“Dovete porvi una domanda molto semplice, chi vince dalla pace e chi vince dalla guerra. Il popolo ucraino vince dalla pace. Il popolo americano vince dalla pace. L'umanità vince dalla pace. Ma allora chi vince dalla guerra? Il complesso militare-industriale, gli oligarchi della classe dirigente ucraina”. Questo è l’estratto di un recente discorso del leader dell’organizzazione trumpiana Turning Point Usa, Charlie Kirk, assassinato da uno sparo nel campus della Utah Valley University di Orem, nello Utah, mentre rispondeva alle domande degli studenti sotto un gazebo.
Gli scioccanti video pubblicati mostrano il leader politico parlare al microfono poco prima di vedersi travolto dal proiettile che lo ha colpito alla gola, causando un’immediata emorragia che lo ha lasciato subito in fin di vita, mentre una folla di 500 persone fuggiva nel panico.
“Il grande e persino leggendario Charlie Kirk è morto. Nessuno capiva e si preoccupava della gioventù negli Stati Uniti d'America meglio di Charlie. Tutti lo amavano e lo ammiravano, soprattutto io, e ora non è più con noi. Melania ed io esprimiamo le nostre condoglianze alla sua splendida moglie Erika e alla sua famiglia. Charlie, ti vogliamo bene!”, ha subito commentato Donald Trump sul social Truth.
La polizia avrebbe arrestato un sospetto che però, in un secondo momento, è risultato non essere l’autore dell’attentato. Il decesso di Kirk è arrivato dopo un breve ricovero in condizioni disperate.
Il cecchino ha sparato da un edificio situato a circa 200 iarde (180 metri) di distanza dal palco. Le autorità hanno confermato che il colpo è stato esploso da una posizione elevata, suggerendo che l’attentatore si trovasse in uno degli edifici universitari che si affacciano sul cortile.
Un episodio che, in modo inquietante, sembra ripercorrere il fallito attentato al tycoon del 13 luglio 2024, durante un comizio a Butler, in Pennsylvania, quando venne ferito da un proiettile sparato da Thomas Matthew Crooks, poi abbattuto dalla sicurezza.
In entrambi casi sono state evidenziate lacune nella sicurezza. Crooks ad esempio, ha potuto sparare indisturbato dal tetto di un edificio ad una distanza di 122 metri da Trump. Nonostante i precedenti episodi di tensione politica e le minacce pubbliche nei giorni precedenti, l’università non ha previsto né barriere balistiche né un perimetro di sicurezza efficace. L’evento non era passato inosservato: una petizione online, firmata da quasi mille studenti, aveva chiesto all’università di cancellarlo. Tuttavia, l’ateneo aveva difeso la decisione di ospitarlo, richiamandosi al Primo Emendamento della Costituzione americana e alla tutela della libertà d’espressione.
Turning Point USA, considerata la voce giovanile del movimento MAGA (Make America Great Again) legato al presidente Usa, è stata tra le realtà più attive nel contestare la legittimità delle elezioni presidenziali del 2020 vinte da Joe Biden. La tragedia che ha colpito il suo fondatore, Kirk, ha scosso profondamente la destra americana.
Anche dall’Italia sono arrivate reazioni immediate. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso cordoglio e solidarietà: “Un omicidio atroce, una ferita profonda per la democrazia e per chi crede nella libertà”, ha scritto sui social. “Il mio pensiero va alla sua famiglia, ai suoi cari e alla comunità conservatrice americana”.
Kirk si trovava nello Utah per partecipare a una tappa dell’American Comeback Tour, organizzato dalla sezione locale di Turning Point.
Che il suo assassinio rappresenti un messaggio a Trump che arriva da quello Stato Profondo desideroso di una guerra con la Russia ad ogni costo?
Foto © Gage Skidmore from Surprise, AZ, United States of America
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