Trump impone dazi al 10% sui paesi Ue contrari all’annessione. Le truppe tedesche hanno ricevuto l’ordine improvviso di lasciare l’isola
È sempre più fragile l’iniziativa europea volta a difendere il territorio groenlandese dalle mire espansionistiche di Trump che è pronto al tutto per tutto per soddisfare gli attuali interessi dell’élite.
“Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta usando un linguaggio sulla Groenlandia simile a quello dei "gangster" in Russia e Cina che dovrebbe cercare di controllare”, ha affermato Anders Fogh Rasmussen, ex primo ministro danese ed ex segretario generale della Nato, in un'intervista al Financial Times.
Secondo Rasmussen, Trump usa la Groenlandia "come arma di distrazione di massa dalle vere minacce", come la guerra della Russia in Ucraina. "Per me è stato un processo doloroso. Fin da bambino, ho considerato gli Stati Uniti come il leader naturale del mondo libero. Ho persino parlato degli Stati Uniti come del gendarme del mondo", ha aggiunto.
L’ex segretario generale della NATO risponde a quella frangia di potere che evidentemente vede nella compattezza dell’Alleanza contro la Russia un obiettivo inalienabile. Ma è una dottrina ormai appartenente al passato.
Ora la Cina è il nemico numero uno che Washington è disposta a combattere, tentando di salvare il dollaro dal collasso, anche a costo di abbandonare i vecchi Alleati del vecchio continente.
Sul tavolo, la possibilità di ottenere il Paese con maggior potenziale al mondo per le terre rare, con stime che vanno da circa 1,5 milioni di tonnellate “provate” fino a oltre 36 milioni di tonnellate.
In termini economici, alcune valutazioni riportate dalla stampa specializzata stimano il valore complessivo delle risorse minerarie solide dell’isola (includendo terre rare e altri metalli come zinco, ferro, oro e niobio) in circa 2.700 miliardi di dollari, a cui si aggiungerebbero circa 1.700 miliardi di dollari di potenziali risorse di idrocarburi, per un totale nell’ordine di 4,4 trilioni di dollari. Un potenziale immenso per tentare di rendere gli Stati Uniti indipendenti dallo strapotere cinese su questi componenti di cui l’industria Tech/militare americana ha bisogno.
Dopo che l’Ue ha deciso di inviare un piccolo contingente di 37 militari nell’isola, Trump ha promesso di imporre dazi all'importazione del 10% su Gran Bretagna, Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia, Francia e Svezia, che rimarranno in vigore fino a quando le parti non raggiungeranno un accordo sull'"acquisto completo e totale" della Groenlandia da parte di Washington.
Una decisione che entrerà in vigore il 1° febbraio, mentre a partire dal 1° giugno, i dazi aumenteranno al 25%. Ha anche criticato l'intenzione dell'Europa di inviare le sue forze armate in Groenlandia, definendola un "gioco molto pericoloso", sostenendo che possedere la Groenlandia è necessario per rafforzare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dispiegare efficacemente il sistema di difesa missilistica americano Golden Dome.
Secondo la Bild, le nuove tariffe americane potrebbero far crollare le esportazioni tedesche negli Stati Uniti del 5-10% e causare perdite annuali comprese tra gli 8 e i 15 miliardi di euro.
Ed ecco che la stessa pubblicazione segnala come le truppe della Bundeswehr abbiano ricevuto l'ordine inaspettato di lasciare la Groenlandia e tutti gli eventi programmati sono stati urgentemente annullati.
"Volo di ricognizione: la squadra di ricognizione della Bundeswehr parte segretamente dalla Groenlandia! La Bild ha avvistato 15 soldati e ufficiali, guidati dall'ammiraglio Stefan Pauli, all'aeroporto di Nuuk. Obiettivo: Boeing 737 dell'Icelandair", si legge nell’articolo.
L’Ue non rischierà una guerra col padrone statunitense che ora mostra il suo vero volto banditesco senza freni.
Foto © Imagoeconomica
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