L’intervento della Relatrice Speciale ONU a Piazzapulita, su La7
“Dal cosiddetto cessate il fuoco Israele a Gaza ha ucciso 250 palestinesi, il 60% dei quali bambini”. Con questa dichiarazione, Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nel territorio palestinese occupato, apre la sua analisi durante la trasmissione Piazzapulita – in onda su La7 -, mettendo in luce la distanza abissale tra il linguaggio adottato dai leader internazionali e la realtà quotidiana vissuta nei territori palestinesi. La giurista denuncia come la tregua esista solo “nelle parole pronunciate dai leader politici che hanno tutta l’intenzione di spegnere la luce su quello che succede in Palestina”.
Albanese richiama l’attenzione sulla recente decisione del Parlamento israeliano, che ha approvato una legge destinata a facilitare una nuova annessione della Cisgiordania. Nel frattempo, racconta, i coloni armati continuano ad agire indisturbati, spesso scortati dai soldati dell’Idf, incendiando abitazioni e uliveti senza che le comunità palestinesi ricevano alcuna protezione. “Quindi, il cessate il fuoco non c’è”, ribadisce.
Ripercorrendo l’analisi compiuta sul presunto accordo di pace, Albanese spiega di averlo studiato “studiando in dettaglio anche le virgole” insieme ad altri relatori speciali. La conclusione condivisa è stata che l’intesa avrebbe offerto a Israele — con il sostegno degli Stati Uniti — un canale per tentare ciò che la guerra non era riuscita a completare: svuotare Gaza della sua popolazione palestinese. A conferma delle sue preoccupazioni cita i dati sugli aiuti umanitari: “Il giorno in cui sono entrati più camion è stato quello in cui sono entrati 174 veicoli. Sarebbero dovuti e dovrebbero essere 600”.
La Relatrice richiama anche la pronuncia della Corte Internazionale di Giustizia, che indica la necessità di smantellare la presenza israeliana in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est come unica via per disinnescare il conflitto. Un punto che, osserva, rende ancora più paradossali le discussioni diplomatiche in corso mentre sul terreno continua l’espansione israeliana.
Quando il conduttore Corrado Formigli le chiede del ruolo dell’Italia e delle accuse di “complicità in genocidio” rivolte ai Paesi occidentali, Albanese risponde senza esitazioni. Il governo italiano sostiene di essere tra i principali donatori umanitari per Gaza, ma la giurista smentisce: “È pura fandonia che il governo Meloni abbia supportato la popolazione della Striscia, non è vero”.
Chiarisce che il crimine di genocidio nasce dal combinato sistema di supporto politico, diplomatico, militare e commerciale con cui diversi Stati hanno alimentato la capacità bellica israeliana. Senza tali contributi, afferma, la “macchina” della guerra non avrebbe potuto proseguire.
Entrando nel merito dell’Italia, Albanese parla di una violazione piena del diritto internazionale e ricorda che alcuni giuristi italiani hanno presentato una denuncia alla Corte Penale Internazionale contro membri del governo. “La Corte Penale ha accolto il caso”, sottolinea. Per lei l’accoglimento rappresenta un passaggio decisivo: un primo esame di merito che potrebbe aprire alla valutazione delle responsabilità. “Se non ci fosse, allora avrebbero di che festeggiare quelli che sono al governo in Italia”.
ARTICOLI CORRELATI
Francesca Albanese trattata come una terrorista. Governo tace ma accoglie i tagliagole dell’Isis
Piantedosi proteggi Francesca Albanese. Rischia la vita
di Saverio Lodato
Roger Waters: ''Ascoltate Francesca Albanese, lei dice la verità''
di Giorgio Bongiovanni
Il ritorno della Santa Inquisizione contro Francesca Albanese: ''E' una strega fallita!''
''Duemila Secondi'' con Francesca Albanese: ''Il genocidio ha aperto gli occhi su cosa sia Israele''
Francesca Albanese: ''A Gaza un genocidio e molti ne traggono profitto. Il mondo dorme''
Roger Waters: ''Noi contro lo stato genocida di Israele. Ascoltate Francesca Albanese’’
Francesca Albanese: ''In Palestina è in corso la più grande pulizia etnica dal 1948 ad oggi’’
