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di Karim El Sadi
Negli Usa è emergenza nazionale, ha ucciso 67mila persone tra il 2013 e il 2017. L’ultima vittima lo chef italiano Andrea Zamperoni

Di droghe il mondo ne conosce infinite tipologie con svariate modalità di produzione e consumo, ma tutte portano chi ne fa uso alla stessa fine: l'oblio e nei peggiori dei casi la morte. C'è una droga però che più di tutte si fa riconoscere per rintracciabilità (è molto difficile da individuare) e fatalità. E cosa più importante, sta spopolando nell'ultimo periodo in tutto il mondo. Si chiama Fentanyl, una sostanza all'appparenza innocua dato il suo comune utilizzo per alleviare il dolore ai malati oncologici, ma in realtà altamente letale. E' sufficiente, infatti, "inalare o toccare anche per caso qualche milligrammo di sostanza - come ha spiegato Simona Pichini, prima ricercatrice all’Istituto Superiore di Sanità - per ottenere una dose mortale". Di fatti le forze dell’ordine che effettuano i sequestri sono munite di tute ermetiche, maschere obbligatorie e di dosi di naloxone (usato come “antidoto” in casi di emergenza).
"Il Fentanyl - ha aggiunto l'esperta - e le sostanze illegali simili sono fra 100 e 1000 volte più potenti dell’eroina". Soltanto nel 2014 negli Stati Uniti ha ucciso 200mila persone di cui circa 60mila solo negli ultimi due anni. Numeri sconcertanti. Sempre negli USA oggi il Fentalyn è la prima causa di mortalità fra i giovani e mediamente miete più vittime degli incidenti stradali nel Paese. Una condizione intollerabile che lo scorso anno ha portato il presidente Donald Trump a dichiararla "emergenza sanitaria nazionale". Ma allora che cos'è questa nuova droga di cui solo di recente si è iniziato a parlare?
Il Fentanyl non è proprio una droga, per come comunemente intesa, ma un medicinale, quindi non proveniente dal mondo dello spaccio ma da quello della farmacologia. Utlizzato dagli anni '60 come anestetico e antidolorifico, il Fentanyl è il più forte farmaco oppioide in commercio. Per dare un'idea è 100 volte più potente della morfina. In campo medico viene applicato sulla pelle dei pazienti generalmente affetti da malattie gravi tramite cerotti transdermici ma va utilizzato con cautela e gestendolo correttamente. In questo caso, infatti, non è assolutamente pericoloso potrebbe tuttavia causare vomito, costipazione e problemi di coordinazione. Diverso è il caso della sostanza utilizzata come droga dalla quale si possono ottenere circa 50 derivati (il più pericoloso è il carfentanil che ha un effetto analgesico pari a 10mila volte quello della morfina). La dose che fa effetto come droga, purtroppo, è molto vicina alla soglia del sovraddosaggio ed ecco perchè questa sostanza è così pericolosa. In sovraddosaggio gli effetti sono depressione respiratoria e allucinazioni. L’overdose, quando si parla di droga, porta all’arresto cardiaco e coma e in casi estremi al decesso.

Fentanyl in Italia
Secondo un rapporto della Commissione USA-Cina risalente a febbraio 2017 Pechino è il principale fornitore di Fentanyl in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti ma anche in Canada e in Messico. E pure l'Italia, anche se in proporzioni inferiori rispetto agli americani, rientra tra le mete dei grossisti. Lo psicoterapeuta Riccardo C. Gatti nel suo blog droga.net ha riportato che "la presenza di Fentanyl e suoi derivati sulle piazze italiane è stata confermata da due sequestri emblematici, nel Lazio e in Lombardia tanto che il ministero della Salute ha diramato una allerta". A questo punto la domanda da farsi quindi è come giunge questa pericolosissima sostanza nelle piazze di spaccio italiane.

zamperoni andrea
In foto lo chef italiano Andrea Zamperoni morto dopo aver bevuto un cocktail contenente Fentanyl


Un lungo studio del Senato degli Stati Uniti, pubblicato lo scorso gennaio dopo un anno di ricerche, rivela che in Cina ci sono migliaia di laboratori dove vengono prodotte sostanze illegali vendute in rete, preferibilmente tramite pagamenti in criptovaluta, con spedizioni indirette in pacchi che vengono fatti prima passare in paesi diversi da quello di destinazione ultima per complicare i tracciamenti e ridurre il rischio di sequestri alla dogana.
Ecco uno dei motivi per cui nell’ultima relazione del Dipartimento antidroga italiano non c’è quasi traccia del Fentanyl, i cui sequestri, infatti, si contano sulle dita di una mano. Ma la ragione della difficile rintracciabilità della sostanza stupefacente non è dovuta solo all'abilità di spedizione dei venditori. Il problema risiede anche e soprattutto nella composizione del Fentanyl stesso che più volte viene mischiato o tagliato con altre droghe più comuni. “Normalmente i tossicodipendenti non cercano il fentanyl in quanto tale, almeno per ora - ha spiegato Gatti - è possibile, tuttavia, che anche qui lo si possa trovare coniugato ad altre sostanze, per potenziare l’eroina, ad esempio. Il mese scorso il Ministero della Salute ha diramato un’allerta per il pericolo che sia smerciata eroina ad alta potenza ma anche derivati del fentanyl. È probabile, quindi, che ci siano stati sequestri di questa sostanza o prove della sua possibile immissione nel mercato dello spaccio: un segnale di pericolo da non sottovalutare”.
Per analizzare le sostanze - ha precisato sul tema il direttore Dipartimento interaziendale Area Dipendenze - ASST Santi Paolo e Carlo di Milano - un laboratorio deve riconoscerle: ci sono difficoltà tecniche perché le molecole cambiano continuamente e ce ne sono tantissime e poi ci sono pochi investimenti. Questo incide nella pratica clinica, sia di pronto soccorso che per quanto riguarda la cura delle dipendenze. È anche un serio problema per quanto riguarda i controlli, per esempio nei lavoratori, così come nelle verifiche successive a un ritiro della patente o nei controlli stradali, etc. Usualmente vengono rilevate solo le sostanze d’abuso classiche, non la maggior parte delle Nuove Sostanze Psicoattive. È chiaro che controlli efficaci, ma limitati solo ad un gruppo ristretto di sostanze, rischiano, gradualmente, di spingere i consumi verso le sostanze non rilevate. Tra queste, per ora, anche i derivati del fentanyl”, ha concluso Gatti. Inoltre va sottolineato che ottenere un campione di Fentanyl (comunemente chiamato “standard”) richiede autorizzazioni e ditte specializzate che lo inviino dall’estero. Una pratica che può impiegare un anno intero a costi elevati. Al momento i laboratori italiani si sono procurati 22 “standard”. Ovvero sanno riconoscere 22 derivati del Fentanyl: sostanze con piccole differenze chimiche. Tuttavia non è abbastanza “sono assai meno della metà delle sostanze in circolazione” ha precisato Luca Morini, tossicologo dell’università di Pavia. “Sospettiamo che venga spacciato al posto dell’eroina o venga usato per tagliarla. Ha un prezzo concorrenziale”, ha detto invece Marica Orioli, che dirige il laboratorio di tossicologia forense al Dipartimento di scienze biomediche dell’università di Milano. “Chi lo ha usato racconta che “sale rapido” ed è piacevole. Ma fra i campioni del boschetto di Rogoredo non siamo mai riusciti a identificarlo”. L’ultima vittima accertata caduta nell’abisso del Fentanyl era lo chef originario di Cipriani Dolci Andrea Zamperoni, trovato morto in uno ostello a New York lo scorso 22 agosto.

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