Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

di AMDuemila
La richiesta arriva a seguito della vendita di due fregate italiane all'Egitto

La Commissione Parlamentare d'inchiesta sulla morte del giovane Giulio Regeni ha chiesto di sentire "urgentemente" il presidente del Consiglio Giuseppe Conte "alla luce degli ultimi rilevanti sviluppi in ordine alle relazioni bilaterali italo-egiziane". A renderlo noto è il presidente della Commissione Erasmo Palazzotto. L'ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, afferma la nota di Palazzotto, "ha deliberato all'unanimità di procedere ad audire urgentemente il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, anche in relazione alla sua recente interlocuzione diretta con il Presidente della Repubblica Araba d'Egitto Abdel Fattah Al-Sisi". "L'Ufficio di presidenza riunitosi in via straordinaria in data odierna, cancellando l'audizione già programmata, ha altresì concordato - prosegue il presidente - di considerare l'audizione del Presidente del Consiglio dei Ministri preliminare, sotto il profilo politico ed istituzionale, al proseguimento di ogni altra attività di indagine". La richiesta di convocazione del premier giunge all'indomani del via libera dell'Italia alla vendita di due navi da guerra al regime di Abdel Fattah Al-Sisi. L'accordo commerciale con uno Stato che non sempre è apparso collaborativo nel far luce sull'uccisione del giovane triestino è suonata come uno scandalo alla sua famiglia: "Ci sentiamo traditi" hanno commentato i genitori di Giulio in un'intervista rilasciata a 'Repubblica'. Pertanto secondo Palazzotto non ha senso proseguire i lavori di inchiesta se prima Conte non fa chiarezza sulla linea di Palazzo Chigi in merito agli affari con Il Cairo. L'Egitto, infatti, è al momento uno dei più importanti acquirenti di materiale bellico per l'Italia; le due fregate Fremm - un affare da 1,2 miliardi di euro - erano state realizzate in Italia da Fincantieri che attendeva appunto il via libera da parte di Palazzo Chigi per l'esportazione. Ma se il premier italiano nella nota che dava conto della telefonata citava "la collaborazione giudiziaria con particolare riferimento al caso Regeni", nel parallelo comunicato del Cairo il nome di Giulio non appariva affatto. Da qui la rabbia della famiglia del giovane: "Siamo offesi e indignati", hanno detto ancora Claudio e Paola Regeni.

Foto © Imagoeconomica

ARTICOLI CORRELATI

Caso Regeni. Fico: ''Non è possibile che l'Egitto non collabori per appurare verità''

Caso Regeni. L'ex ambasciatore Massari: ''Il Cairo non ci informò subito della scomparsa''

Caso Regeni. I famigliari: ''Zone grigie da parte del governo Italiano e egiziano''

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy