Alle urne il 77,8% dei votanti: la più grande affluenza dal post-URSS. Le prime parole del presidente: “Gli ungheresi hanno detto sì all'Europa”
E’ finita l’era di Viktor Orban. L’Ungheria ha voltato pagina eleggendo presidente Péter Magyar, leader del partito d'opposizione Tisza. Una vittoria stracciante la sua: con 138 seggi supera in Parlamento la maggioranza dei due terzi (la cosiddetta "super-maggioranza") che permette di modificare la Costituzione. Il partito Fidesz del premier uscente Viktor Orbán è fermo a 55 seggi, la destra ancor più estrema di Mi Hazánk ne avrebbe 6. Il voto di ieri, celebrato in strada da migliaia di ungheresi, rappresenta una data storica che mette la parola fine ai 16 anni di governo assoluto di ultra destra a guida Orban. Ma storica è anche l’affluenza alle urne, che è stimata al 77,8%, la più alta dalla caduta dell’Unione Sovietica.
La vittoria di Magyar è stata accolta con entusiasmo a Bruxelles. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha celebrato l'esito su X scrivendo: "Questa notte il cuore dell'Europa sta battendo più forte in Ungheria". Parole di soddisfazione anche da parte Roberta Metsola: “Il posto dell'Ungheria è al cuore dell'Europa”, ha scritto su X la presidente del Parlamento europeo. "Gli ungheresi hanno detto sì all'Europa”, ha detto Peter Magyar, sul palco del raduno di Tisza in piazza Batthyany, a Budapest, celebrando la vittoria su Viktor Orban. L'Ungheria "sarà di nuovo un alleato forte nella Ue e nella Nato”, ha aggiunto rivolto alla folla dei sostenitori a Budapest, che intona nel frattempo "Ruszkik, haza", ovvero "russi, andate a casa", lo slogan della rivolta ungherese del 1956, soffocata nel sangue dai carri armati sovietici.
Il primo viaggio di Peter Magyar all'estero sarà a Varsavia, poi si recherà a Bruxelles per chiedere di "sbloccare i fondi Ue". "L'Ungheria sarà un alleato forte dell'Ue e della Nato", ha ribadito. Il leader di Tisza ha poi chiesto al presidente ungherese, Tamas Sulyok, vicino a Fidesz, di "conferirgli il mandato per formare il governo il prima possibile", per poi "dimettersi". Quindi si è rivolto al premier uscente Viktor Orban, chiedendogli di "astenersi da qualsiasi misura che limiti il margine di manovra del prossimo governo".
Chi è il nuovo presidente
Péter Magyar, ex membro della nomenklatura di Fidesz, fatica a essere credibile anche tra i suoi sostenitori, pur dichiarandosi conservatore e di destra. Tuttavia, il suo elettorato è in gran parte liberale e progressista, disposto a sostenerlo pur di rovesciare Orbán. Dopo il fallimento dell’opposizione unita nel 2022, molti ungheresi avevano perso speranza, creando spazio per la sua ascesa come figura “ribelle”. Avvocato, iniziò a farsi notare nel 2006 difendendo manifestanti contro il governo Gyurcsány, i cui errori facilitarono poi il dominio di Orbán. Per anni figura marginale, Magyar emerge oggi anche grazie al malcontento economico, tra crisi, stagnazione post-Covid e inflazione.
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