lavorando in un ufficio della Yakuza, anche se a quel tempo non lo sapevo. Mi sembrava un'azienda normale. Tre o quattro anni dopo, all'ottavo anno del mio matrimonio, stavo per divorziare perché avevo scoperto che mia moglie aveva una storia d'amore con qualcun altro, oltre a molti debiti. Ero devastato, mi sentivo come se non avessi nessuno di cui potermi fidare ed è stato in quel momento che i Company Brothers mi hanno invitato a unirmi a loro, senza dire che lavoravano per la Yakuza, così ho accettato. Mi ero trasferito a Gobo, una città nella prefettura di Wakayama, in campagna. Ricordo che era molto tranquilla, c'era una casa con un grande cortile e un sacco di polli e molti cani che abbaiavano. A me sembrava una normale casa di campagna, ma in realtà era la casa di un leader della Yakuza; quando sono entrato e ne ho visto i simboli mi sono reso conto di dove mi trovassi. Ho visto il leader e gli altri fratelli. Avevo ventotto anni a quel tempo, ma probabilmente tutti gli altri erano stati reclutati all’età di quindici anni, per poi iniziare l'addestramento per entrare nella Yakuza. Di solito, ci si allena dai diciotto ai vent’anni; raggiunta questa età si presta giuramento e si diventa membri ufficiali.
Il periodo di addestramento è molto duro: la sveglia è alle quattro del mattino (alle sei se si rischia di svegliare il leader) per pulire il cortile, senza che nemmeno un piccolo pezzo di sporco o un granello di polvere sia lasciato a terra. Dopodiché, si viene suddivisi in due gruppi: uno deve preparare la colazione per tutti i fratelli e il leader e l'altro deve pulire l'interno della casa. Alle sette del mattino il gruppo della pulizia, dopo aver pulito le camere e il corridoio, sveglia i fratelli maggiori per potersi unire a loro. Alle otto del mattino bussano alla porta del leader. Se non c'è risposta, aspettano cinque minuti e poi bussano di nuovo. A quel punto, il leader li fa entrare e lo salutano dicendo: “Ohayougozaimasu” (おはようございます, “Buongiorno”). Insieme a lui si sveglia anche la moglie che devono aiutare a vestirsi. Fanno colazione tutti assieme dicendo: “Itadakimasu” (いただきます, “Mangiamo/Grazie per il cibo”). Si tratta di una colazione tradizionale giapponese che consiste in pesce, zuppa di miso, uova, etc., durante la quale si parla del programma della giornata. Dopo la colazione arrivano tre uomini di fiducia del leader, lo accompagnano in bagno e lo aiutano a pulirsi la schiena. Quando escono dal bagno entra la moglie che lo aiuta a pulire la sua parte davanti. Questi tre uomini di fiducia seguono sempre il capo, ovunque egli vada, per proteggerlo; a volte sono necessari più uomini come guardie del corpo per prendersi cura di lui quando esce di casa. Di solito, tutte le sue guardie del corpo praticano le arti marziali. Quando il leader lascia la casa, i tirocinanti puliscono la sua stanza e poi fanno il bucato per lui e per i fratelli maggiori.

Cosa ti ha spinto a lasciare la Yakuza e come hai fatto?
In realtà, me ne sono andato perché il leader è morto. Gli altri fratelli stavano lottando per ottenere la posizione di capo ma, non essendo riusciti a raggiungere un accordo, hanno deciso di separarsi e dividere il gruppo: diversi fratelli si sono uniti ad altri gruppi della Yakuza e alcuni hanno semplicemente deciso di andarsene.

Lasciare la Yakuza è difficile, se non impossibile. Quali sono le maggiori difficoltà per una persona che vuole lasciarla e, se ci riesce, quali prospettive l’attendono?

Per me è stato facile andar via, perché il gruppo si è sciolto. È diverso quando il gruppo esiste ancora: se vuoi andartene devi pagare dieci milioni di yen (circa 80.000 euro). Tanto tempo fa era differente: se qualcuno avesse voluto andarsene, avrebbe dovuto tagliarsi il braccio, ma oggi basta presentare la lettera di dimissioni come si farebbe per qualsiasi altro tipo di lavoro. Attualmente, essere membro della Yakuza è considerato un lavoro part-time o normale.
Una volta ho incontrato un ex membro waka-gashira (若頭) che aveva due figlie, ma a causa dei suoi tatuaggi non ha potuto prendersi cura di loro, portarle in piscina (le persone che hanno tatuaggi non possono entrare nelle terme, nei bagni pubblici) e in altri posti, così ha chiesto a me di occuparmi di loro. Quando gli ho riferito che volevo farmi tatuare mi ha detto di non farlo, di non fare il suo stesso errore e l'ho ascoltato. Non ho nessun tatuaggio, quindi dopo aver lasciato la Yakuza è stato più facile per me tornare in società. Per chi ha tatuaggi è ovviamente più difficile: non può lavorare per una normale azienda come farebbe chiunque altro. Mi ricordo che lavoravo per un'azienda e c'era questo tizio con i tatuaggi su tutto il corpo. Siamo andati a fare un viaggio di lavoro insieme, siamo stati in un hotel con le terme e abbiamo dovuto fare il bagno. Lui non voleva spogliarsi davanti a tutti a causa dei suoi tatuaggi, ma alla fine ha dovuto farlo e le persone presenti li hanno visti. Il giorno dopo è stato licenziato dalla compagnia.
Quindi, sì, è molto difficile per gli ex membri della Yakuza ricominciare da capo dopo averla lasciata. Molti di loro se ne vanno in giro in cerca di un lavoro o qualcosa del genere, ma alla fine in tanti vengono qui a Sanya perché è l'unico posto dove possono vivere.
Penso che tutti meritino una seconda possibilità. La gente dovrebbe dare, a chi lascia la Yakuza e vuole ricominciare, l’occasione di avere una nuova vita onesta. Non tutti, ovviamente, sfrutteranno bene questa seconda possibilità, perché l'atteggiamento della Yakuza a volte rimane, ma altri lo faranno; quindi dobbiamo dare loro almeno l'opportunità e la possibilità di farlo, se sono veramente disposti a cambiare. Hanno sempre sperimentato solo violenza, ostilità, rabbia e cattivi atteggiamenti per sopravvivere nel mondo della Yakuza, quindi ora hanno solo bisogno di sperimentare buone relazioni con le persone per poter cambiare in meglio.

Foto © Eneas De Troya

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