lugo-fernando-web0di Jorge Figueredo - 31 gosto 2012
Il 13 agosto 2012, all'Hotel Guaraní di Asunción in Paraguay, ha avuto luogo il seminario dal titolo “In difesa della Costituzione e delle Democrazia”, a cui hanno preso parte il Presidente paraguaiano destituito Fernando Lugo Mendez, ex ministri e membri del suo governo, dirigenti dei partiti di sinistra, così come di organizzazioni sociali e civili nonché costituzionalisti ed intellettuali di primo piano, che hanno esposto le loro tesi sul “Giudizio politico” che ha portato alla destituzione di Fernando Lugo Mendez, in relazione a quanto scritto nella Costituzione Nazionale, alla dottrina e alla cultura giuridico-politica attualmente vigenti in America Latina.

Al dibattito estremamente acceso nel paese, moderato dal Dt. Emilio Camacho, costituzionalista nonché uno dei difensori di Lugo, ha preso la parola il Dt. Bonifacio Rios Avalos, ex membro della Corte Suprema di Giustizia del Paraguay sostenendo, come presupposto del suo ragionamento, che “nel caso in questione il “Giudizio politico” non è altro che un giudizio giuridico poiché la società è retta su di un sistema giuridico che la disciplina”.
Secondo l'interpretazione della “Carta Magna”, Bonifacio Rios ha spiegato senza mezzi termini: “La Costituzione non autorizza la Camera dei Deputati e tantomeno i Senatori a regolamentare il Giudizio politico secondo i loro fini. Il Congresso Nazionale non ha la facoltà di stilare una regolamento sul “Giudizio politico”, in quanto è compito spettante alla legge.”

Il giurista Luis Lezcano Claude, costituzionalista, ex ministro della Corte Suprema di Giustizia,  membro della Camera Costituzionale dall'aprile 1995 al dicembre 2003, ed esponente della Convenzione Nazionale Costituente che elaborò la Costituzione tuttora vigente in Paraguay, ha affermato che le decisioni prese dai parlamentari sono anticostituzionali per i seguenti motivi:
    1)    Non sussistono le cause di un “Giudizio politico”, poiché non vi è stato disimpegno, da parte del Presidente, nello svolgimento delle proprie funzioni. Il “Protocollo di Montevideo”, a cui i parlamentari si sono appellati, tra gli altri, per il giudizio politico a carico Lugo, è inesistente nell'ordine giuridico paraguense. Così come non è stato provato il coinvolgimento del presidente stesso nella strage di Curuguaty (temi.repubblica.it)
    2)    La camera dei Senatori non ha il potere di regolamentare il “Giudizio politico”. Il Congresso Nazionale ha il compito di attuare le norme presenti nella costituzione attraverso una legge (L'Art. 225 della Costituzione recita: “Il presidente della repubblica, il vicepresidente, i ministri del potere esecutivo, i ministri della corte suprema di giustizia, il procuratore generale dello Stato, il difensore del popolo, il controllore generale della repubblica, il sottocontrollore e i membri del tribunale superiore elettorale, potranno essere sottomessi a giudizio politico solo per cattivo adempimento delle loro funzioni, per delitti commessi nell’esercizio dei loro incarichi e per delitti comuni”).
    3)    Infine, vi è stata una violazione del Diritto di Difesa, poiché non c'è stato tempo sufficiente per la costruzione della tesi difensiva. La sfiucia a Lugo non ha rappresentato semplicemente la destituzione di un presidente, bensì l'arresto di un processo a favore delle classi storicamente emarginate.

Il Dt. Eric Palma, chileno, Presidente dell'Associazione per il Nuovo Costituzionalismo e Professore di Diritto all'Università del Chile, ha proposto una riflessione sulla cultura politica, giuridica e costituzionale dell'America latina.
La cultura politica è strettamente vincolata alla cultura giuridica e quest'ultima è legata al Diritto, che regola i comportamenti umani e risolve conflitti.
La storia recente dell'America latina ha visto un cambio di visione della cultura politica, giuridica e costituzionale, dando maggiore importanza ai Diritti Umani, attraverso la valorizzazione di strumenti giuridici come la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e i Patti Internazionali dei Diritti Umani. Questi trattati, ancora vigenti in Paraguay, hanno provocato cambiamenti nella cultura costituzionale e  si manifestano attraverso il Diritto al Debito Processo dell'individuo.

Il “Giudizio politico” è un'istituzione, è un procedimento politico-giudiziale all'interno di un sistema di governo repubblicano, e l'obiettivo principale è di destituire l'imputato del suo ruolo. Oggi viene inserito all'interno della cultura dei Diritti Umani e di conseguenza nel Debito Processo. Al tribunale spetta l'osservanza del rispetto delle regole processuali. L'art. 21 della Costituzione Nazionale del 1970 stabilisce: “È inviolabile la difesa in giudizio della persona e dei diritti”. La mozione di sfiducia da parte dei parlamentari nei confronti di Lugo rappresenta un attentato a tale principio costituzionale storicamente radicato in Paraguay.

Infine ha preso parola il giudice brasiliano Dora Martins, Membro dell'Associazione dei Giudici per la Democrazia, specialista  in Diritto Penale dell'Infanzia, che ha voluto manifestare il desiderio suo e dei suoi colleghi di dare al Giudice non solo il ruolo giuridico di democratizzare il Potere Giudiziale e di discutere sulla pratica del Diritto ma anche l'obiettivo di garantire i Diritti Umani, poiché i principi su cui si reggono, ossia universalità, uguaglianza, libertà etc..sono componenti essenziali per un esercizio più equilibrato e coerente della giustizia.

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