Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

di Anna Lombardi
Anche Benedetto XVI e Giovanni Paolo II tra i beneficiari degli assegni inviati dall’ex vescovo di Washington. La Santa Sede: “Fondi per la beneficenza”
Il cardinale travolto dallo scandalo pedofilia

New York. Il prezzo del peccato: gli almeno seicentomila dollari, inviati ad alti prelati vaticani, dallo sciagurato ex cardinale Theodore McCarrick. Sì, l’arcivescovo emerito di Washington spretato lo scorso febbraio, a 89 anni, dalla Congregazione per la Dottrina della fede dopo essere stato riconosciuto colpevole di molestie su minori e abusi sessuali nei confronti di seminaristi adulti adescati durante le confessioni. Ma soprattutto il porporato al centro del “dossier Viganò”, il report-bomba dell’ex nunzio di Washington che nell’agosto 2018 chiese le dimissioni di Papa Francesco per non essere intervenuto in maniera abbastanza ferma sulla doppia vita del religioso: nonostante fosse abbastanza chiaro che le omissioni andavano imputate soprattutto a scelte fatte dei pontificati precedenti.
Secondo uno scoop del Washington Post , basato sugli archivi finanziari della sua diocesi, il prelato un tempo fra i più potenti della capitale, amico di politici e abile nel raccogliere fondi, inviò a partire dal 2001 assegni ad almeno cento persone: "Tutte direttamente coinvolte nel valutare le accuse di cattiva condotta a suo carico". Soldi partiti dall’Archbishop’s Special Fund, il fondo speciale che gli consentiva di spendere a suo piacimento i proventi delle offerte ricevute dai fedeli più abbienti. E destinati a diverse “eminenze grigie”. Burocrati vaticani, consiglieri papali. E perfino due Papi: Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Al primo fra 2001 e 2005 arrivarono almeno 90 mila dollari. All’altro qualcosa di più: 291 mila dollari, di cui 250 mila in un solo assegno, versato a maggio 2005, un mese dopo la sua elezione al soglio pontificio. Per carità (è proprio il caso di dirlo) quei fondi, lo ammette pure il giornale, potrebbero essere stati mandati per fare beneficienza: secondo l’uso interno alla Chiesa per cui i doni in denaro sono un segno di apprezzamento e di sostegno all’impegno dei personaggi più in vista. Purtroppo di quei soldi pochi vogliono parlare. "Gli assegni non hanno mai influenzato le decisioni della Santa Sede", tuona il portavoce del cardinale Leandro Sandri, nominato da Benedetto XVI prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e finito sul “libro-paga” di McCarrick per colpa di un assegno da 6500 dollari ricevuto nel lontano 2000.
Gli assegni di padre McCarrick sono l’ennesimo tassello oscuro di questa vicenda. Tanto più che lo scoop del Washington Post arriva proprio nel giorno in cui un’inchiesta di Associated Press fa i conti in tasca alle diocesi cattoliche della Pennsylvania. Costrette a sborsare 84 milioni di dollari per risarcire 564 vittime di abusi sessuali di quell’area affinché non facciano causa in tribunale. Una cifra destinata a crescere nel 2020 perché nel frattempo nuove denunce sono state prese in esame.
Di sicuro, il comportamento del porporato di Washington era noto a tanti: le prime denunce a suo carico risalgono ai primi anni 2000 ma l’ex porporato è rimasto saldamente al suo posto fino al 2018. Una storia tristemente simile a quella del vescovo della Virginia, Michael Bransfield. Anche lui cacciato per aver abusato di minori. Dopo aver sperperato centinaia di migliaia di dollari dei fedeli in spese pazze e doni in denaro ai suoi superiori. Il prezzo del peccato. O quello dell’omertà?

Tratto da: La Repubblica del 28 Dicembre 2019

Foto © Imagoeconomica

TAGS: ,

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy