Assamblea femminista del Abya Yala. Un incontro plurinazionale più che opportuno
Una spiritualità plurima e fortemente simbolica, insieme a un sentimento di lotta antifascista più che convincente, si sono dati appuntamento nella trentottesima edizione del cosiddetto Incontro Plurinazionale di Donne, Lesbiche, Travestis, Trans, Bisexuali, Intersexuali, No Binaries, nella provincia di Corrientes, in Argentina.
Nella Piazza Camba Cuá di Corrientes si è svolta la cerimonia in un soleggiato mezzogiorno domenicale e, come afferma la riconosciuta attivista e instancabile combattente Claudia Korol, nel suo articolo per Página 12: “Hanno partecipato con determinazione ed emozione centinaia di compagne e compagnə arrivate da diversi territori del continente, frutto degli sforzi per superare i diversi ostacoli posti dal governo di Corrientes, che fino all’ultimo momento ha impedito trovare delle scuole per i dibattiti, alloggi, i laboratori e gli eventi culturali, nonostante le politiche misogine e precarizzanti del governo nazionale e dei governi provinciali”.
E Korol ha aggiunto: Come in altre occasioni, ci sono stati molti abbracci, molti dialoghi e dibattiti, denunce contro l’estrattivismo, il fascismo, razzismo e l’impunità patriarcale. La presenza di sorelle provenienti da diversi paesi ha dato all’incontro una forte impronta di pluriespiritualità, che si è manifestata nel fuoco dell’Assemblea, con i simboli delle sorelle aymara, coya, quechua, mapuche, qom, guaraní, chorote, nasa e di altri popoli ancestrali”.
Una cerimonia partecipata
La cronaca di Claudia Korol testimonia di per sé l’ampia partecipazione alla cerimonia; e ciò che è più importante, di questo Incontro – dal punto di vista di Antimafia Dos Mil – è che, in particolare e nel contesto attuale, questa imponente mobilitazione di matrice ancestrale e di presenza attivista plurinazionale e femminista, nell’Argentina di Javier Milei, acquisisce un significato più che profondo, storico e che trova spazio nel cuore dell’attivismo latinoamericano, in difesa della vita, della libertà e in un confronto frontale con un fascismo recalcitrante che intende avanzare nel continente e nel mondo.
Korol riferisce: Hannno fatto parte di quella cerimonia Editha Lisbeth Julca Gonzalez, MST del Brasile; Francis Secundina López di OFRANEH Honduras; María Nahuel e Luciana Jaramillo del Lof Winkul Mapu – Puelmapu; Lyzzette Sanchez Díaz, nipote di Julia Chuñil – Gulumapu / Cile; Nida Paredez, sorella Karaí della Comunità Ka´Avyty di Apipe Chico Ituzaingó – Corrientes; María Emilia e Julieta Díaz del Popolo Iyofwaja / Chorote / Salta; María Pía Ceballos, referente travesti afroindigena di Salta; Francisca Droguett del Movimiento en Defensa del Agua y los Territorios del Cile; Nevy Chacón del centro minerario Viloco, dell’organizzazione Warmis Trabajando y Luchando della Bolivia; Sandra Ortega Carpio – Seta – dell’Assemblea Transfeminista Ecuador; Alida Mestizo Gutiérrez del popolo Nasa, firmataria della pace, ex FARC – Colombia; Lisbeth Quispe Almirón di Cusco, Perù, levatrice, operatrice sanitaria e attivista sociale; Adriana Guzmán, Xiomara Kimberly, Diana Crystal Vargas, componenti del Feminismo comunitario antipatriarcal della Bolivia, tra molte altre compagne”. 
Foto tratta da Página 12
La memoria immancabile
Durante l’incontro è stato dedicato un più che meritato spazio alla memoria delle difensore dei territori e delle comunità, scomparse e assassinate, di fatto, dal potere e dal fascismo. Claudia Korol richiama quelle eroiche difensore nominando: Bety Cariño in Messico, Julia Chuñil e Macarena Valdés in Cile, Berta Cáceres in Honduras, le bambine Villalba e Lichita in Paraguay, Marielle Franco in Brasile, che avevano dato forza all’incontro e seminato memoria.
È stata denunciata anche la persecuzione contro le difensore dei territori, dell’acqua, delle foreste, dei ghiacciai, di fronte alle politiche estrattiviste, molte delle quali sottoposte a processi giudiziari e criminalizzate, come Lolita Chávez del popolo maya k'iché di Ixim Ulew, chiamato erroneamente Guatemala, o Miriam Miranda del popolo garífuna dell’Honduras, organizzato in OFRANEH. (Organizzazione Fraternal Negra de Honduras)”
Sono bambine, non terroriste
Con la sensibilità propria di una donna integra nella lotta, già da prima e durante la sua amicizia e militanza con Berta Cáceres (l’attivista honduregna assassinata dal detestabile potere della sua terra natale, seguendo direttive del sistema criminale multinazionale operante all’interno della comunità lenca), Claudia Korol, nella sua cronaca, affronta con profondità uno dei momenti dell’incontro: “la forza delle compagne di Talleres Batuka che ha risuonato con potenza nella Piazza Camba Cuá, ricordando che l’arte collettiva ci dà energia, coltiva sogni e moltiplica speranze, anche nei momenti più duri”.
“Commovente l’arrivo delle bambine della Fundación Che Pibe, che hanno coordinato il laboratorio autoconvocato di bambine e bambini, mobilitandosi fino all’Assemblea per portare un messaggio di solidarietà alle bambine Villalba, poiché le bambine e i bambini della famiglia avevano partecipato con loro durante il periodo in cui vissero in Argentina, fino alla loro espulsione da parte del governo di Milei. Sono bambine, non terroriste. Lo ricordarono nominando le due bambine assassinate di undici anni, Lilian Mariana e María Carmen, e Lichita, scomparsa da cinque anni (il 30 novembre 2020). Hanno reclamato anche la libertà delle loro madri, Laura e Carmen. Le bambine e i bambini hanno diritto di vedere le loro madri”.
Solidarietà con la Palestina: presente Voces Insurgentes
Oggi stesso il popolo palestinese viene strappato dalle sue terre dal potere criminale del sionismo nazista e fascista; oggi stesso, in America Latina, i movimenti sociali e i collettivi del mondo intero aderiscono a una resistenza compatta contro i responsabili di tanto spargimento di sangue, sottolineando con forza che non si tratta di una guerra, ma di un genocidio atroce.
All’Incontro di Corrientes, la solidarietà espressa verso la Palestina ha risuonato molto forte e Korol lo sottolinea nella sua cronaca:
“Ha risuonato forte la denuncia contro il genocidio sulle donne, sulle dissidenze e sul popolo palestinese, sia nell’Assemblea delle Femministe dell’Abya Yala, con la presenza di Tilda Rabi, presidente della Federación Argentino Palestina; Celeste Fierro del Movimiento Socialista de los Trabajadores, che fece parte della flotilla della pace; le compagne della collettiva transfemminista Sandía; e le uruguayane Sonia e Fátima di Voces Insurgentes. Plurinazionale, dall’Abya Yala alla Palestina e al Kurdistan, hanno cantato le partecipanti”. 
Foto tratta da Página 12
Altre resistenze
Come non poteva essere altrimenti, altre resistenze sono state anche presenti e, come afferma Korol: “Non sono mancate le parole delle madri protettrici, come Yama Corin, arteterapeuta e militante di Mundanas Agrupación Feminista; la richiesta di libertà per Paola Ortiz a Córdoba; le femministe pensionate insurgentes come Ana Tapia; le femministe contadine di diverse organizzazioni; le migranti; coloro che sono state in prima linea nelle manifestazioni in Perù, Ecuador e Bolivia. Le lagmien mapuche perseguitate da un lato e dall’altro della cordigliera hanno sollevato la propria voce e anche accolte nell’Assemblea e in altri incontri”.
“L’Assemblea di FAY, la festa tenuta la stessa notte nella piazza, l’omaggio alla compagna femminista piquetera recentemente scomparsa a Resistencia, Charo Alcire, la partecipazione alla marcia contro i travesticidi e la mobilitazione multitudinaria dell’Incontro, momenti differenti che hanno dato gioia e messo in evidenza la vitalità dei femminismi”.
Abya Yala: la necessità di affrontare con urgenza il governo fascista di Milei
Nella parte finale della sua cronaca, Korol racconta un episodio che opportunamente ha definito il sapore amaro di un Incontro.
“L’Incontro si è concluso con il cattivo sapore della manipolazione realizzata da una parte della Commissione Organizzatrice che, nella decisione tra Córdoba e CABA come sede del prossimo incontro, ha fatto una lettura del risultato dell’applausometro, metodo che merita di essere discusso per la presa di decisioni, favorendo la proposta promossa dal PCR e da alcuni gruppi del PJ affinché il trentanovesimo Incontro si tenesse a Córdoba”.
“Coloro che hanno proposto CABA sono partiti da una lettura politica sulla necessità che il prossimo anno si generasse una mobilitazione massiva femminista, transfemminista e dissidente nella Plaza de Mayo, per colpire il governo fascista di Milei finché cada”.
“Le Femministe dell’Abya Yala, in una dichiarazione successiva all’incontro, hanno ribadito l’importanza delle lotte strutturali condivise negli incontri, la necessità di affrontare con urgenza il governo fascista di Milei, che da più di due anni colpisce i pensionati ogni mercoledì nel centro di CABA, richiamando a controllare la rabbia, ricordando il messaggio di Lohana Berkins, che ci ricordava che il nostro motore nella lotta è l’amore”.
“È tempo ora di assimilare e sentire quanto vissuto, nei suoi aspetti emotivi, politici, culturali e sociali, e di rafforzare i femminismi come luoghi di incontro e non di violenza, come spazi per ricreare la speranza nella forza organizzata delle donne e delle dissidenze, nei sogni di un potere popolare femminista”.
Foto di copertina © Line Bankel per lavaca.org/Resumen Latinoamericano
