L’ex ambasciatrice presenta a Roma il volume “Approdo per noi naufraghi” edito da PaperFirst
L’ex ambasciatrice Elena Basile, presentando a Roma il volume “Approdo per noi naufraghi” edito da PaperFirst, denuncia una deriva dell’Unione Europea che, a suo giudizio, avrebbe “tradito gli interessi dei suoi popoli” scegliendo di “continuare la guerra in Ucraina, invece che fare proposte concrete per una mediazione”. Una posizione che, secondo Basile, segnerebbe “il fallimento del sogno europeo” e collocherebbe Bruxelles “al di fuori del diritto internazionale e costituzionale”.
Nel suo intervento l’ex diplomatica critica con forza anche l’approccio espresso dal vertice militare italiano. Le dichiarazioni dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che evoca “attacchi preventivi” contro la Russia per fronteggiare la minaccia ibrida del Cremlino, sono lette da Basile come una strategia per esercitare pressioni politiche: “Sono intimidazioni per far sì che gli Stati Uniti non lascino l’Europa e continuino a impegnarsi nella guerra contro Mosca”. Una linea che ignora il costo umano del conflitto: “È assurdo che ci diciamo filoucraini quando utilizziamo i loro giovani come carne da macello”. E aggiunge un’immagine drammatica: “Immaginate questi giovani al fronte che aspettano, con le notizie che trapelano della pace, e poi sentono persone come Meloni, Tajani o Gentiloni che ci dicono che la guerra deve continuare. Ovvero, la maggioranza Ursula von der Leyen, è terribile”.
Nel libro, Basile analizza le radici strutturali di questa crisi, sostenendo che “l’Ue non conosce la divisione dei poteri tra legislativo, esecutivo e giudiziario, non ha legittimità democratica. Maastricht ha codificato il neoliberismo e messo da parte le riforme sociali”. Da qui la necessità, a suo avviso, di un ripensamento complessivo dell’idea stessa di Europa, che definisce “un orizzonte che resta tragicamente europeo”. L’obiettivo è una svolta culturale e politica che rimetta al centro principi più solidi: “Si riparte dalla cooperazione e dalla solidarietà, dalla pace in un mondo multipolare dove l’Europa ritrovi il suo posto. Costruire il multilateralismo senza doppi standard, il dialogo interculturale e interreligioso, il diritto contro la forza, la giustizia sociale, la mediazione diplomatica sono obiettivi ancora vivi”.
Infine, Basile invita a un rinnovamento non solo istituzionale ma anche sociale e politico: per lei è indispensabile “un cambio delle classi dirigenti europee”, ma anche un nuovo protagonismo del dissenso. “Quello in Parlamento come nel Paese – afferma – metta da parte le differenti identità e apra una riflessione per costruire un’istanza politica alternativa che possa rappresentare la generazione Z e il ‘non voto’, oggi il primo partito in Italia come in Europa”.
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