L’intervista al sociologo e direttore di sicurezzainternazionale.com
"Trump è davvero un pagliaccio. E io credo che appaia come tale agli occhi di tutti. C'è una persona le cui dichiarazioni non hanno nessuna credibilità", ha dichiarato Alessandro Orsini, direttore di sicurezzainternazionale.com e sociologo, intervistato da Alessandro Madron. L’esperto ha poi aggiunto che Trump "ha mentito e continua a mentire perché è disperato". Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il presidente avrebbe fatto arrivare agli iraniani, attraverso un intermediario, un piano in 15 punti che Orsini ha definito "semplicemente ridicolo e irricevibile". Si tratterebbe, nelle parole dell’analista, di "una proposta di resa incondizionata all'Iran” ma “gli iraniani hanno riso di questo piano in 15 punti, l'hanno definito inaccettabile e irricevibile", ha precisato Orsini. L’analista ha spiegato che Trump si è impantanato dopo aver attaccato senza un piano di riserva: "Pensava che il regime sarebbe crollato in 48 ore. Questo non è accaduto, non si aspettava questa resistenza e si è impantanato. Si trova in una condizione disperata perché vorrebbe tornare indietro". Proseguendo, Orsini ha sottolineato come uno degli obiettivi militari di Trump sia l’isola di Kharg: "Trump vuole invadere l'isola di Kharg principalmente per immettere petrolio iraniano nel mercato internazionale, perché il petrolio sta scarseggiando".Una prova ulteriore della confusione del presidente americano sarebbe, secondo l’esperto, il ritiro delle sanzioni: "Il fatto che lui abbia ritirato le sanzioni contro il petrolio dell'Iran e contro il petrolio della Russia. Questo ti dà la certezza assoluta che lui è un disperato nella confusione più totale, perché di certo questa crisi internazionale sta aumentando i prezzi alla pompa anche da lui". Come ha affermato Alessandro Orsini, l’ultima rivelazione del Wall Street Journal accentua ulteriormente questa immagine di contraddizione: "Trump ha detto, o avrebbe detto, ai suoi più stretti collaboratori di essere disposto a porre fine alla guerra senza riaprire Hormuz". Nello stesso tempo, però, "Trump invia migliaia di soldati, di paracadutisti, per invadere l'isola di Kharg".
"Questo dà l'idea della confusione totale, figlia della disperazione in cui si trova Trump", ha dichiarato l’analista. "Non a caso Trump, proprio perché disperato, rilascia dichiarazioni che sono ipercontraddittorie".
I danni all’economia internazionale e il “grande odio” contro Trump
Orsini ha poi messo in guardia sulle conseguenze economiche globali: "Rimane un punto fondamentale: che anche se la guerra terminasse mentre noi stiamo parlando, comunque i danni per l'economia internazionale saranno molto grandi. Non c'è la possibilità di tornare indietro e di alleviare i danni da cui tutti siamo attesi. Quindi il fatto di andare avanti ci dà la certezza assoluta che i danni per l'economia internazionale saranno sempre più grandi".
Secondo l’esperto, questa situazione rappresenta un primo grande problema per Trump: "Nel mondo sta montando un grande odio contro Trump. Questo accadrà anche in Italia".
Orsini ha citato il Fondo Monetario Internazionale: "Il Fondo Monetario Internazionale proprio l'altro giorno ha spiegato che l'Italia sarà uno dei paesi maggiormente colpiti dalla crisi energetica. Quindi noi italiani ci impoveriremo ancora di più, gli italiani poveri diventeranno più poveri, e il nostro paese sarà nuovamente colpito, forse dovrei dire massacrato, così anche le nostre imprese, da questa nuova guerra americana".
"Quindi anche tanti italiani che vedevano Trump con favore iniziano a detestarlo, altri iniziano a odiarlo. E con il passare del tempo questo disprezzo verso Trump da parte degli italiani, io immagino, sia destinato a crescere", ha aggiunto.
L’analista ha ricordato che "questa è una guerra cui gli stessi americani erano contrari", tanto che "Trump è precipitato per quello che riguarda l'indice di gradimento all'interno degli Stati Uniti".
Orsini ha contestato anche la narrazione secondo cui gli Stati Uniti non avrebbero problemi energetici: "Ti ricordi quando, diciamo, i propagandisti della Casa Bianca in Italia, i giornalisti di Giorgia Meloni, li chiamo io, dicevano: ah no, ma questa non è una guerra per il petrolio, perché gli Stati Uniti producono più petrolio di quello che consumano, quindi non hanno nessun problema con il petrolio".
Le ricadute sulla politica italiana e su Giorgia Meloni
Secondo Alessandro Orsini, la guerra avrà conseguenze dirette anche sulla politica interna italiana. L’analista ha ricordato come Giorgia Meloni abbia legato la propria immagine a quella di Trump: "Giorgia Meloni si è sempre freggiata dei presunti successi di Trump. Cioè, la logica di Giorgia Meloni, che lei ha esposto anche in Parlamento in tante occasioni, è: siccome Trump è il mio capo, siccome appartengo alla famiglia politica di Trump, che è l'estrema destra, e siccome Trump è il capo dell'estrema destra, tutti i successi di Trump ha sostenuto Meloni sono anche miei".
Orsini ha citato le parole di Meloni all’inaugurazione della “finta pace” a Gaza: "Trump è una persona magnifica e il successo di Trump è anche mio". L’esperto ha poi proseguito: "Ma scusa, tu hai elogiato così tanto quest'uomo, quest'uomo causerà danni devastanti all'economia italiana, tu fino all'altro giorno hai chiesto il premio Nobel per la pace per Trump, e questo è il tuo capo? Tu lo presentavi come il tuo capo. A parte che è ridicolo che un partito sovranista come Fratelli d'Italia abbia un atteggiamento di adulazione nei confronti del capo di una potenza straniera". Il professore e sociologo ha concluso evidenziando come la situazione rappresenti un vantaggio strategico per Vladimir Putin. "I vantaggi per la Russia sono enormi. Intanto il vantaggio di guadagnare un sacco di soldi con il petrolio. Ricordiamo che Trump ha ritirato le sanzioni contro il petrolio russo, almeno per ora", ha dichiarato.
Sul piano militare, Orsini ha citato una recente intervista di Zelensky ad Axios: "Questa situazione in Medio Oriente, la guerra in Iran, è grandissimo danno per l'Ucraina, perché l'Ucraina ha bisogno di missili Patriot che Zelensky non sa come fare, che sta cercando delle alternative ai Patriot americani, e che molte delle armi che gli Stati Uniti stavano, erano in procinto di inviare all'Ucraina saranno reindirizzate verso Israele, verso il Medio Oriente".
Sul piano dell’immagine, l’analista ha osservato: "Trump in questo momento appare al mondo intero come uno sconsiderato. La cui guerra causerà danni al mondo intero. Quindi il mondo intero in qualche modo punterà il dito contro Trump, e perciò gli Stati Uniti non potranno presentarsi come quella potenza che stabilizza il Medio Oriente, che stabilizza il mondo, semmai che lo destabilizza".
Infine, Orsini ha sottolineato un ulteriore vantaggio diplomatico per Putin: "Trump a un certo punto avrà bisogno di Putin per porre fine a questa guerra, per frenare l'escalation". Riguardo all’ipotesi che Trump voglia invadere l’Iran per impadronirsi dell’uranio arricchito al 60%, Alessandro Orsini ha risposto seccamente: "Io direi di no".
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