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Procedono con celerità fulminea sulle riforme costituzionali, ma si mostrano tardivi nel fronteggiare le questioni più ardue e controverse. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha stretto la mano lo scorso settembre al carnefice dell'ISIS Ahmad al-Sharaa, attuale leader della Siria, mentre il suo governo dispone il rimpatrio con un volo di Stato dell'omicida e stupratore Almasri. Eppure, quando si tratta di pronunciarsi sulla concittadina Francesca Albanese, optano per un silenzio ostinato e sordo.
È datato 18 settembre l’atto di sindacato ispettivo con cui l’ex procuratore generale di Palermo e oggi sentore Roberto Scarpinato con una nutrita schiera di altri senatori ha chiesto al governo italiano di rivolgersi all'Unione Europea col fine di proteggere la relatrice dell’ONU sui diritti umani in Palestina occupata.
Per il suo impegno nel denunciare il regime di apartheid dello Stato di Israele la relatrice dell'Onu è stata duramente colpita da un provvedimento, firmato da Donald Trump il 6 febbraio 2025, con il quale sono stati congelati tutti suoi beni; "apparentemente il congelamento dei beni dovrebbe valere soltanto nell’ordinamento giuridico statunitense, ma, in realtà, c’è un pesante effetto extraterritoriale delle sue previsioni" si legge nell'Atto.
Si tratta di una legge federale degli Stati Uniti d'America, le cui previsioni consistono nel congelamento degli 'asset' dell’individuo unilateralmente inserito dal Governo statunitense nella “Specially Designated Nationals and Blocked Persons list (SDN)”, pensata per applicarsi nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo internazionali e di fatto ora utilizzata per colpire personalità scomode a livello politico: cioè Francesca Albanese, il Procuratore capo della Corte penale internazionale e altri otto magistrati.
Come risultato si trova nell'isolamento finanziario più totale, trattata come una terrorista, una criminale. Il governo italiano non la protegge, né diplomaticamente né politicamente, nonostante sia cittadina di questo Paese: "Il Governo italiano - si legge - non ha ritenuto di attivare i sia pur minimi strumenti di protezione internazionale della nostra concittadina, della cui tutela porta la responsabilità a partire dal momento stesso in cui ha giurato fedeltà alla Costituzione ed alle leggi. Né risulta che le rappresentanze diplomatiche italiane stiano sostenendo, nelle sedi giurisdizionali statunitensi, le iniziative necessarie per contrapporsi ai devastanti effetti delle sanzioni decretate contro la dottoressa Albanese, adottate in violazione delle stesse guarentigie previste in quell’ordinamento".
"L’Unione europea - si legge ancora nel documento - dispone degli strumenti giuridici per poter rispondere agli effetti extraterritoriali delle sanzioni americane, che possano avere diretti effetti negativi sulle attività commerciali e finanziarie di aziende e cittadini europei, come ricordato dal già magistrato e senatore Domenico Gallo, in un suo recente intervento sul tema".
Lo strumento è il Regolamento (CE) n. 2271/96 del Consiglio del 22 novembre 1996 relativo alla protezione dagli effetti extraterritoriali derivanti dall'applicazione di una normativa adottata da un Paese terzo.
"La dottrina giuridica e il mondo accademico da tempo hanno sollevato il tema di un aggiornamento del Regolamento di blocco per renderlo applicabile con più facilità alle nuove forme di sanzioni applicate soprattutto, negli Stati Uniti, che tendono sempre più a colpire non più Stati sovrani, ma istituzioni, studi legali e individui per azioni legali e professionali percepite come ostili agli interessi o policy o alla persona del Presidente o semplicemente sgradite a quest’ultimo, tali da creare rischi oltre che per il sistema democratico, anche per il sistema produttivo ed economico".
Francesca Albanese è stata attaccata duramente anche di recente: definita 'strega' dall’ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon; eppure nessuna autorità ha alzato un dito per difenderla.
D'altronde il padrone, cioè l'America, fa fluire parecchi soldi nell'UE a favore delle destre, come riportato da un'inchiesta di Report.
Un guinzaglio molto efficace garantisce obbedienza. E gli effetti sono evidenti.

Fonte: senato.it 

Foto © Imagoeconomica

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