La madre Anna Motta: "Eravamo molto affezionati a quel murales, aveva per noi un significato forte''
È un episodio deplorevole quello avvenuto nel quartiere Vomero, a Napoli, dove ignoti hanno vandalizzato il murales e la targa commemorativa dedicati a Mario Paciolla, il cooperante napoletano morto in Colombia nel 2020 in circostanze non ancora chiarite. Ovviamente, questo ha scosso profondamente i genitori di Paciolla, che con grande coraggio e determinazione da anni chiedono verità e giustizia sulla morte di loro figlio.
Il murales e la targa si trovano al Parco dell’Erba, uno spazio verde del Vomero situato nei pressi della metropolitana di Montecalvario. Proprio lì - ha ricordato Fanpage.it - accanto ai campi da basket che Mario frequentava quando viveva a Napoli, negli anni scorsi era stato realizzato un grande murales con il suo volto e la scritta “Diritti umani”, insieme a una targa commemorativa installata dal Comune di Napoli.
Il murales è stato imbrattato con scritte realizzate con bombolette spray, alcune delle quali direttamente sul volto di Paciolla, mentre anche la targa è stata coperta da frasi senza senso. Non si tratterebbe di un gesto a sfondo politico, ma piuttosto di un atto di vandalismo inserito in un contesto di generale degrado che, secondo quanto denunciato dai residenti, interessa da tempo l’area del parco, dove rifiuti e incuria sono all’ordine del giorno.
“La libertà è un modo di essere: un uomo è libero se il suo spirito è libero. Io sono libero, e tu?”. Questa è la scritta presente sulla targa commemorativa. Una frase che riflette e mantiene vivo lo spirito del giovane Paciolla. Una targa che è in grado di andare oltre le solite iscrizioni, dal momento che, attraverso un QR code, il monumento rimanda alla storia del giovane cooperante partenopeo e al suo prezioso lavoro per i diritti umani.
L’episodio arriva mentre la famiglia Paciolla continua la propria battaglia per chiarire le circostanze della morte di Mario, archiviata dal Tribunale di Roma come suicidio. I genitori, Anna Motta e Pino Paciolla, non hanno mai accettato questa ricostruzione e da sei anni portano avanti iniziative e appelli per ottenere nuove indagini.
Proprio la madre di Mario, commentando l’accaduto, ha espresso tutta l’amarezza della famiglia. “Siamo molto dispiaciuti - ha detto Anna Motta - questo era il primo murales realizzato per Mario, fu fatto da Luca Carnevale. Eravamo molto affezionati a questo murales nel parco, perché era stato fatto in un luogo dove Mario giocava, aveva per noi un significato forte”. E ancora: “Pensiamo che sia grave quello che è successo, soprattutto perché è stata presa di mira anche la targa messa dal Comune, che spiega alle nuove generazioni chi era Mario”.
Resta comunque la preoccupazione legata alle condizioni di abbandono del parco. “Quel parco è in uno stato di degrado fortissimo, ci sono rifiuti ovunque. Prima c’era un comitato che lo animava, ora si è sciolto ed è in stato di abbandono. La sera prima veniva chiuso, ora evidentemente no. Noi vogliamo far ristrutturare il murales, ma ci chiediamo anche chi vigilerà, perché se è stato vandalizzato ora potrà succedere di nuovo”.
Fonte: Fanpage.it
