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A quasi 62 anni dall’assassinio del presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy (JFK), emergono nuove rivelazioni che gettano luce su uno dei misteri più controversi della storia americana. La CIA ha implicitamente ammesso che uno dei suoi ufficiali, specializzato in guerra psicologica, ebbe contatti con Lee Harvey Oswald, l’assassino di Kennedy, mesi prima del tragico evento di Dallas. Parallelamente, documenti sovietici declassificati offrono ulteriori dettagli sulla vicenda, alimentando il dibattito su possibili insabbiamenti e connessioni nascoste. 

La Cia e il ruolo di George Joannides

Quaranta documenti recentemente declassificati rivelano il coinvolgimento di George Joannides, un ufficiale dell’intelligence della CIA operativo a Miami sotto lo pseudonimo di “Howard Gebler”, nel Directorio Revolucionario Estudiantil (DRE), un gruppo anticastrista finanziato segretamente dall’agenzia.
Il ruolo del DRE risulta particolarmente inquietante: il 9 agosto 1963, quattro membri del gruppo si confrontarono con Oswald a New Orleans mentre distribuiva volantini a favore del governo di Fidel Castro. Pochi giorni dopo, Oswald partecipò a un dibattito televisivo con membri del DRE, un evento che lo rese noto come simpatizzante comunista. Subito dopo l’assassinio di Kennedy, il bollettino del DRE identificò Oswald come un agente pro-Castro, una narrativa amplificata da testate come il Miami Herald e il Washington Post.
I documenti declassificati non dimostrano direttamente chi abbia ucciso Kennedy né se Oswald abbia agito da solo, ma svelano una preoccupante catena di insabbiamenti. Per decenni, la CIA ha negato ogni legame con il DRE e, di conseguenza, con Oswald. Tuttavia, le nuove rivelazioni dimostrano che Joannides supervisionava le operazioni politiche e di guerra psicologica del gruppo, e il suo coinvolgimento fu sistematicamente occultato a indagini cruciali come la Commissione Warren (1964), il Comitato Church (1975), il Comitato sugli Assassini della Camera dei Rappresentanti (1977-1978) e la Giunta di Revisione degli Assassini (fino al 1998).
Joannides, nominato contatto della CIA per il Comitato sugli Assassini della Camera, non rivelò mai il suo ruolo nelle operazioni legate al DRE e a Oswald. Nel 2014, l’ex consulente legale del comitato, Robert Blakey, dichiarò di aver chiesto direttamente a Joannides informazioni su “Howard” e il DRE, ricevendo la risposta che non esisteva alcuna traccia di tale persona, con la promessa di “continuare a cercare”. Anni dopo, l’ex investigatore Dan Hardway testimoniò che Joannides conduceva un’“operazione sotto copertura” per sabotare l’indagine del Congresso.
In un risvolto ironico, la CIA conferì a Joannides la Medaglia alla Carriera in Intelligence nel 1981, appena due anni dopo che aveva ostacolato l’inchiesta congressuale. Joannides morì nel 1990, ma queste rivelazioni continuano ad alimentare teorie cospirative. La domanda centrale non è più solo se Oswald abbia agito da solo, ma perché la CIA abbia nascosto informazioni cruciali per così tanto tempo. 

Documenti sovietici declassificati: nuove prospettive

La deputata repubblicana Anna Paulina Luna ha reso pubbliche oltre 380 pagine di documenti sovietici declassificati sull’assassinio di JFK, consegnati dall’ambasciatore russo Alexander Darchiev. Questi documenti, che Luna ha dichiarato essere “non modificati, alterati o manipolati” e pubblicati “esattamente come ricevuti”, offrono uno sguardo inedito sulla reazione sovietica all’assassinio e sulla cooperazione con gli Stati Uniti.
Tra i documenti figurano: trascrizioni delle conversazioni tra Nikita Krusciov e l’allora segretario di Stato USA, Dean Rusk; telegrammi cifrati dell’ambasciatore sovietico negli USA, Anatolij Dobrynin, e del vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Anastas Mikoyan, rappresentante di Mosca al funerale di JFK; lettere di rappresentanti dell’amministrazione statunitense ai leader sovietici; documenti relativi al soggiorno di Lee Harvey Oswald in Unione Sovietica (1959-1962), tra cui il modulo di richiesta di visto, la sua domanda di cittadinanza sovietica (negata) e l’ultima lettera di Oswald all’ambasciata sovietica; una risoluzione sovietica sulla consegna al Dipartimento di Stato di fotocopie dei documenti relativi a Oswald.
Secondo la Società Storica Russa, il tema centrale di questi archivi è la reazione sovietica all’assassinio di Kennedy e l’inizio della collaborazione con il presidente Lyndon Johnson. Per la prima volta, si documenta l’assistenza attiva delle autorità sovietiche nelle indagini sul crimine.
Un dettaglio curioso emerge da una proposta di un cittadino statunitense, datata 26 novembre 1963, di costruire un “ponte della pace” tra Alaska e l’URSS attraverso lo stretto di Bering. L’iscrizione su un disegno inviato a Krusciov recita: “Il ponte Kennedy-Krusciov per la pace mondiale potrebbe e dovrebbe essere costruito immediatamente”. Kirill Dmitriev, inviato speciale della Presidenza russa, ha suggerito che, con tecnologie moderne come quelle di The Boring Company, questo progetto potrebbe trasformarsi in un “tunnel Putin-Trump” dal costo di circa 8 miliardi di dollari.

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