Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Destabilizzazione globale, NATO ai confini russi e il ritorno della logica del più forte: il Cremlino denuncia il fallimento dell’ordine occidentale  

Mentre Donald Trump continua a muovere le sue pedine su più fronti per una destabilizzazione globale in funzione anticinese (che si ritorcerà prima o poi contro Mosca) - dal Venezuela all’Iran, fino alla Groenlandia - Vladimir Putin, che negli ultimi mesi sembrava essere tornato un interlocutore di rilievo per Washington, lancia un duro monito agli Stati Uniti.
La situazione sulla scena internazionale sta peggiorando sempre di più…Mi sembra che nessuno possa discutere su questo". Ha dichiarato Putin, spiegando che la diplomazia, la ricerca del consenso e del compromesso vengono sempre più sostituite da azioni unilaterali, “e molto pericolose”.
E al posto del dialogo tra gli Stati, c'è il monologo di coloro che, per diritto del più forte, ritengono lecito dettare la propria volontà, insegnare agli altri come vivere e impartire ordini”, ha proseguito il leader del Cremlino, aggiungendo che è necessario esigere con maggiore insistenza che l'intera comunità mondiale rispetti il ​​diritto internazionale e "fornisca un aiuto concreto al nuovo ordine mondiale multipolare, più giusto, che sta emergendo".
Sul tema della sicurezza collettiva, ha ribadito che essa deve basarsi su principi di equità e reciprocità e “non può essere garantita per alcuni [Paesi] a scapito della sicurezza di altri” ricordando come questo concetto sia sancito nei principali documenti giuridici internazionali. Secondo Putin, ignorare un principio “fondamentale e vitale” come questo “non ha mai portato a nulla di buono e non porterà mai a nulla di buono”.
Richiamando la necessità di una nuova architettura di sicurezza europea e globale, il leader del Cremlino ha evidenziato che la Russia ha “ripetutamente preso iniziative per costruire una nuova, affidabile ed equa architettura di sicurezza”. A suo avviso, «varrebbe la pena tornare alla loro discussione sostanziale per consolidare le condizioni in base alle quali si possa raggiungere una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina, e prima possibile».
Parlando del contesto bellico, Putin ha definito la crisi ucraina come “il risultato diretto di anni in cui abbiamo ignorato i legittimi interessi della Russia e di una politica deliberata di creazione di minacce alla nostra sicurezza”, puntando il dito contro l’espansione della NATO “verso i confini russi”.
Lo stesso ex segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha dovuto ammettere alla commissione affari esteri del parlamento europeo nel settembre 2023 che il leader del Cremlino è dunque “andato in guerra per impedire che la Nato, ancora la Nato, si avvicinasse ai suoi confini".
Pur senza nominarli direttamente, il presidente russo accusa direttamente l’America di perseguire una politica aggressiva che allontana ogni prospettiva di pace globale.
Mentre l’inquilino della Casa Bianca si inserisce negli affari di Paesi storicamente vicini alla Russia  Putin replica rivendicando la propria influenza sull’area. “La Russia continuerà a fornire assistenza ai nostri amici cubani”, ha affermato dopo che Trump aveva previsto la possibile caduta del regime dell’Avana a causa della fine del sostegno venezuelano. “Siamo solidali con la loro determinazione a difendere sovranità e indipendenza con tutte le loro forze”, ha ribadito il leader del Cremlino.
I rapporti tra i due leader, che avevano mostrato segnali di distensione durante i colloqui per una pace mediata in Ucraina, sembrano oggi nuovamente in stallo. Il piano di pace statunitense, di cui si dice sia stato concordato il 90% del testo, non ha ancora prodotto risultati tangibili.
Sul tavolo c’è ancora un piano da 20 punti che contempla, come garanzie di sicurezza la presenza di truppe NATO francesi e britanniche che non sarà mai accettato da Mosca. 


merz ima 2613797

Friederich Merz


Trump si mostra ancora una volta ondivago e mentre ha dato il suo benestare al testo presentato da Kiev e Bruxelles nei giorni scorsi ora tende la mano al Cremlino: "Dobbiamo convincere il presidente Zelensky a farlo", ha detto, parlando di una possibile intesa con la Russia per porre fine ai conflitti in Ucraina. Alla domanda  se sosterrebbe la concessione di garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti all'Ucraina attraverso lo scambio di informazioni di intelligence, Trump ha risposto che "se riusciremo a trovare un accordo, aiuteremo. Stanno perdendo 30.000 soldati al mese - insieme alla Russia. Ora anche l'Europa sarà coinvolta in questo".
Per quanto riguarda Putin, si è detto convinto che sia pronto a un accordo, a differenza dell’Ucraina. Rispondendo in merito al motivo di questo ritardo, ha risposto: “Zelensky”.
Trump spera ancora di riportare Putin sulla linea di un accordo di comodo per concentrare tutte le forze dell’impero contro l’alleato cinese, anche a costo di lasciare l’Europa completamente in balia di sé stessa mentre acquista comunque armi americane.
È paradossale, comico e demenziale vedere come l’Ue sia completamente in preda al panico dopo la decisione del tycoon, ormai data come irrevocabile, di annettersi la Groenlandia.
Gli europei hanno dispiegato nell’isola un contingente di 37 persone. Attualmente, ci sono già 15 francesi, 13 tedeschi, 2 militari norvegesi e tre svedesi. La Finlandia ha inviato due persone, mentre la Gran Bretagna e i Paesi Bassi hanno inviato ciascuno un ufficiale. 
L’armata Brancaleone avrebbe rappresentato un deterrente certamente più serio nei confronti di Washington. In ogni caso l’Ue ora brancola nel buio e mentre si trova isolata a fronteggiare anche il vecchio garante Zio Sam, si fa avanti per aprire un inaspettato canale diplomatico con il Cremlino. 
Il cancelliere tedesco Friederich Merz sembra irriconoscibile nel suo discorso di fine anno dai suoi propositi più bellicosi: “E se riusciremo a garantire il ritorno della pace e della libertà in Europa, se finalmente troveremo un equilibrio con il nostro più grande vicino europeo, ovvero la Russia. E lo dico non perché mi trovo nell'est, lo dico anche in tutta la Germania. La Russia è un paese europeo”, ha dichiarato nell’occasione. 
Anche la nostra premier, Giorgia Meloni, ha proposto che "l'Europa torni a parlare con Putin", sebbene la Commissione europea abbia mantenuto il tono cauto, riconoscendo che "non siamo ancora a quel punto". 
Secondo Putin “le relazioni con i Paesi europei – dalla Francia all’Italia, fino alla Norvegia e alla Svizzera – affondano le radici in una lunga storia di cooperazione reciproca. Tuttavia, non per colpa nostra, il dialogo è stato ridotto al minimo e l’interazione su questioni chiave è praticamente congelata”. Nonostante ciò, il presidente russo ha assicurato che la Russia resta impegnata a ricostruire rapporti solidi e “a ripristinare il livello di relazioni di cui abbiamo bisogno”. 
Ma dall’altra parte del continente, c’è ancora chi gioca per un’irreversibile rottura che non tradisca gli interessi dell’industria bellica, ormai divenuta il motore trainante del continente. Emmanuel Macron ha ribadito la necessità di un deciso riarmo europeo: “Per restare liberi bisogna essere temuti, e per essere temuti, serve potenza. In un mondo tanto brutale, dobbiamo agire più rapidamente e con maggiore forza”. Un chiaro riferimento alla minaccia russa e ai nuovi missili ipersonici come l’Oreshnik. “Se vogliamo restare credibili – ha ammonito il presidente francese – dobbiamo dotarci di armi all’altezza della sfida”.  

Foto © Imagoeconomica 

ARTICOLI CORRELATI

L'Oreshnik su Leopoli e l’Ue che ora paventa il dialogo con Putin

Ultimatum a Putin per il piano di pace mentre Trump aumenta la pressione economica su Mosca

Trump ora alza i toni con Mosca: pressioni economiche e truppe NATO in Ucraina

Attacco alla residenza di Putin. Lavrov: Russia rivedrà la sua posizione negoziale

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos