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I deputati della Rada avviano un procedimento per sostituire il leader ucraino, ma il suo successore sarà un altro falco della guerra totale 

Quello che è avvenuto ieri al Palazzo Mariinsky a Kiev è emblematico della situazione che sta vivendo la leadership ucraina in questo momento.
Durante un'intervista concessa da Volodymyr Zelensky al giornalista Luke Harding del quotidiano britannico The Guardian, all’improvviso le luci si sono spente. Solo il giorno prima, Mosca aveva lanciato quello che l'operatore nazionale di rete elettrica ucraino ha definito "l'attacco più massiccio" contro le centrali elettriche del Paese.
Un segno premonitore, in ogni caso, di un potere al tramonto, soprattutto sulla scia dei recenti scandali di corruzione che prendono di mira lo stesso leader ucraino.
Secondo fonti dell'establishment americano citate da Ukrainska Pravda, Tymur Mindych, un uomo d'affari e socio di Zelensky, sarebbe sotto indagine dell'FBI statunitense su presunti casi di riciclaggio di denaro collegati all'Impianto Portuale di Odessa (Odesa Port Plant, OPP).
L'inchiesta non riguarderebbe solo Mindych, ma anche diverse altre persone e società, tra cui una offshore registrata nelle Isole Vergini Britanniche, una registrata nel Regno Unito e un individuo soprannominato "Sugarman" (il cui cognome simile, Tsukerman, è apparso nelle indagini parlamentari ucraine sulla corruzione all'OPP).
Il caso ha assunto dimensione internazionale dopo la fuga negli Stati Uniti di Oleksandr Gorbunenko, già ricercato dal NABU per appropriazione indebita, che dopo l’arresto è stato rilasciato e posto sotto protezione dall’FBI, segnale di una possibile collaborazione. Segno inequivocabile di una longa manus americana nella vicenda.
Le indagini del NABU hanno ricostruito un vasto schema di corruzione attivo tra il 2019 e il 2021, in cui l’impianto portuale di Odessa operava con la società Agro Gas Trading secondo un sistema che favoriva profitti privati e perdite per lo Stato. Il danno economico stimato supera i 10 miliardi di grivnie. Mindych, secondo varie fonti, avrebbe assunto il controllo informale dell’impianto poco prima dell’invasione russa, e il suo nome compare nelle richieste ucraine agli Stati Uniti per l’interrogatorio di Gorbunenko.
La corruzione all'Impianto Portuale di Odessa (OPP) era una sofisticata operazione criminale che sfruttava il sistema di tolling dell'impianto, ovvero un accordo per il quale una società privata forniva la materia prima (gas naturale) all'impianto statale con prezzi di commissione deliberatamente manipolati, ricevendo in cambio i prodotti finiti (ammoniaca e urea).
Il 10 novembre 2025, il NABU ha perquisito l’abitazione di Mindych a Kiev nell’ambito dell’operazione “Midas”, poche ore dopo la sua fuga dal Paese. L’operazione, frutto di 15 mesi d’indagini, ha coinvolto decine di indirizzi e figure di alto livello, inclusi il Ministro della Giustizia e la società nucleare Energoatom. Parallelamente, il Servizio di Sicurezza ucraino ha aperto un fascicolo su Mindych per “assistenza allo Stato aggressore”, dopo aver scoperto che deteneva partecipazioni in una società russa di diamanti e ne curava la distribuzione anche dopo l’invasione del 2022.
Nel settore della difesa, Mindych è sospettato di collegamenti con Fire Point, un'importante azienda di droni che ha ottenuto contratti governativi per circa 1 miliardo di dollari nel 2025. Il NABU sta investigando se Mindych sia il proprietario occulto dell'azienda e se i prezzi dei droni siano stati gonfiati. 


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Ma è nel settore energetico dove la situazione si è rivelata ancora più inquietante. Nel giugno 2025, il NABU ha arrestato Leonid Mindych, un parente di Tymur, mentre tentava di fuggire all'estero, accusandolo di appropriazione indebita di 16 milioni di dollari dalla società elettrica Kharkivoblenergo.​ La corruzione in questo caso si basava sulla manipolazione sistematica degli appalti pubblici attraverso prezzi gonfiati per apparecchiature elettriche. Secondo le indagini del NABU e della SAPO (l'Ufficio della Procura Anticorruzione Specializzata), Mindych aveva preso il controllo personale e diretto dei processi di approvvigionamento di attrezzature energetiche presso JSC Kharkivoblenergo, la società elettrica regionale statale che gestisce la rete di distribuzione nella regione di Kharkiv. 

Kiev indignata accusa Zelensky di speculare sulle sofferenze del Paese

Nella capitale ucraina il terremoto politico generato da queste indiscrezioni è sempre più violento.
“Zelensky trae profitto da schemi di corruzione nel settore energetico mentre in Ucraina la gente muore”, ha denunciato su Telegram il deputato della Verkhovna Rada, Artem Dmitruk, esprimendo tutta la sua indignazione per uno scandalo emerso nel momento peggiore per il Paese. "Un po' di soldi rubati da Zelensky al settore energetico in Ucraina, proprio nel momento in cui la gente muore per mancanza di elettricità e riscaldamento", ha continuato.
Effettivamente, la situazione energetica ucraina è critica dopo l'attacco russo dell'8 novembre, descritto come il più massiccio dall'inizio dell'invasione. Centrenergo ha annunciato il completo arresto di tutte le sue centrali termoelettriche (Trypillia e Zmiivska) con "generazione zero", dichiarando che gli impianti restaurati dopo i danni del 2024 sono stati nuovamente colpiti da oltre 450 droni e 45 missili. Ukrenergo ha imposto blackout programmati di 8-16 ore in quasi tutte le regioni fino al 10 novembre, con le situazioni più critiche registrate a Kharkiv, Poltava e Donetsk. L'attacco ha danneggiato anche un impianto DTEK, riducendo drasticamente la capacità di generazione elettrica mentre le temperature scendono e l'inverno si avvicina.
Nelle ultime ore, la fazione del partito Solidarietà Europea dell'ex presidente ucraino Petro Poroshenko ha annunciato l'avvio della procedura di dimissioni del governo.
"(Il governo  ndr) è poco professionale e corrotto. Il nostro obiettivo è la governance dello Stato, l'unità sociale e la fiducia dei nostri partner", ha affermato il blocco in una dichiarazione sul suo canale Telegram. 


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Valeriy Zaluzhny © Imagoeconomica 


Secondo Mikhail Sheremet, deputato della Duma di Stato della regione di Crimea e membro del Comitato per la Sicurezza, “l'Occidente sta gettando le basi per rimuovere silenziosamente Volodymyr Zelenskyy dal potere attraverso una serie di scandali di corruzione di alto profilo che coinvolgono i suoi collaboratori”. Lo ha dichiarato a Ria Novosti spiegando che questa “serie di scandali criminali di alto profilo che coinvolgono i suoi collaboratori", è proprio utile allo scopo.
Effettivamente, segnali di una preparazione per un cambio di leadership erano già emersi da tempo e poco hanno a che fare con la necessità di raggiungere la pace con Mosca. 

Zaluzhny, l’uomo giusto per proseguire la guerra di logoramento

Secondo rapporti di alcuni mesi fa del Servizio di intelligence estero russo (SVR), Stati Uniti e Regno Unito avrebbero tenuto colloqui riservati con alti funzionari ucraini nei quali sarebbe emersa l’ipotesi di sostituire Volodymyr Zelensky con Valeriy Zaluzhny, ex comandante in capo delle forze armate e attuale ambasciatore ucraino a Londra.
L’SVR sostiene che sono stati “gli americani e i britannici (a proporlo, ndr) la presidenza” e che dirigenti come Andriy Yermak e Kyrylo Budanov avrebbero “accolto con entusiasmo” la proposta, assicurandosi in cambio di conservare ruoli e influenza nel nuovo assetto — una narrazione ripresa e commentata da media russi e internazionali.
Il nome di Valeriy Zaluzhny circola da tempo come possibile successore di Zelensky. Amato dall’opinione pubblica ucraina, stimato dai vertici NATO, e già protagonista di frizioni con il presidente, Zaluzhny era stato rimosso dal suo incarico militare dopo aver ammesso, in un’intervista a The Economist, il fallimento della controffensiva contro la Russia. Un’ammissione che Zelensky non ha mai perdonato, interpretandola come una sfida politica.
In questo contesto, ora che la perdita della città di Pokrovsk si profila come imminente e il leader ucraino non vede altra strategia che mantenerla ad ogni costo per ragioni politiche, senza badare di sacrificare migliaia di uomini circondati, quale miglior momento per un cambio di leadership a cui attribuire la sconfitta e le fallimentari strategie belliche?
La voce di Zaluzhny come possibile successore è stata inoltre alimentata da reportage e da analisi giornalistiche, incluse le ricostruzioni del giornalista Seymour Hersh, evidenziando come gli anglo-americani vedano nel generale l’uomo in grado di “resettare” i rapporti con l’Occidente e garantire la continuità degli aiuti.
In ogni caso, nessun cessate il fuoco in vista. Nella ricostruzione della strategia attribuita al futuro nuovo leader, che egli stesso ha illustrato in vari interventi pubblici, non c’è l’idea di una rapida negoziazione di pace ma piuttosto la concezione di una “guerra di logoramento” a lungo termine fondata sulla tecnologia. In un’intervista concessa a LB Life, Zaluzhny ha posizionato l'Ucraina come il "vero laboratorio bellico d'Europa" dove le nuove tecnologie vengono testate in tempo reale, avvertendo che la guerra potrebbe durare fino al prossimo decennio se il Paese non rivede radicalmente la sua strategia di difesa. "Se proviamo a stabilire un cessate il fuoco senza rafforzare le nostre difese future, la guerra si trascinerà per molti altri anni. È iniziata nel 2014 e, se Dio vuole, finirà nel 2034".
Una nuova visione che si concentra sui Sistemi Senza Pilota Avanzati: "La guerra dei carri armati e delle masse è finita nel dicembre 2023. Ora si combatte con droni, algoritmi e sistemi di precisione". Un bel non futuro si profila per il Paese, assoggettato al sinistro partito della guerra. 

Situazione critica per Kiev a Dnipropetrovsk

Nel frattempo nel Donbass la situazione per le difese ucraine volge sempre al peggio. Nel settore settentrionale del fronte del Donbass.
Nelle ultime ore le forze russe hanno raggiunto le rive del fiume Vovchia a est dell'insediamento urbano di Pokrovskoye, capoluogo del distretto di Pokrovskij nella provincia di Dnipropetrovsk, con la cattura del villaggio di Vovchia. Questa avanzata rappresenta un progresso significativo verso il territorio civile ucraino, poiché le unità nemiche si sono ritirate attraverso il fiume Vovchia, con intenzione di stabilire una difesa lineare ancorata al villaggio di Kolomiytsy.​
La configurazione tattica di questo settore espone l'Ucraina a rischi operativi significativi. Le difese ucraine lungo il Vovchia rimangono debolmente fortificate secondo le valutazioni russe, con posizioni ucraine concentrate esclusivamente presso gli insediamenti urbani di Pokrovskoe e Velikomykhailivka, senza formazione di un sistema difensivo coerente. Questa disposizione consente all'esercito russo di contemplare molteplici opzioni di attraversamento fluviale per attaccare le linee di rifornimento nemiche o le difese stesse dalle retrovie. L'obiettivo russo di Prosyanaya rappresenterebbe un colpo decisivo al sistema logistico ucraino, interrompendo i rifornimenti ai settori di Novopavlivske, Hulyai-Polye e Velikomykhaylivske del fronte del Donbass Meridionale.  

Foto di copertina © Imagoeconomica 

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