obamacambia-webScritto da Righteous Trayf - 20 novembre 2012
Caro Sig. Presidente,
Mio fratello minore è stato uno dei primi a credere in te. Ha lavorato per la tua campagna per il Senato. A 25 anni, ha trasmesso la campagna di GOTV in Nord Carolina, consegnandoti un’insperata vittoria in uno Stato del sud e consentendoti di ottenere il tuo primo mandato. Quest’anno, con meno entusiasmo ma non meno convinto, stava di nuovo lavorando alla tua campagna quando, improvvisamente, è morto. Un ventinovenne brillante e pieno d’energia morto di colpo. Tu lo sai. Hai chiamato i miei genitori.

La tua campagna, e di questo sono profondamente grata, ha portato consolazione al dolore dei suoi colleghi, grazie alla dedica che gli è stata fatta di un angolo dell’ufficio e di gran parte delle iniziative per la raccolta fondi. Hai anche dato disponibilità di un bus per portare i suoi colleghi ad unirsi alle altre centinaia di persone presenti al suo funerale.

Tu magari non lo sai, ma dopo la sua improvvisa scomparsa, molti dei suoi amici hanno lasciato il lavoro, si sono trasferiti, hanno cambiato le loro vite per continuare a lavorare nella tua campagna elettorale, in sua memoria. Uno di questi suoi amici ha trasmesso le tue iniziative su GOTV in Ohio, trasformando uno stato in bilico in uno fra i primi a essere dato per sicuro a tuo favore. Io e mia madre abbiamo collaborato a queste iniziative in Ohio, porta a porta fino al momento prima della chiusura dei seggi, battendo i marciapiedi nel ricordo di Alex e nella speranza di una tua confermata presidenza. Nonostante la mia delusione per alcuni dei tuoi atteggiamenti, ho tenuto orgogliosamente sulla mia giacca l’adesivo di “Ohio per Obama”.

Fino a ieri. Signor Presidente, quando le bombe hanno nuovamente cominciato a piovere su Gaza e tu hai ripetuto la solfa del «diritto di Israele a difendersi», ho staccato via quell’adesivo dalla mia giacca. Più tardi, hai chiamato il Primo Ministro Netanyahu chiedendogli di “usare moderazione”, come se ti rivolgessi ad un ghiottone affamato ad una festa, piuttosto che ad un funzionario eletto di una potente nazione militare che usa gli armamenti del tuo paese per ingaggiare un assalto unilaterale. Signor Presidente, tu sei l’uomo più potente al mondo. Non devi necessariamente essere cortese ed educato nelle tue richieste al Signor Netanyahu; puoi fermarlo interrompendo il sostegno militare ad Israele fino a quando Israele non risponderà al diritto internazionale e a quello degli Stati Uniti. Il Signor Netanyahu e i suoi alleati di destra negli USA hanno fatto attivamente campagna contro la tua rielezione, sostenendo che il Governatore Romney fosse in posizione più favorevole per dare carta bianca alla violazione dei diritti umani dei palestinesi e per scatenare delle nuove guerre nella regione. Non è a loro che tu oggi devi provare la tua fedeltà, ma a noi, la gente che ha fatto il porta a porta per te, che ha fatto le telefonate per te, che è morta per darti un’opportunità di altri quattro anni.

Mio fratello è stato uno dei primi a credere in te. Lo sapeva, e gli dispiaceva, che avresti traballato di fronte agli interessi della destra israeliana. Ti abbiamo visto allontanarti dai tuoi colleghi palestinesi a Chicago. E’ stato un fatto alquanto penoso per la nostra famiglia ebrea, mentre cercava di sostenere mio fratello, continuare a pensare fino a che punto saresti arrivato con la farsa sul fatto che siano il popolo americano ed i suoi interessi, e non il denaro americano e i suoi interessi, a guidare la tua politica mediorientale.

Signor Presidente, la stella dell’AIPAC (The American Israel Public Affairs Committee – una potente lobby americana pro-Israele, NdT) si sta estinguendo. Non nel tuo ultimo mandato, forse, ma presto, i politici che legano le loro ambizioni a questo sporco danaro cadranno. Lo hai visto al DNC (Democratic National Committee, la direzione del partito democratico, NdT) quando il Sindaco Villaraigosa non riuscì ad ottenere i suoi 2/3 di voti per la risoluzione sponsorizzata dall’AIPAC ma procedette facendo finta di averne ancora il sostegno; non è così. Mio fratello era una voce precoce degli ebrei americani in favore dei palestinesi, ma non era il solo e ora siamo più numerosi che mai. E ci sono anche degli Arabi ora nella tua coalizione; tu li hai visti al DNC con le loro T-Shirt “Yalla Vote!”. Hai un arcobaleno di sostenitori che hanno lavorato per la tua rielezione. Abbiamo votato per te. Abbiamo raccolto i fondi per te. Non vogliamo vederti fingere di permettere questi massacri, come fosse nel nostro interesse, per poterli perpetuare coi nostri soldi.

Mio fratello sarebbe deluso nel vedere la tua impotenza di fronte alla continuazione dell’aggressione israeliana a così poco tempo dalla travolgente vittoria per la rielezione. Io sono ancora orgogliosa di lui. Sono ancora orgogliosa di tutti gli americani che hanno lavorato duro per permettere la tua rielezione. Ma sono profondamente ferita e provo vergogna nel vederti usare moderazione quando sei l’unica persona che ha il potere di fermare questo massacro. Signor Presidente, non arrivo al metro e 55 di altezza e non ho paura del AIPAC; perché tu ce l’hai?

Cordiali saluti,

Una sorella in lutto.

Fonte: righteoustrayf.wordpress.com

Traduzione per Megachip a cura di Tullio Cipriano

Tratto da: megachip.info

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