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obama-michelle-webRomney riconosce la sconfitta, il Congresso rimane spaccato
Video, immagini e notizie nello speciale di Rainews
da rainews24.it - 7 novembre 2012 - VIDEO
Chicago. Barack Obama ce l'ha fatta, non sarà un presidente da un solo mandato, l'incubo che lo perseguitato in questi mesi di durissima campagna elettorale. Sarà lui a guidare l'America per i prossimi quattro anni. "Four More Years": è stato ancora una volta uno slogan vincente a trascinarlo alla vittoria, come lo 'Yes We Can' del 2008.

"Finiro' quello che ho iniziato. Il meglio deve ancora venire", esulta rivolgendosi ai sostenitori in delirio: da Chicago, dove si trova il suo quartier generale, a New York, dove Time Square e' gremita di gente in festa. Fino a Washington, dove la folla esulta davanti alla Casa Bianca. Proprio come quattro anni fa.

Eppure all'Election Day si era arrivati con un serratissimo testa a testa tra lui e Mitt Romney - quello sancito da tutti i principali sondaggi - che lasciava presagire una nottata elettorale difficilissima. Qualcuno agitava lo spettro del riconteggio dei voti in alcuni Stati in bilico - come in Florida nel 2000 - altri addirittura ipotizzavano uno storico pareggio.

Invece per Obama e' filata via piu' liscia del previsto. E alla fine non e' servito nemmeno aspettare il risultato del 'Sunshine State',la Florida, e nemmeno quello della cruciale Virginia. A rivelarsi decisivo - come ci si attendeva alla vigilia - e' stato l'Ohio. Vinto questo Stato e' bastato aspettare i risultati degli Stati della West Coast (dalla California a quello di Washington), e la soglia dei 270 elettori necessaria per l'agognata e' stata superata.

Romney, che ha conquistato gli Stati del sud e ha confermato il testa a testa nel voto popolare, ha regalato un po' di suspense. Non ha concesso immediatamente la vittoria. Dopo l'annuncio di tutti i media, l'ex governatore del Massachusetts ha aspettato un'ora prima di far sapere che aveva chiamato Obama per congratularsi. "Auguro al presidente, alla First Lady e alle loro figlie ogni bene. Questi sono tempi molto difficili per la nostra grande Nazione", ha detto rivolto ai supporter riuniti nel quartier generale di Boston su cui gia' da parecchio era calato un silenzio di tomba.

Niente a che vedere con la folle esultanza del MacCormick Center di Chicago, dove gli obamiani hanno rivissuto le emozioni del 2008. Ed e' un Obama versione 2008 quella che sale sul palco: di nuovo la stessa grinta, la stessa ispirazione, nonostante l'enorme fatica delle ultime settimane.

"Torno alla Casa Bianca piu' determinato che mai", promette nel tripudio generale, assicurando come "l'America migliore deve ancora venire". Come molto probabilmente deve ancora venire l'Obama migliore, quello che in questo secondo mandato potra' agire senza piu' essere condizionato dalla prospettiva di una rielezione, di una nuova campagna elettorale all'orizzonte.

Un Obama che potra' dare a questo punto il massimo di se' stesso e che dovra' dimostrare non non fare promesse solo a parole, come inistentemente lo hanno accusato Mitt e i repubblicani . Il presidente sa che non sara' facile far fronte alle promesse ancora rimaste evase. Gli americani gli hanno riconsegnato un Congresso spaccato, con la Camera ai repubblicani e il Senato ai democratici. Ma tende la mano e promette di lavorare per trovare "quei compromessi necessari per portare il Paese avanti".

"Lavorero' con Romney - assicura - lavorero' con i leader di entrambe gli schieramenti per affrontare quelle sfide che possiamo risolvere solo insieme". A partire da quella del crescente debito pubblico e da quella della crescita e dell'occupazione: "L'economia si sta riprendendo", ha detto, sottolineando come manchei comunque ancora molto lavoro da fare. Lavoro che - e' il suo appello - potra' essere compiuto se tutti si impegneranno a lavorare nella stessa direzione, quella dell'interesse generale del Paese, mettendo da parte il cinismo e le partigianerie.

Intanto l'America, il giorno dopo l'Election Day, fa passi avanti anche su alcune spinose questioni sociali. E grazie ai referendum svoltisi in concomitanza del voto si legalizzano le nozze gay nello Stato del Maine e l'uso della marijuana, anche per fini ricreativi, in Colorado e nello Stato di Washington.

Primo atto: collaborare sul fiscal cliff
Lo speaker dei repubblicani alla Camera Usa, John Boehner, si appresta a rilasciare un appello bipartisan ad agire contro il fiscal cliff, il precipizio fiscale, che "rischia di trascinare gli Stati Uniti in recessione". Il comunicato di Boehner sara' rilasciato alle 21,30 ora italiana. L'appello uscira' dopo che gli americani hanno riconfermato Barack Obama alla Casa Bianca e hanno mantenuto due maggioranze diverse a Camera e Senato. Boehner, secondo quanto riferiscono i suoi uffici, chiedera' a repubblicani e democratici di decidere "insieme" i passi da compiere.

Tratto da: rainews24.it

VIDEO Obama ringrazia l'America, il discorso integrale - USA ELEZIONI PRESIDENZIALI 2012

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