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Non sembra esserci fine all’orrore nell’enclave più martoriata del pianeta. Poche ore fa il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato all'esercito di effettuare intensi attacchi sulla Striscia di Gaza dopo aver accusato Hamas di aver violato il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti.

"A seguito delle consultazioni sulla sicurezza, il Primo Ministro Netanyahu ha dato istruzioni all'esercito di effettuare immediatamente attacchi potenti nella Striscia di Gaza", si legge in una nota del suo ufficio.
Nelle ultime ore Israele ha accusato Hamas di aver restituito i resti di un prigioniero che, secondo le autorità israeliane, non appartenevano a uno degli ostaggi ancora detenuti o uccisi a Gaza, ma a una persona già rapita e il cui corpo era stato recuperato e sepolto da Israele due anni prima.​
Al contempo, Hamas sostiene che Israele sta ostacolando gli sforzi per recuperare i corpi dei prigionieri israeliani deceduti, affermando di aver bloccato l'ingresso di macchinari pesanti a Gaza e impedito alle squadre di ricerca, tra cui il personale della Croce Rossa, di accedere alle aree chiave.

Suhail al-Hindi, membro dell'ufficio politico del movimento di resistenza, ha ribadito che il gruppo sta incontrando "notevoli difficoltà" durante il recupero dei corpi dei prigionieri a causa dei mancati permessi israeliani per l’ingresso dei mezzi.
"Israele deve rendersi conto che siamo impegnati a rispettare l'accordo e devono smettere di accusarci falsamente di violarlo", ha detto al-Hindi ad Al Jazeera, aggiungendo che Hamas ha chiesto l'ingresso di squadre di ricerca nelle zone rosse per localizzare i corpi, richiesta che gli è stata rifiutata. 

 

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"La resistenza non ha alcun interesse a nascondere o ritardare la consegna del corpo di alcun prigioniero e affermiamo il nostro pieno impegno nei confronti dell'accordo", ha concluso.
In realtà è ben evidente come, dall'inizio dell'attuale tregua, Benjamin Netanyahu abbia compiuto atti provocatori volti a mettere a repentaglio l'accordo.

“Lo vediamo con Israele che si rifiuta di aprire il valico di frontiera di Rafah, limitando, fino a questo momento, la quantità di aiuti in arrivo… continuando questi bombardamenti qua e là nonostante il cessate il fuoco sia in atto, sulla base di affermazioni false e infondate,” ha detto, sempre ad Al Jazeera Muhammad Shehada, analista dell'Euopean Council on Foreign Relations con sede a Copenaghen.
I bombardamenti, tra l’altro non si sono mai fermati, come ricordato dalla relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese. “Israele continua a uccidere, affamare, mutilare e sfollare la popolazione di Gaza nonostante la tregua di tre settimane”, sostiene la relatrice, ricordando che da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, Tel Aviv ha commesso almeno 125 violazioni della tregua, ha ucciso quasi 100 persone e ne ha ferite circa 350.

Netanyahu è chiaramente pressato dai due esponenti di estrema destra più radicali del governo, Itamar Ben Gvir (ministro della Sicurezza Nazionale e leader del partito Otzma Yehudit) e Bezalel Smotrich (ministro delle Finanze e leader del partito Sionismo Religioso), desiderosi di far crollare l'accordo di pace mediato dagli Stati Uniti.​
Ben Gvir ha più volte esortato Netanyahu a non limitarsi a "estrarre un prezzo da Hamas" per le violazioni, ma a "esigere la sua stessa esistenza e distruggerla completamente, una volta per tutte", lanciando un chiaro ultimatum: "Se il governo non smantella Hamas, smantellerò il governo".
La coalizione guidata dal primo ministro si regge infatti sui voti fondamentali dei loro partiti – Otzma Yehudit per Ben Gvir e Sionismo Religioso per Smotrich – senza i quali l’esecutivo non avrebbe la maggioranza necessaria per governare, rendendolo di fatto ostaggio dei fondamentalisti sionisti più violenti.

Nel frattempo l'esercito israeliano ha già colpito diversi siti nella città di Gaza: stando alle fonti di Al Jazeera, un missile è caduto dietro l'ospedale al-Shifa, vicino a uno degli edifici principali, che è stato ristrutturato e rimesso in servizio.
L'attacco ha causato caos e panico tra i pazienti e il personale medico all'interno dell'ospedale. Un testimone oculare ha descritto l'attacco come di vasta portata. Ci troviamo in una zona a circa 20 minuti di distanza e potevamo sentirlo da qui.

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