Il cancelliere Merz annuncia il riarmo più grande dal 1945. La Bundeswehr vuole diventare l’esercito più potente d’Europa, mentre crescono le tensioni con Mosca
Da Berlino arriva una cupa chiamata alle armi che rievoca i fasti dell’Operazione Barbarossa del 1941, quando Hitler tentò di conquistare l’Unione Sovietica, ma si ritrovò con l’armata rossa a Berlino 4 anni dopo.
Oggi sono similmente sinistri, i toni che arrivano dalle cancellerie tedesche. In un videomessaggio alla conferenza della Bundeswehr cancelliere tedesco Friedrich Merz ha lanciato un chiaro appello per un rapido potenziamento delle forze armate tedesche, sottolineando che la priorità principale deve essere il reclutamento di personale militare.
“Vogliamo rendere la Bundeswehr l'esercito convenzionale più forte dell'Unione Europea, come si addice a un paese della nostra dimensione e responsabilità”, ha detto Merz, sottolineando che “non possiamo perdere tempo”, poiché la Germania si trova ad affrontare “sfide serie”.
Merz ha giustificato l'urgenza del riarmo descrivendo in dettaglio le minacce che la Germania sta affrontando: "La minaccia dalla Russia è reale. La vediamo anche in Germania con attacchi ibridi ogni giorno: sabotaggio, spionaggio, cyberattacchi, sorvoli di droni, omicidi su commissione e campagne di disinformazione mirate". Secondo il cancelliere tedesco, la Russia sta deliberatamente cercando di destabilizzare le società europee attraverso queste tattiche ibride.
Negli ultimi mesi Berlino ha effettivamente registrato numerosi avvistamenti di droni non identificati su aeroporti e infrastrutture critiche, tuttavia le autorità tedesche non hanno mai fornito prove su una possibile matrice russa. Nessun drone recuperato, nessun arresto.
Per non parlare degli UAV caduti in Polonia il 9-10 settembre, attribuiti ad un attacco ibrido da Mosca. I velivoli recuperati erano droni Gerbera dalla gittata di circa 300-600 km, incompatibili con una traiettoria dal territorio russo. Fonti ucraine parlavano di serbatoi supplementari nel muso, tuttavia, le procure polacche che hanno recuperato i velivoli non hanno confermato la loro presenza, e in alcuni casi i droni recuperati erano descritti come privi di componenti essenziali per il volo a lungo raggio, alcuni erano persino senza motore.
Spettacoli che danno adito ai propositi più guerrafondai. A rincarare la dose ci ha pensato il Tenente Generale Alexander Sollfrank, capo del Comando Operativo delle forze armate.
"Nonostante la guerra in Ucraina, la Russia possiede ancora un potenziale militare molto elevato. Ciò significa che la Russia è già oggi in grado di sferrare un attacco limitato a livello regionale sul territorio della NATO", ha dichiarato alla conferenza annuale della Bundeswehr a Berlino.
Sollfrank si è detto proprio convinto che il conflitto sia inevitabile e non c’è nulla in grado di evitare il futuro che ci aspetta. "Dopo la fine della guerra della Russia contro l'Ucraina, e se il suo riarmo continua senza controllo, un attacco su larga scala alla NATO potrebbe diventare possibile, e presto", ha affermato. "Ciò significa che dobbiamo affrontare la possibilità di un attacco contro di noi, che ci piaccia o no. E oltre a questo, non abbiamo tempo da perdere". 
Ed è a questo punto che il generale ha presentato il "Piano Operativo Germania", un nuovo piano di difesa nazionale allineato alla strategia regionale della NATO, come modello di deterrenza del Paese. Il programma prevede che fino a 800.000 truppe alleate possano attraversare la Germania entro 180 giorni per rafforzare il fianco orientale della NATO in caso di guerra incombente. "Non è un piano di guerra, ma piuttosto un piano di prevenzione della guerra", ha affermato Sollfrank.
Ma cosa dire della prevenzione al conflitto data– secondo quanto rivelato da documenti governativi visionati da Politico – dall’espansione militare programmata da Berlino da 377 miliardi di euro, la più grande dalla Seconda Guerra Mondiale. Un piano che include 561 sistemi di difesa aerea Skyranger 30 a torretta per la protezione a corto raggio, con un’arma a cannone dalla portata di 3 chilometri e missili da 6 chilometri, oltre a 14 batterie IRIS-T SLM per la difesa aerea a medio raggio, con una portata di 40 chilometri. Sono previsti anche 396 missili antiaerei SLM e 300 missili a corto raggio IRIS-T LFK, insieme a 400 missili da crociera Tomahawk Block Vb con una gittata fino a 2.000 chilometri e 3 lanciatori terrestri mobili Typhon. Senza contare che dal 2026 proprio la Germania dovrebbe ospitare i missili ipersonici tedeschi Dark Eagle, in grado di raggiungere un obiettivo nella Russia centrale 6–7 minuti.
Piani di dispiegamento che stanno spingendo Mosca a condurre test di armi micidiali che potrebbero spazzare via il continente in pochi minuti.
Il 21 ottobre la Russia ha annunciato una prova “decisiva” del missile a propulsione nucleare Burevestnik, che secondo il capo di Stato Maggiore Valery Gerasimov è rimasto in volo per circa 15 ore coprendo ~14.000 km, dimostrando una propulsione che gli conferirebbe autonomia virtualmente illimitata e la capacità di volare a quote molto basse (dell’ordine di grandezza di ~50 metri) con traiettorie continuamente manovrate per complicare l’intercettazione; una settimana dopo, il 28 ottobre, è stato testato il drone sottomarino nucleare Poseidon (Status-6), descritto come lungo ~24 m con diametro 1,6–2 m, capace di velocità fino a 100 nodi (≈185 km/h), di operare oltre 1.000 m di profondità e di un raggio d’azione dell’ordine di 10.000 km, progettato per trasportare una testata termonucleare di alcuni megatoni e — nelle modalità descritte dalla Russia — finalizzato a generare tsunami costieri e contaminazioni radioattive su vasta scala.
Il generale tedesco ha anche riportato le valutazioni della NATO secondo cui la Russia potrebbe essere pronta a un attacco su vasta scala all'alleanza già entro il 2029, se continuerà ad aumentare gli armamenti: "Le forze terrestri subiscono perdite, ma la Russia dichiara l'intenzione di aumentare il numero totale delle Forze Armate a 1,5 milioni di persone. E la Russia dispone di un numero sufficiente di carri armati principali da combattimento per rendere possibile un attacco limitato anche domani".
Come la cura avvelenata intensifica la malattia, così la prevenzione alla guerra pianificata dai leader europei, ci porterà in guerra in pochi anni.
Foto © Imagoeconomica
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